Nel 181 a.C. Roma fondò Aquileia come avamposto militare alla frontiera nordorientale dell'Impero. Nel giro di due secoli era diventata una delle città più grandi e ricche del mondo romano: porto sull'Adriatico, crocevia commerciale tra Mediterraneo ed Europa del nord, sede di un patriarcato che avrebbe segnato la storia cristiana per secoli. Poi arrivarono le invasioni barbariche, e Aquileia non si riprese mai più.
Quello che resta è uno dei siti archeologici più importanti d'Italia, Patrimonio UNESCO dal 1998: la basilica con il suo straordinario pavimento musivo del IV secolo, il porto fluviale, il foro, le necropoli. E ogni anno, per tre giorni tra la fine di maggio e i primi di giugno, per le strade di Aquileia torna il 181 a.C.
Tempora in Aquileia è la rievocazione storica più accurata del Friuli Venezia Giulia. Non è teatro: è ricostruzione filologica della vita quotidiana romana e celtica, portata avanti con una cura dei dettagli che la distingue dalla maggior parte degli eventi del genere.
Come funziona la rievocazione
Il centro storico di Aquileia si divide per tre giorni in zone temporalmente separate. Gli accampamenti dei Celti occupano l'area del fondo Cal, mentre quello dei Romani si stabilisce nel fondo Pasqualis. I due mondi non si mescolano — almeno non subito.
La cerimonia di apertura è l'accensione del fuoco di Beleno nell'area celtica: il momento in cui la delegazione della Repubblica Romana incontra le popolazioni autoctone. Beleno è il dio celtico del fuoco e della luce, venerato in tutto l'arco europeo da Bordeaux ad Aquileia, e il rito di accensione è uno dei momenti visivamente più potenti dell'intera rievocazione.
Da quel momento in poi il visitatore si muove liberamente attraverso un mondo che non esiste più ma che per tre giorni torna a funzionare.
Cosa si vede e cosa si può fare
Camminando per le vie del centro è possibile assistere — e spesso partecipare — a tutto quello che riempiva una giornata nell'Aquileia del II secolo a.C.
I combattimenti: in Piazza Patriarcato si tiene l'arena per i ludi gladiatorii e gli scontri tra legionari romani e guerrieri celti. La Legio I Italica, gruppo di rievocatori con decenni di esperienza, garantisce una fedeltà storica che si vede nell'equipaggiamento, nei movimenti e nella gestione dello spazio teatrale.
Il mercato: in via Popone e via dei Patriarchi si allestiscono i mercati romani, con spezie, tessuti, ceramiche e profumi. Non è un mercatino folkloristico: i prodotti esposti e i materiali usati sono ricostruzioni storiche, e i venditori sono in grado di spiegare l'origine e l'uso di quello che vendono.
Le attività pratiche: chiunque può provare a tirare con l'arco, tessere a telai d'epoca, tingere lana con pigmenti naturali, realizzare un frammento di mosaico con le tecniche romane, dipingere ceramica. Per i bambini è probabilmente il momento più memorabile della visita. Per gli adulti anche.
La forgia: è possibile osservare — e in alcuni casi partecipare — alla forgiatura del ferro per realizzare oggetti di uso quotidiano o armi. È una delle attività più richieste e quella che produce le code più lunghe.
Il termopolio: il ristorante romano, con cucina e bevande ricostruite sulla base delle fonti storiche. Erbe aromatiche, preparazioni a base di garum, vini speziati: non è necessariamente buono nel senso moderno del termine, ma è autentico.
Cantastorie, giullari, danza: nelle piazze minori si trovano narratori che raccontano gesta eroiche, saltimbanchi, gruppi di danza che ricostruiscono le coreografie delle sacerdotesse. Non è intrattenimento di contorno: è parte integrante della ricostruzione della vita pubblica romana.
Il sulcus primigenius: il rito finale
Alla conclusione dell'ultima giornata si mette in scena il sulcus primigenius: il rito romano della fondazione della città. Il Senato conferisce il mandato ai consoli di tracciare il "primo solco" e posare la prima pietra di quella che diventerà Aquileia. È un atto simbolico e teatrale insieme, che chiude la rievocazione riportando tutto all'inizio — al momento in cui questa città nacque, e al motivo per cui vale la pena essere qui a raccontarla ancora.
Aquileia oltre la rievocazione: cosa vedere sempre
Anche fuori dal periodo di Tempora in Aquileia, Aquileia è una visita che vale il viaggio.
La Basilica di Aquileia con il suo pavimento musivo del IV secolo è uno dei monumenti più straordinari d'Italia: 760 metri quadrati di mosaico quasi interamente conservati, con scene bibliche e pagane mescolate in una narrazione che racconta la complessità culturale di una città di confine tra mondo romano e mondo cristiano nascente.
Il Museo Archeologico Nazionale raccoglie i principali reperti degli scavi: sculture, iscrizioni, oggetti della vita quotidiana, monete, gioielli. Una visita di due ore è sufficiente per capire le dimensioni di quello che Aquileia era.
Il porto fluviale romano è accessibile a piedi dal centro: le banchine in pietra che si affacciano sul fiume Natissa sono quasi intatte, e camminare sulle stesse pietre su cui scaricavano le merci duemila anni fa è un'esperienza che i siti museali non possono dare.
Informazioni pratiche
Quando: fine maggio / inizio giugno, per tre giorni. Le date variano ogni anno: il riferimento è il sito ufficiale www.temporainaquileia.eu.
Organizzazione: Associazione Tempora in Aquileia, in collaborazione con il Comune di Aquileia, la Soprintendenza FVG e la Fondazione Aquileia.
Come arrivare: Aquileia si trova in provincia di Udine, a circa 40 km dal capoluogo. Dall'A4 uscita Palmanova, poi SS352 verso Aquileia. Da Trieste circa 40 km via A4. Parcheggi gratuiti in prossimità del sito.
Per famiglie: l'evento è adatto a tutte le età. Le attività pratiche (arco, mosaico, forgia) sono le più apprezzate dai bambini. Consigliato arrivare al mattino per trovare meno code nelle postazioni hands-on.
I commenti tornano presto
Stiamo migrando il sistema di commenti. Torneranno disponibili a breve.