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Venzone: l'anastilosi del Duomo e le mura medievali

Raso al suolo dal sisma del 1976, il nucleo fortificato di Venzone è stato ricostruito per anastilosi. Esplora le mura di cinta e la cripta delle mummie.

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Alla confluenza idrografica tra l'ampio letto del fiume Tagliamento e la gola del Canal del Ferro, Venzone si è sviluppata come snodo commerciale obbligato. Il sito, già frequentato in epoca celtica, divenne una statio romana lungo la direttrice viaria verso la provincia del Norico. Tuttavia, l'attuale assetto urbanistico è il risultato di un'opera ingegneristica e archivistica senza precedenti: a seguito della distruzione quasi totale causata dai due violenti eventi sismici del maggio e del settembre 1976, l'intero nucleo fortificato è stato catalogato, smontato e riedificato per anastilosi, riposizionando le pietre originarie esattamente "dov'erano e com'erano".

La doppia cinta muraria e il Duomo di Sant'Andrea

L'impostazione perimetrale del borgo risale al 1258, quando Glizoio di Mels, feudatario per conto del Patriarcato di Aquileia, finanziò la costruzione di una doppia cinta muraria difesa da un fossato allagabile. Le mura originarie, intercalate da torri a sezione rettangolare e da un massiccio bastione poligonale a sud-ovest, sono state filologicamente ripristinate nel post-sisma.

All'interno del tessuto urbano, l'edificio simbolo della distruzione e del recupero è il Duomo di Sant'Andrea Apostolo. Fondato nel Trecento, il crollo della cattedrale nel 1976 restituì, durante le operazioni di sgombero delle macerie, i reperti dell'antico castrum romano sottostante. La riedificazione del Duomo si è conclusa nel 1995, lasciando intenzionalmente leggibili alcune cicatrici strutturali a memoria della violenza del terremoto.

La cripta di San Michele e l'azione della Hypha bombicina

Nel sagrato del Duomo sorge la trecentesca Cappella di San Michele, i cui spazi ipogei ospitano la cripta delle Mummie di Venzone. Il processo di mummificazione naturale, osservato per la prima volta nel 1647 durante l'estumulazione del corpo ribattezzato "il gobbo", è imputabile all'azione del fungo Hypha bombicina Pers. La proliferazione di questa particolare muffa nelle antiche tombe pavimentali ha disidratato rapidamente i tessuti cadaverici, bloccando i naturali processi di decomposizione e preservando intatte le strutture epidermiche.

I palazzi gentilizi e la memoria del Tiere Motus

Il reticolo viario interno conserva l'allineamento dei palazzi nobiliari edificati tra l'XI e il XVIII secolo, tra cui spiccano Casa Marcurele (la struttura civile superstite più antica), Palazzo Scaligeri, Palazzo Calderari e il Palazzo Comunale, ornato dalle bifore e dagli stemmi araldici delle casate locali.

Palazzo Orgnani-Martina è oggi la sede espositiva di Tiere Motus (Terra in moto), un museo permanente che mappa la faglia sismica del 1976. Il percorso espositivo documenta la successione delle scosse e illustra, attraverso plastici e archivi fotografici, le tecniche di schedatura e catalogazione dei conci lapidei impiegate durante i decenni di ricostruzione architettonica.

La Festa della Zucca e le rievocazioni storiche

Dal punto di vista folcloristico, l'evento di maggior rilevanza economica e attrattiva cade nel mese di ottobre con la Festa della Zucca. La manifestazione rievoca le dinamiche burocratiche e artigianali di epoca medievale, culminando con l'elezione dell'Arciduca della Zucca secondo l'antico cerimoniale austriaco di Preding. Le vie vengono occupate dalle corporazioni delle arti e dei mestieri, mentre la gastronomia locale declina la cucurbitacea in preparazioni storiche. Con cadenza mensile, il centro ospita anche "Mercanti nel borgo", un ritrovo specializzato nello scambio di antiquariato e collezionismo che attira espositori dall'intero bacino della Mitteleuropa.

Come arrivare e dintorni

L'accesso a Venzone in automobile avviene sfruttando l'asse dell'Autostrada A23 (Palmanova-Tarvisio). L'uscita di riferimento è Gemona-Osoppo, dalla quale si procede verso nord imboccando la Strada Statale 13 (SS13 Pontebbana) per circa 10 chilometri, costeggiando direttamente il letto ghiaioso del fiume Tagliamento.

Uscendo dalle mura e ripercorrendo a ritroso la statale verso sud, si incrocia immediatamente Gemona del Friuli, l'altro grande polo della ricostruzione post-sismica, riconoscibile dal Duomo di Santa Maria Assunta. Sul versante opposto del fiume, incastonato alle pendici del Monte San Simeone, si estende il comune di Bordano, sede della Casa delle Farfalle e polo entomologico di riferimento regionale.

Coordinate: 46.3347, 13.1383

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