Biografia del Giovane Erwin Rommel, eroe della Prima Guerra Mondiale

Erwin Rommel
Erwin Rommel con la moglie Lucia Maria Mollin

Erwin Rommel nacque in Svevia. Il Ducato di Svevia era stato assorbito dal regno di Württemberg ma gli Svevi avevano comunque un carattere peculiare. Erano gente costante, attenta alle spese, prudente, acuta, flemmatica e lontana dal l’impetuosità dei vicini Bavaresi, rispetto ai quali gli Svevi si sentivano superiori.

Il padre di Rommel, anche lui di nome Erwin, era professore di matematica nel Württemberg, a circa un’ottantina di chilometri da Stoccarda. La madre Helene von Luz, era figlia del presidente del Land.

Il piccolo Rommel, nato nel Novembre 1891, era pallido, magrolino, biondo, con occhi azzurri e tranquillo. Durante l’adolescenza Rommel cominciò a sviluppare l’attitudine per la matematica oltre all’amore per gli sport come sci, ciclismo, esplorazione e solo successivamente decise di diventare militare.

Nel 1871, dopo la guerra franco-prussiana, era stato proclamato l’Impero Tedesco. I sovrani indipendenti, i re, i vari principi di Germania si unirono nell’obbedienza al re di Prussia, diventato imperatore tedesco. In molti settori della vita politica si dovette far convergere il bisogni di unità con il diritto alla diversità, sentito dai vari popoli.

I sudditi del Württemberg erano, ad esempio, molto diversi dai prussiani o dagli slesiani, tuttavia il mondo militare richiedeva coesione. Con la Costituzione del 1871 le truppe del Regno del Württemberg andarono a formare il 13° Corpo d’Armata dell’Esercito Imperiale Tedesco. I soldati tedeschi, qualunque fosse la loro terra d’origine, condividevano sia i privilegi che gli oneri della leva con tutti gli altri. Era, dunque, proprio la vita militare che promuoveva l’idea di madre patria, oggetto di orgoglio, di miti e di canzoni.

Rommel, essendo borghese, per tutta la vita dimostrò un certo scetticismo verso la questione delle classi sociali. Per sua fortuna, all’epoca in cui progettava di entrare all’Accademia di Danzica, un istituzione imperiale, non era necessario appartenere ad una famiglia nobile. Ormai per diventare ufficiali, all’inizio del ‘900, era più importante l’istruzione che l’alto lignaggio. Per accedere all’Accademia Imperiale, Rommel avrebbe comunque dovuto prima arruolarsi nell’esercito del Württemberg.

Il primo tentativo fu di entrare in Artiglieria, ma la sua domanda venne respinta per mancanza di posti liberi. Poi tentò di entrare nel Genio ma ricevette ancora una risposta negativa. Il giovane Rommel entrò così nel 124° Reggimento di Fanteria del Württemberg, dove nel Luglio 1910 cominciò a prestar servizio come cadetto. Nel Marzo 1911 Rommel entrò finalmente nella scuola militare di Danzica. Qui Erwin Rommel si distinse soprattutto nelle esercitazioni pratiche e nel Gennaio 1912, come sottotenente, raggiunse il 124° reggimento nella caserma di Weingarten.

In tutto l’Impero Tedesco i giovani ufficiali erano fieri di appartenere al più grande esercito del mondo come appariva ai loro occhi. Erano fieri anche per la posizione sociale di privilegio che avevano, tant’è che per le strade era consuetudine che i civili si facessero da parte per lasciar posto agli ufficiali in divisa.

In Prussia la nobiltà ed il corpo ufficiali erano considerati primo ceto del regno. Rommel crebbe quindi in una società dallo spirito guerriero, che, soprattutto durante gli anni della sua formazione militare, stava maturando una corsa agli armamenti dato il clima di tensione internazionale che si respirava.

Il soggiorno di Rommel alla Scuola Cadetti di Danzica ebbe una conseguenza inaspettata: l’innamoramento di Erwin per Lucie Mollin, che sarebbe diventata sua moglie e la compagna fedele di tutta la vita. Si sposarono nel novembre 1816 , un matrimonio di guerra. Rommel durante il periodi di separazione le scriveva tutti i giorni, o quasi, manifestandole i suoi sentimenti e chiamandola teneramente “meine liebste Lu”.

Ma facciamo un passo indietro e ritorniamo alla carriera di Rommel: nell’estate del 1914 Rommel si trovava distaccato a Ulm presso un reggimento di Artiglieria per ampliare la propria esperienza militare al comando di un plotone. Questo cambiamento aveva rappresentato un momento piacevole ed istruttivo ma era destinato ad essere interrotto bruscamente da un’ emergenza: la Prima Guerra Mondiale.

Per la Germania e il suo popolo era vitale evitare lo smembramento o la sconfitta dell’Austria-Ungheria.

L’attentato a Sarajevo dell’Arciduca Francesco Ferdinando, erede al trono Imperiale, e della moglie, costituì la scintilla che fece esplodere le ostilità.
Il 28 Luglio l’Austria-Ungheria dichiarò guerra alla Serbia. Il 30 Luglio ci fu la mobilitazione generale dell’intero esercito russo. Alla mobilitazione russa la Germania rispose con la mobilitazione dell’esercito tedesco. L’ordine venne dato il 31 Luglio.

Quel mattino Rommel con la sua batteria di artiglieria aveva attraversato Ulm. Nel pomeriggio arrivò l’ordine di mobilitazione e la sera stessa Rommel tornò al proprio reggimento, i 124° fanteria di Weingarten.

Il 1° Agosto la Germania dichiarò guerra alla Russia. In base agli accordi franco-russi anche la Francia si mobilitò e la Germania dichiarò guerra alla Francia. Il 4 Agosto l’esercito Imperiale Tedesco iniziò ad avanzare attraverso il Belgio che era neutrale. La resistenza belga venne sbaragliata. A causa dell’invasione del Belgio il 4 Agosto a mezzanotte la Gran Bretagna dichiarò guerra alla Germania.

Il 5 Agosto Rommel iniziò il viaggio in treno verso il fronte occidentale, preceduto da scaglioni del 124° reggimento. Il suo reggimento, nel 13° corpo (Württemberg) del Generale von Fabeck, apparteneva alla V Armata Tedesca agli ordini del Principe della Corona Imperiale.

Rommel era un giovane ufficiale senza esperienza bellica ma iniziò a fare la sua parte con molto ardimento. Incontrò per la prima volta il nemico presso Longwy, nella zona di confine tra il Belgio e la Francia.

Rommel sul fronte orientale (Prima Guerra Mondiale)

Quando Rommel si trovò presso Longwy, in mezzo ai combattimenti, era esausto da quasi 24 ore di marcia a piedi o a cavallo, dovuta a missioni di ricognizione e collegamento. Il 22 Agosto Rommel fu inviato davanti al battaglione con il suo plotone. Il Reggimento avanzava verso Bleid. Durante l’avanzata Rommel si trovava in mezzo a scariche di artiglieria e insieme ai suoi uomini si gettò a terra cercando riparo nei campi di patate. Ripresa la marcia, si avvicinò ai margini di Bleid e, in prossimità di alcune fattorie, si spinse cautamente in avanscoperta con soli tre uomini. Sulla strada poco distanti c’erano una ventina di soldati francesi intenti a sorseggiare un caffè. All’istante Rommel prese la decisione di non tornare indietro e chiamare il plotone ma di agire con i suoi uomini, dando ad essi istruzioni precise e cioè: cogliere di sorpresa il nemico, uscire dal riparo con decisione e aprire il fuoco dalla posizione eretta. Quella fu la prima volta che Rommel uccise. Ben presto dagli altri edifici i francesi risposero al fuoco e così Rommel si ritirò silenzioso verso la posizione dove aveva lasciato il suo plotone.

In quei pochi istanti, nella fattoria presso Bleid, Rommel aveva dato un esempio della sua caratteristica audacia. Egli era propenso all’azione piuttosto che all’attesa e tendeva a condurre in prima persona attacchi rapidi. Per tutta la vita Rommel avrebbe richiesto grandi sforzi ai suoi uomini ma avrebbe riservato per sé gli incarichi più pesanti, mantenendo ferma la consapevolezza dei limiti di resistenza dei soldati e non mancando mai di comprenderli umanamente. Insomma era l’opposto di quei militari che comandano senza mettersi personalmente in gioco. L’istinto di Rommel era l’istinto naturale di un guerriero, che si sarebbe consolidato in tutta una serie di esperienze il cui esordio era avvenuto nei pressi di Longwy, nell’agosto 1914. Tra l’altro allora pativa le conseguenze di un’intossicazione alimentare e stava molto male. Tuttavia, pur soffrendo spesso di problemi di salute, mal di stomaco in particolare, Rommel non avrebbe mai lasciato che venisse meno la sua energia decisionale o la sua prontezza di riflessi nei combattimenti.

Rommel si guadagna la prima croce di ferro

Già in Francia, a Stenay, nel settembre 1914 Rommel venne decorato con la croce di ferro di seconda classe. Poi i riconoscimenti al merito si susseguirono numerosi e ravvicinati.

Era il Gennaio 1915, la situazione di stallo sul fronte occidentale si era consolidata e, dalla Svizzera al mare, erano state scavate trincee e disposti reticolati, in quanto la guerra si era trasformata in un assedio statico che stancava i soldati di entrambe le parti. Il 29 Gennaio
Rommel diede ancora prova di autonomia d’azione e di capacità di giudizio tattico, tant’è che le sue iniziative belliche gli valsero la croce di guerra di prima classe.

A questo punto Rommel divenne una celebrità all’interno del reggimento dove il suo nome era diventato leggendario. Aveva il senso della battaglia, intuiva i piani e le reazioni del nemico, percepiva d’istinto quale azione avrebbe funzionato e quale no. Tutto ciò infondeva un’incredibile fiducia negli uomini affidati alla sua guida che dicevano “dove c’è Rommel c’è il fronte”.

Nel settembre 1915 Rommel lascio il 124° reggimento che l’aveva accolto da quando era stato nominato ufficiale e raggiunse il battaglione imperiale da montagna Württemberg, una nuova formazione che si stava costituendo in Germania e che in dicembre si sarebbe trasferita in Austria per consentire alle truppe di imparare a sciare.

Rommel in Austria per addestramento

Rommel assunse il comando della II Compagnia, facente parte del Battaglione da Montagna “Württemberg”, in modo permanente. L’addestramento era duro e comportava un allenamento dall’alba al tramonto, all’aperto, spesso con un pesante zaino sulle spalle.

Il Battaglione da Montagna fu rimandato sul fronte occidentale. Questa volta Rommel si vide affidare la responsabilità del controllo di chilometri e chilometri di linee in Alsazia, sulle pendici degli Alti Vosgi. In quel punto le trincee francesi e quelle tedesche erano lontane le une dalle altre e l’azione offensiva si limitava a brevi incursioni.

Alla fine del 1916 Rommel lasciò La Francia e partì per un altro fronte: la Romania.

Lì si trovò a combattere la guerra alpina e le manovre tra i monti, naturalmente, si confacevano molto all’addestramento del Battaglione da Montagna del Württemberg.

Nei primi mesi del 1917 Rommel con il suo battaglione venne trasferito in Francia. Nell’agosto dello stesso anno passò di nuovo sul fronte romeno dove Rommel fu impegnato nella battaglia del monte Cosna, una delle sue guerre personali più ardue.

Alle soglie della campagna in Italia

Dopo l’impresa del Monte Cosna , Rommel andò in licenza con la moglie sul Baltico per qualche settimana. Riprese servizio solo nell’Ottobre 1917.

In Novembre, in Russia, scoppiò la Rivoluzione Bolscevica a cui seguì una richiesta di pace con la Germania. Così la pressione esercitata sugli archi orientale e sud orientale si allentò.

L’idea del generale Ludendorff era quella di concentrare tutte le forze dell’Impero Tedesco a occidente, inoltre sognava di risolvere il problema del fronte meridionale, e cioè dell’Italia, il cui esercito andava ricacciato verso la Valpadana.

Nell’Ottobre 1917, quando Rommel ritornò al Gebirgsbataillon, i suoi compagni erano stati trasferiti dalla Romania alla Carinzia austriaca pronti a prendere parte alla campagna contro l’Italia.

L’offensiva degli Italiani era stata programmata come un movimento verso est nella valle meridionale dell’Isonzo, con l’intento di giungere a Trieste. La prima avanzata italiana si era però presto impantanata nella guerra di trincea, ma nell’11° Battaglia dell’Isonzo gli Austriaci erano stati respinti e gli Italiani avevano preso Gorizia. Avevano conquistato anche l’altopiano della Bainsiza, che si trovava tra Gorizia e Tolmino, in territorio Austro-Ungarico.

Data la situazione di seria minaccia l’Austria aveva chiesto aiuto alla Germania che aveva accettato di trasferire la 14° Armata sul fronte dell’Isonzo. Il settore scelto per questa operazione fu Tolmino. Il piano era di respingere gli Italiani al di là dell’Isonzo e avanzare successivamente nella pianura veneta.

Il compito del Corpo Alpino Tedesco era quello di prendere le creste montuose del Kuk e del Matajur. A Rommel venne dato l’incarico di guidare tre compagnie di montagna e una di mitraglieri. L’ordine era di avanzare, superare l’Isonzo e oltrepassare la prima linea italiana.

I Tedeschi attaccarono il 24 Ottobre dopo aver effettuato un’ampia preparazione dell’artiglieria. Infatti il mattino, alle 2, mille bocche di fuoco fecero rimbombare con i loro spari i monti circostanti, mentre una pioggia a dirotto accentuava l’oscurità.
Rommel ben presto si trovò oltre l’Isonzo, in mezzo alla prima linea Italiana, per poi avanzare lungo un sentiero scosceso verso la seconda linea.

L’impresa del “distaccamento Rommel” viene descritta in modo dettagliato nei seguenti articoli: