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Giro Ciclistico FVG amatori: tracciati e altimetrie

Dal 1974 il Giro Ciclistico Internazionale del Friuli-Venezia Giulia testa le categorie amatoriali tra i dislivelli carnici e il Collio goriziano.

Giro Ciclistico FVG amatori: tracciati e altimetrie - Sport & Outdoor in Friuli Venezia Giulia

Dal 1974, la Pro Loco di Tricesimo impone la chiusura temporanea di centinaia di chilometri di viabilità regionale per strutturare il Giro Ciclistico Internazionale del Friuli-Venezia Giulia. Sotto la prolungata direzione tecnica di Nevio Cipriani, questa competizione a tappe riservata alle categorie amatoriali replica i severi carichi altimetrici del professionismo. L'organizzazione richiede un coordinamento logistico equiparabile alle gare in regime UCI per gestire scorte tecniche, autofficine mobili e i rifornimenti di un plotone di atleti proveniente in gran parte da Austria, Slovenia e Germania.

L'assetto orientale: le pendenze della ponca e l'alta pianura

La mappatura del tracciato sfrutta la rigida compressione orografica del territorio per variare il fondo stradale in successione rapida, testando la capacità di recupero del gruppo nell'arco di cinque giorni.

Le tappe orientali, che solcano il Collio goriziano tra Dolegna, Medea e Capriva del Friuli, costringono i ciclisti a misurarsi con strappi brevi ma a pendenza critica, generati dal substrato geologico della ponca (marne e arenarie stratificate). Come documentato nell'altimetria della 44ª edizione (2017), queste frazioni, che spesso oltrepassano il valico sloveno chiudendosi presso i perimetri agrari del Castello di Spessa, selezionano i passisti scalatori. Spostandosi verso ovest, l'asse pedemontano pordenonese attorno a Maniago offre invece carreggiate ampie e planari, innalzando le velocità di crociera prima dell'ingresso forzato nei settori alpini.

Le faglie di Forgaria e l'archeologia sportiva a Peonis

Il trasferimento verso nord impone l'abbandono dei rapporti lunghi. Superato l'abitato di Mereto di Tomba, la competizione attacca regolarmente le rampe del Monte Prat. L'ascesa attraversa Forgaria nel Friuli, epicentro distruttivo della faglia sismica del 1976, obbligando gli atleti a scalare gradienti stradali a doppia cifra.

La discesa verso la valle del Tagliamento incrocia un segmento di archeologia del ciclismo: il cippo monumentale di Peonis di Trasaghis. In questa esatta frazione, nel giugno del 1927, i residenti rinvennero agonizzante Ottavio Bottecchia, il primo atleta italiano a vincere il Tour de France. Il ciclista morì pochi giorni dopo per un trauma cranico le cui dinamiche storiche e responsabilità penali rimangono tuttora prive di accertamento definitivo.

La Val Degano e l'epilogo in quota a Forni di Sopra

L'ingresso nel bacino carnico opera la selezione finale della classifica. Aggirato il perimetro idrografico del Lago di Cavazzo, il plotone si immette sulla Strada Statale 52, guadagnando altitudine fino agli 864 metri del passo di Cima Corso, sella orografica naturale tra Ampezzo e l'alta Val Tagliamento.

Le frazioni conclusive sfruttano l'ingombro visivo e altimetrico della Val Degano, scendendo da Avaglio verso Ovaro e costeggiando le pendici del Monte Zoncolan. Pur escludendo le estreme rampe imperiali dirette alla vetta, la viabilità minore tra Muina ed Esemon infligge continui cambi di ritmo. Il traguardo finale esige un ultimo sforzo in trazione, varcando la soglia dei 900 metri di altitudine sull'altopiano di Forni di Sopra. L'isolamento geografico di questo settore montano si riflette nell'architettura delle valli limitrofe, come la vicina enclave germanofona di Sauris, dove sopravvivono moduli residenziali originali in blockbau, una tecnica di incastro ligneo alpina priva di giunzioni metalliche.

Come arrivare e dintorni

Il polo logistico e organizzativo storico del Giro è il comune di Tricesimo. Per raggiungere l'abitato in automobile, la direttrice principale è l'Autostrada A23 Palmanova-Tarvisio. Utilizzando l'uscita in corrispondenza del casello di Udine Nord, ci si immette direttamente sulla Strada Statale 13 (SS13) Pontebbana, procedendo con rotta nord per circa sette chilometri fino a incrociare l'impianto urbano cittadino.

A soli tre chilometri a ovest della direttrice stradale della SS13, in posizione dominante rispetto alla valle del Cormor, si innalza la mole del Castello di Cassacco. Questo maniero trecentesco mantiene intatta la doppia cinta muraria difensiva e l'impianto originario dei camminamenti di ronda. Spostandosi invece verso est lungo la Strada Provinciale 35 (SP35), si entra nel territorio di Tarcento, insediamento incanalato sul corso del fiume Torre e storiograficamente rilevante per l'architettura civile altoborghese delle sue ville primonovecentesche, tra cui spicca Villa Moretti.

Coordinate: 46.1601, 13.2132

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