A 907 metri di altitudine, nell'alta valle del fiume Tagliamento, Forni di Sopra segna il confine geologico e culturale tra la Carnia e il Cadore. L'abitato funge da principale porta d'accesso orientale al Parco Naturale delle Dolomiti Friulane, offrendo una rete escursionistica che spazia dalle piane alluvionali del fondovalle fino alle pareti dolomitiche del gruppo dei Monfalconi. La mappatura dei percorsi e l'organizzazione delle attività guidate dipendono direttamente dall'ente parco, che coordina l'esplorazione dell'area protetta.
Il Centro Visite e l'Anello del Tagliamento
Il fulcro logistico per l'esplorazione del territorio è il Centro Visite del Parco, situato in via Vittorio Veneto, adiacente alla piazza centrale di Forni di Sopra. La struttura è stata ricavata da un ex edificio rurale, riqualificato attraverso un intervento architettonico conservativo in geopietra e ferro. Da questo punto prende avvio l'Anello di Forni, un tracciato a dislivello minimo che richiede circa tre ore di cammino, sviluppandosi tra i boschi misti e i prati che costeggiano il corso del Tagliamento.
Osservazione astronomica e indagini botaniche stagionali
Durante i mesi estivi, le guide naturalistiche del Parco organizzano uscite tematiche mirate sul territorio. Il programma operativo include sessioni di trekking someggiato con l'impiego di asini, un'attività che sfrutta la trazione e la compagnia animale per facilitare l'accesso ai sentieri.
La flora locale viene analizzata attraverso passeggiate botaniche specifiche, orientate all'identificazione delle erbe spontanee utilizzate sia nella cosmetica tradizionale sia nell'alimentazione alto-medievale e moderna, con particolare attenzione all'impiego di queste essenze nei processi di affumicatura della carne locale. Il palinsesto naturalistico prevede inoltre ricognizioni notturne, strutturate per l'osservazione astronomica in quota o per l'ascolto della fauna silvestre, culminanti nel periodo autunnale con il monitoraggio dei bramiti dei cervi nei boschi di conifere tra Forni di Sopra e il limitrofo nucleo di Forni di Sotto. La divulgazione scientifica viene spesso integrata da convegni curati da meteorologi e biologi, con focus sull'evoluzione darwiniana e sui cambiamenti climatici alpini.
Dalla Malga Varmost ai ruderi di Sacuidic
L'escursionismo a Forni si diversifica in base alle fasce altimetriche. Salendo di quota, gli itinerari guidati toccano Casera Lavazeit e Malga Varmost, dove l'osservazione diretta delle pratiche di alpeggio e dell'allevamento si affianca all'analisi della vegetazione d'alta montagna. A fondovalle, il percorso "Castelli, Orti e Fornaci" traccia invece un itinerario storico-naturalistico che collega le mura perimetrali del castello medievale di Sacuidic ai resti di archeologia industriale della Fornace di Davaaras.
Gli itinerari escursionistici in autonomia
Per gli escursionisti che procedono senza l'ausilio di guide, il territorio offre tracciati di varia difficoltà altimetrica e tecnica, debitamente segnalati dal CAI:
- Truoi dai Sclops: Un percorso impegnativo che richiede circa otto ore di marcia. La partenza è fissata al parcheggio Davost, sulla sponda opposta del fiume. L'itinerario connette il Rifugio Flaiban-Pacherini a Casera Valbinon e al Rifugio Giaf, attraversando le formazioni rocciose principali del settore dolomitico friulano.
- Bivacco Marchi Granzotto: Indirizzato ad alpinisti esperti, l'accesso avviene dal parcheggio Giaf. L'ascesa richiede tra le sei e le sette ore, affrontando tratti esposti a ridosso delle pareti dei Monfalconi di Forni.
- Passeggiata di Palas e Sentiero dei Bambini: Tracciati forestali di circa quattro chilometri, privi di pendenze e dislivelli significativi, funzionali all'introduzione naturalistica di base e all'analisi del sottobosco.
Come arrivare e dintorni
Forni di Sopra è raggiungibile in automobile percorrendo l'autostrada A23, con uscita obbligatoria al casello di Carnia-Tolmezzo. Da qui è necessario immettersi sulla Strada Statale 52 Carnica, risalendo l'intera Val Tagliamento per circa 45 chilometri in direzione ovest, verso il Passo della Mauria.
Ripercorrendo la statale a ritroso, merita una sosta Ampezzo, caratterizzato da un compatto impianto urbanistico storico e sede del Museo Geologico della Carnia, utile per comprendere la tettonica del territorio. Da Ampezzo, deviando verso sud attraverso la viabilità tortuosa del Passo del Pura o la gola del torrente Lumiei, è possibile raggiungere Sauris, borgo montano di origine germanofona noto per i tetti in scandole, la tecnica costruttiva in blockbau e la rigida tradizione norcina.
Coordinate: 46.4216, 12.5852
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