Trecento abitanti, capolavori da tutta Europa
Ci sono borghi che sopravvivono e borghi che scelgono. Illegio, frazione di Tolmezzo di circa 300 anime, incastonata tra i monti della Carnia lungo il corso del rio Touf, ha scelto. Ha scelto l'arte come forma di resistenza all'abbandono, come risposta all'emorragia di abitanti che da decenni svuota le vallate montane del Friuli.
A partire dal 2000, il Comitato di San Floriano ha trasformato la vecchia abitazione del sacerdote in una moderna Casa delle Esposizioni, coinvolgendo decine di volontari, formando e dando lavoro a tanti giovani, chiamando a collaborare studiosi e professionisti di tutta Europa. Dal 2004 ogni estate arrivano qui capolavori in prestito da musei e collezioni private di tutto il mondo, curati da don Alessio Geretti con una visione che unisce estetica, etica e riflessione spirituale.
In vent'anni di attività espositiva, Illegio ha attratto quasi 700.000 visitatori e ha esposto oltre 1.500 opere nel cuore della Carnia. Un numero che, per un borgo di queste dimensioni, non ha paragoni in Italia.
La Casa delle Esposizioni: capolavori a 600 metri di quota
Ogni anno, da fine maggio a inizio novembre, la Casa delle Esposizioni di Illegio ospita una mostra monografica costruita attorno a un tema filosofico, etico o spirituale. Dal 2004 è stato possibile avviare il progetto espositivo, affrontando ogni anno una tematica diversa, con l'obiettivo di portare a Illegio capolavori dell'arte in prestito da importanti musei insieme a opere difficilmente visibili, perché provenienti da collezioni private.
I temi delle edizioni passate dicono molto sul carattere del progetto: il Coraggio, la Bellezza della Ragione, Carne come materia dello spirito, la Morte, la Giustizia. Ogni mostra porta a Illegio tra 40 e 52 opere che coprono cinque, sei, sette secoli di storia dell'arte. Nomi come Caravaggio, Jordaens, Luca Giordano, Gustave Moreau, Delacroix si sono alternati nelle sale della canonica montana, spesso affiancati da opere inedite provenienti da collezioni private mai aperte al pubblico.
Il progetto ha ricevuto attestati di stima da Papa Francesco e ha visto la visita dell'ex presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nel 2012. Per i visitatori di lingua tedesca è disponibile, su prenotazione e previa disponibilità, la guida in lingua. Una disponibilità che riflette la presenza significativa di turisti provenienti dall'area germanofona tra il pubblico della mostra.
La mostra è aperta da martedì a domenica, con orari che variano per stagione. La prenotazione è consigliata, soprattutto nei fine settimana estivi. Per la programmazione aggiornata e i biglietti: www.illegio.it, tel. 0433 44445.
La Pieve di San Floriano: mille anni sul monte Gjaidêt
A 735 metri di quota, sul monte Gjaidêt che sovrasta il borgo, si trova la Pieve di San Floriano, uno degli esempi più compiuti di architettura religiosa carnica medievale. Edificata sulle sponde del torrente But, si raggiunge a piedi percorrendo la salita panoramica che parte dal centro abitato: un cammino di circa mezz'ora, con viste progressive sulle vallate del But e del Tagliamento, fino alla sensazione che la Carinzia e il Cadore siano a portata di mano.
Come tutte le pievi carniche, la sua storia è stratificata su secoli di ricostruzioni e modifiche. L'aspetto attuale fonde elementi gotici, rinascimentali e settecenteschi. L'interno conserva affreschi di Giulio Urbanis di San Daniele del 1580: l'Annunciazione, Santi, Profeti e le Storie di San Floriano, dipinte con la qualità narrativa tipica della pittura friulana del tardo Cinquecento.
Tra le sculture, spicca un altare in pietra del 1510 di Carlo da Carona, lapicida lombardo attivo in Friuli, che scolpisce in altorilievo i Santi Rocco e Battista, la Pietà e la Madonna con Bambino. L'opera più preziosa è però l'altare ligneo di Domenico da Tolmezzo, eseguito intorno al 1497, con statue dipinte e dorate di raffinata fattura. Purtroppo una parte delle statue originali è stata trafugata da ladri di antichità e l'altare appare oggi mutilato rispetto alla sua composizione originaria.
La Via dei Mulini e il Mulin dal Flec
Nel cuore del borgo, lungo il corso del rio Touf, si snoda la Via dei Mulini, che ricorda il tempo in cui otto mulini animavano questo tratto d'acqua. Oggi ne sopravvive uno in funzione: il Mulin dal Flec, struttura secentesca in pietra con la grande ruota in legno ancora azionata dall'acqua del rio.
L'interno del mulino è visitabile: si possono osservare il setaccio, la macina e la tramoggia nel loro funzionamento. Ma è fuori, davanti alla ruota che gira spinta dalla piccola cascata, che si capisce perché questo mulino sia diventato uno dei simboli del borgo. Un meccanismo semplice e efficace, rimasto invariato per secoli, che racconta senza bisogno di didascalie come viveva questa comunità di montagna.
Il sito paleocristiano di San Paolo e le tracce longobarde
Illegio non è solo arte medievale e rinascimentale. Recenti scavi hanno riportato alla luce un sito paleocristiano di San Paolo risalente al IV secolo, testimonianza della precoce cristianizzazione di questo angolo di Carnia lungo le vie di comunicazione romane. Nel territorio si trovano anche i resti delle fortificazioni longobarde e delle dimore medievali dei castellani: tracce di una storia stratificata che risale molto prima dell'arte che oggi rende famoso il borgo.
Come arrivare e quando andare
Illegio si raggiunge da Tolmezzo in circa 10 km seguendo le indicazioni per il borgo. Da Udine si prende l'autostrada A23 Alpe Adria fino all'uscita Carnia, poi la statale verso Tolmezzo. La stagione ideale per la visita è da giugno a ottobre, quando la mostra è aperta e il clima carnico permette di percorrere comodamente la salita alla Pieve di San Floriano e il giro della Via dei Mulini.
Chi arriva in un giorno feriale troverà il borgo più tranquillo e avrà più facilità a visitare la mostra senza prenotazione. Nei fine settimana estivi è invece consigliabile prenotare in anticipo: la Casa delle Esposizioni è piccola, il numero di visitatori è contingentato per garantire la qualità della visita guidata inclusa nel biglietto.
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