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Cosa fare e vedere a Sutrio: il borgo del legno in Carnia

Sutrio è il borgo carnico famoso per la lavorazione del legno, ai piedi dello Zoncolan. Chiese barocche, presepe di Teno, sagre tipiche e sci: guida completa alla visita.

Cosa fare e vedere a Sutrio: il borgo del legno in Carnia - Montagna & Trekking in Friuli Venezia Giulia

Ci sono paesi in cui l'identità si legge ovunque — nelle insegne dei negozi, nei ballatoi delle case, nelle statue che compaiono agli angoli delle strade come se qualcuno avesse deciso di trasformare il borgo in una galleria d'arte a cielo aperto. Sutrio è uno di questi. Il materiale è sempre lo stesso: il legno. Intagliato, scolpito, tornito, dipinto. Il legno delle Alpi Carniche che da secoli gli artigiani di questo paese trasformano in oggetti, mobili, sculture e — nel caso più straordinario — in un presepe che nel 2022 è arrivato fino alla Piazza San Pietro di Roma.

Il borgo si trova nella valle del fiume But, in Carnia, a pochi chilometri dal confine con l'Austria, ai piedi del Monte Zoncolan — la salita più temuta del ciclismo europeo, nonché uno dei comprensori sciistici più attrezzati del Friuli Venezia Giulia. È un paese che funziona tutto l'anno, con ragioni diverse per ogni stagione.

La storia e l'identità di Sutrio

Sutrio è con ogni probabilità uno degli insediamenti più antichi dell'intera Carnia, quella regione montana del Friuli che è sempre stata punto di contatto tra le civiltà del Mediterraneo e quelle dell'Europa del Nord. La zona ha conservato una variante particolare della lingua friulana, il friulano carnico, parlato ancora oggi. Il paese è menzionato nei documenti per la prima volta nel 1300 e conserva prevalentemente monumenti risalenti al periodo della dominazione veneziana e asburgica.

Fa parte del club dei Borghi Autentici d'Italia, riconoscimento che valorizza i centri che hanno mantenuto viva la propria identità culturale e artigianale. E proprio l'artigianato del legno è il tratto che distingue Sutrio da ogni altro borgo della Carnia.

Le chiese: un museo barocco tra i vicoli

Sutrio ha una concentrazione di arte sacra notevole per un paese di poco più di mille abitanti. Vale la pena dedicarle tempo.

La chiesa di Sant'Ulderico è la parrocchiale del borgo, eretta tra il 1781 e il 1792 dagli architetti Francesco e Angelo Schiavi da Tolmezzo. È considerata uno dei più riusciti esempi dell'architettura settecentesca di tutta la Carnia. La facciata è rinserrata tra due campanili di cui uno rimase incompiuto, conferendo all'edificio un profilo asimmetrico inconfondibile. All'interno, gli affreschi sono opera di Pier Antonio Novelli e del figlio Francesco, due degli ultimi esponenti della pittura rococò veneta, vicini al grande Giambattista Tiepolo. Una pala d'altare appartiene invece a Nicola Grassi, il più noto artista carnico, nativo della vicina Zuglio.

La Pieve di Ognissanti sorge fuori dall'abitato, sul sito di un precedente castello medievale, ed è stata ricostruita agli inizi dell'Ottocento dall'architetto Francesco Schiavi da Tolmezzo. Conserva l'originale campanile seicentesco e, all'interno, splendidi altari lignei dorati e intagliati del Sei e Settecento, oltre ad affreschi del pittore carnico Giovanni Moro eseguiti nel 1925.

Nella vicina frazione di Nojaris si trova la chiesa di Sant'Orsola, piccola ma di grande interesse: è internamente decorata da affreschi medievali della scuola di Vitale da Bologna, maestro operante nel Duomo di Udine nel XIV secolo. Una cappella di campagna con dipinti di livello museale.

La Crous da Corsarie: un oggetto di devozione e avventura

Tra le curiosità locali più singolari c'è la Crous da Corsarie, la croce del pellegrino. Si tratta di una croce lignea portata a spalla da Osvaldo Nodale, abitante di Sutrio, come voto per essersi salvato in un naufragio nel 1747. Dopo averla trasportata in pellegrinaggio a Santiago de Compostela, Roma e Loreto, Nodale la riportò a Sutrio e la collocò sul muro della sua casa.

La devozione verso questa croce crebbe nel tempo: nel 1805 un certo Pietro Del Negro di Paularo riferì di averla sognata, portandone poi una copia fedele al santuario di Mariazell in Austria. Dopo essere scampata a un incendio, la croce fu ritenuta miracolosa — gli abitanti cominciarono a staccarne pezzi come reliquie, al punto che si decise di preservarla rivestendola di ferro.

Il Presepe di Teno e il legno come identità

La tradizione artigiana di Sutrio ha il suo monumento definitivo nel Presepe di Teno: l'opera realizzata in oltre trent'anni di lavoro dal maestro Gaudenzio Straulino (1905-1988), detto appunto Teno. La particolarità è la scena: invece della Terra Santa, la Natività è ambientata a Sutrio stessa, con riproduzioni in miniatura e in movimento delle architetture del borgo — le case in pietra, la chiesa di Sant'Ulderico con i suoi due campanili asimmetrici, le botteghe, i mulini, le segherie, le malghe, i lavori della fienagione e della falegnameria. È un'opera di memoria e devozione insieme, che racconta un paese attraverso la nascita di un bambino. Il presepe è visitabile su richiesta tutto l'anno.

A questa tradizione si è aggiunta una conferma internazionale recente: nelle festività natalizie del 2022, il Presepe di Sutrio ha occupato Piazza San Pietro a Roma. Realizzato da artigiani e scultori di Sutrio e del Friuli Venezia Giulia, è disposto su una superficie di 116 mq, ospita 18 statue intagliate da 11 artisti e la cupola, sovrastata dall'Angelo, raggiunge un'altezza di 7 metri. Ora è esposto in mostra permanente nel cuore del paese, di fronte alla Pro Loco in via Linussio 1.

Cosa fare in estate: trekking, Zoncolan e malga Pramosio

L'estate a Sutrio è fatta di aria fresca, sentieri e quote che si alzano progressivamente verso le crete delle Alpi Carniche.

Le escursioni partono direttamente dal borgo verso le pendici dello Zoncolan e del Monte Tamai, raggiungendo i 2.000 metri di quota con viste panoramiche su tutta la Carnia. Una delle escursioni più complete è quella verso la Malga Pramosio (circa 1.500 m), con possibilità di sosta in agriturismo per la degustazione dei formaggi di malga. Proseguendo si arriva a Pramosio Alta e al Lago glaciale di Avostanis — una tappa che molti visitatori ricordano come una delle più belle della Carnia.

Per i ciclisti, la salita allo Zoncolan da Sutrio è una delle prove più iconiche del ciclismo italiano: è stata tappa di numerose edizioni del Giro d'Italia a partire dal 2003 ed è considerata una delle ascese più dure d'Europa. Anche senza essere corridori professionisti, vale la pena percorrerla almeno parzialmente per capire cosa rende questo monte così temuto.

Dai monti nei dintorni, con il supporto dell'Associazione Volo Libero Carnia, è possibile provare l'esperienza del volo con il deltaplano planando verso valle.

Cosa fare in inverno: lo Zoncolan sulla neve

In inverno Sutrio è la porta d'accesso al comprensorio sciistico del Monte Zoncolan, che con le sue 22 km di piste è uno dei centri più attrezzati del Friuli Venezia Giulia per gli sport sulla neve. Sci alpino, snowboard, sci di fondo, bob: l'offerta è ampia. Fuori pista, i dintorni di Sutrio offrono percorsi per escursioni con le ciaspole, per chi preferisce la montagna invernale silenziosa al di fuori delle piste battute.

Gli eventi: il calendario delle stagioni

Il calendario di Sutrio ruota attorno a celebrazioni radicate da generazioni, molte delle quali legate alla gastronomia e al lavoro stagionale.

Magia del Legno (prima domenica di settembre) è l'evento principale dell'anno. Tradizionalmente la prima domenica di settembre gli storici porticati di Sutrio si animano di falegnami e intagliatori: artisti locali, docenti e allievi delle scuole di intaglio di altre regioni e ospiti internazionali lavorano in diretta per tutto il giorno davanti al pubblico, realizzando pezzi unici. Le opere — a volte monumentali — si aggiungono ogni anno al museo en plein air che punteggia il borgo. Ingresso libero.

Fums, profums, salums (prima domenica di marzo): la sagra dedicata alla carne di maiale e alle sue trasformazioni gastronomiche nella tradizione carnica.

Festa del Cjarsòns (prima domenica di giugno): celebrazione del piatto simbolo della cucina carnica — i cjarsòns, ravioli ripieni con un ripieno dolce-salato che varia di casa in casa e di vallata in vallata.

Fasìn la Mede (ultima domenica di luglio): la fiera della fienagione sull'altipiano dello Zoncolan, con rievocazione del taglio del fieno, accumulazione in covoni (medes) e degustazione di prodotti tipici.

Fiera del Flor (ottobre): rassegna dedicata alle farine tradizionali della Carnia — mais, grano saraceno, segale, orzo — con assaggio di polente, zuppe, pane e biscotti. In questa occasione sono visitabili alcuni mulini tradizionali ancora in funzione.

Borghi e presepi (da Natale all'Epifania): decine di presepi artigianali disseminati in tutto il borgo, ospitati in cortili, loggiati, strade e cantine. Con il presepe di Teno e il Presepe del Vaticano esposto in permanenza, Sutrio è in questo periodo probabilmente il paese con la più alta densità di presepi in legno del Friuli Venezia Giulia.

Come arrivare e dove soggiornare

In auto: dall'autostrada A23 (Udine-Tarvisio) uscire allo svincolo Carnia-Tolmezzo e proseguire sulla SS52 fino a Tolmezzo, poi SS52bis in direzione Sutrio. Da Udine circa 60 km.

Alloggio: per vivere appieno il borgo, vale la pena alloggiare nell'Albergo Diffuso Borgo Soandri, i cui alloggi sono stati ricavati dalla ristrutturazione di antiche case ed edifici rurali. È il modo più diretto per sperimentare il ritmo di vita di Sutrio — che è, in fondo, il motivo principale per cui vale la pena venirci.

Nei dintorni: a breve distanza da Sutrio si possono raggiungere Zuglio con i suoi importanti resti romani, Venzone con il duomo e le celebri mummie, Gemona del Friuli con la cattedrale romanica, e le Terme di Arta per chi cerca anche relax termale dopo le escursioni.


Sutrio non è un paese che si esaurisce in una visita veloce. Il legno si vede dappertutto, è vero — ma dietro al legno c'è una storia di artigiani che hanno trasformato la materia disponibile in una lingua culturale riconoscibile. Il presepe di Teno, che ha impiegato trent'anni per essere completato e che riproduce non la Terra Santa ma il proprio paese, dice tutto su come questo borgo si racconta. Sutrio è un posto che si prende il tempo che ha.

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