Gorizia è una delle città più particolari d'Italia, e probabilmente la meno conosciuta rispetto a quello che merita. Sta sul confine tra Italia e Slovenia, alla confluenza delle valli dell'Isonzo e del Vipacco, e per secoli è stata uno dei centri dell'Europa mitteleuropea — cuore del dominio dei Conti di Gorizia prima, residenza di nobili asburgici poi, "Nizza austriaca" per il clima mite e i giardini sontuosi. Poi la guerra, il confine che la tagliava in due con una linea di mattonelle in piazza, e infine la riunificazione con la vicina Nova Gorica slovena che nel 2025 ha condiviso il titolo di Capitale Europea della Cultura.
Visitare Gorizia oggi significa attraversare strati di storia sovrapposti dove latino, slavo e germanico si mescolano in modo che non si trova in nessun'altra città italiana. Il risultato è una città con una cucina propria, una tradizione nobiliare visibile in ogni palazzo del centro, e un numero di parchi e giardini storici che le è valso già nell'Ottocento la reputazione di città giardino.
Il Castello e il borgo medievale
Il Castello di Gorizia è il punto di partenza obbligato. Situato sulla sommità di un colle, l'aspetto attuale è il risultato di un restauro del 1937 che lo ha riportato alle forme trecentesche del periodo di massimo splendore dei Conti di Gorizia. A occidente del castello si sviluppa il borgo medievale con le sue vie strette e i palazzi in pietra.
All'interno del castello si trova il Museo del Medioevo Goriziano con riproduzioni e oggetti originali di armi, macchine d'assedio e strumenti musicali. Il parco del castello, ricavato negli anni Novanta nella parte bassa del colle, ha piazzole attrezzate con tavoli e fontanelle.
Le piazze: da Piazza della Vittoria alla Transalpina
Piazza della Vittoria è la più ampia della città. Si affacciano su di essa la chiesa di Sant'Ignazio (1654-1724, con facciata che mescola stili austriaci e romani), la Casa Torriana — una residenza cinquecentesca in cui soggiornò Giacomo Casanova — e al centro la Fontana del Nettuno del XVIII secolo.
Piazza della Transalpina è il luogo più simbolico di Gorizia. Qui passava il "muro di Gorizia" che dopo la Seconda Guerra Mondiale separava l'Italia dalla Iugoslavia. La linea di confine era segnata da mattonelle di pietra sul suolo della piazza: da un lato l'Italia, dall'altro la Slovenia. Oggi le mattonelle ci sono ancora come memoria, ma il confine non esiste più — Nova Gorica è raggiungibile a piedi.
Piazza Cavour ha alcuni dei palazzi più antichi della città, tra cui Casa degli Ungrispach in stile tardo gotico. Piazza Edmondo De Amicis si apre davanti al magnifico Palazzo Attems Petzenstein in stile rococò, oggi sede della pinacoteca.
I palazzi nobiliari
Gorizia è una città di palazzi, e non è una cosa di cui si accorge subito chi non sa cosa cercare. I principali:
Palazzo Attems Petzenstein — rococò, con giardino e pinacoteca con opere dal Medioevo al Settecento. Uno degli edifici più eleganti della città.
Palazzo Coronini Cronberg — residenza nobiliare con collezioni d'arte, biblioteca storica e giardino botanico. Ospitò l'imperatore Carlo I d'Austria durante il suo esilio.
Palazzo Lantieri — palazzo medievale rimaneggiato nei secoli, con salone affrescato e giardino all'italiana.
Palazzo Werdenberg — uno degli edifici storici più significativi del centro, con una storia legata alle famiglie nobili goriziane.
Chiese e sinagoga
Il Duomo dedicato ai santi aquileiesi Ilario e Taziano è il principale edificio religioso della città. La chiesa di San Rocco, di origini tardo quattrocentesche, conserva una pala d'altare di Palma il Giovane. La Sinagoga di metà Settecento, nell'area del vecchio ghetto, custodisce il Museo "Gerusalemme sull'Isonzo" che racconta la storia della comunità ebraica goriziana, una delle più antiche del Friuli.
I Giardini pubblici: la "Nizza austriaca"
Carl von Czoernig-Czernhausen chiamò Gorizia la "Nizza austriaca" per il clima mite e i giardini. Non esagerava. La città ha un numero di parchi e aree verdi di qualità insolita per una città di queste dimensioni.
I Giardini pubblici nel centro sono il punto di riferimento verde della vita cittadina. Creati nel 1863 su un terreno agricolo appartenuto alla famiglia goriziana De Grazia, furono progettati con sinuosi vialetti, aiuole e specie arboree esotiche per essere all'altezza dei villeggianti di alto rango che frequentavano la città. Si estendono da Corso Italia digradando verso la valletta del torrente Corno.
Gli elementi storici che li distinguono: la fontana del Gyulai, fontana metallica donata dal maresciallo Gyulai che trascorse la sua pensione a Gorizia; la centralina meteorologica in stile mitteleuropeo del 1895, perfettamente funzionante dopo un recente restauro; il monumento a Pietro Zorutti dello scultore udinese Piccini (1911), omaggio al poeta friulano. Nei giardini si trovano anche busti di Carlo Favetti, fondatore dell'irredentismo goriziano, e di Simon GregorÄiÄ, poeta e sacerdote sloveno. La Prima Guerra Mondiale ridusse i giardini a superficie viabile, ma la vocazione originale fu ripristinata nel dopoguerra.
Il Parco della Rimembranza fu creato per commemorare i caduti del primo conflitto mondiale. Il Parco di Piuma-Isonzo, lungo il fiume a poco fuori dal centro, ha una parte collinare e una boschiva. Il Parco di Campagnuzza è un bosco golenale tipico della vegetazione ripariale dell'Isonzo.
I musei
Museo della Grande Guerra: gli avvenimenti del fronte dell'Isonzo nel primo conflitto mondiale e la situazione di Gorizia durante la guerra. Uno dei musei sulla Grande Guerra più completi del FVG.
Museo di Storia e Arte in Borgo Castello: pinacoteca, oggetti di artigianato locale e ambienti storici ricostruiti.
Museo della Moda e delle Arti Applicate: collezione di abiti e accessori dal XVIII al XX secolo, con un focus sulla moda mitteleuropea.
Museo del Medioevo Goriziano nel castello: armi, strumenti musicali e oggetti della vita quotidiana medievale.
La cucina goriziana
La cucina di Gorizia è il prodotto diretto della sua posizione di confine. Non è cucina friulana pura né cucina slovena né cucina austriaca: è tutte e tre insieme, mescolate in modo che non si trova altrove.
I piatti tipici: musetto e brovada (cotechino con rape acidulate), frittate alle erbe con luppolo selvatico o asparagi, gnocchi di semolino e patate ripieni di susine con burro fuso e cannella — dolce-salato mitteleuropeo —, gulash, patate in tecia. Come pasta fresca i Biechi, tagliatelle fatte in casa condite con sugo di selvaggina. Il dolce tipico è la gubana goriziana, diversa da quella delle Valli del Natisone e altrettanto buona. Il vino è il Collio Goriziano DOC, tra i bianchi più apprezzati d'Italia.
Gli eventi principali
Gusti di Frontiera (settembre): rassegna culinaria internazionale con le specialità dell'Italia e dell'Europa centrale. È l'evento più partecipato dell'anno.
èStoria (primavera): festival internazionale della storia con storici, giornalisti e scrittori.
Etnos — Festival mondiale del folklore (agosto): gruppi folkloristici da tutto il mondo.
Dies Domini (estate): rievocazione medievale nel borgo del Castello.
Filmforum e Premio Sergio Amidei (estate): il più importante convegno italiano di studi sul cinema e il premio per la miglior sceneggiatura.
Come arrivare e dintorni
Gorizia si trova in provincia di Gorizia, a circa 45 km da Trieste e 60 km da Udine via A4. Ha una stazione ferroviaria con collegamenti su Trieste e Udine. Il centro storico è percorribile a piedi.
Nei dintorni: Cormons (vini del Collio), Gradisca d'Isonzo, Redipuglia con il Sacrario militare della Grande Guerra, e attraverso il confine a piedi Nova Gorica slovena — librerie, caffè, un casinò e un'identità diversa a 200 metri dalla piazza della Transalpina.
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