Il comune di Tramonti di Sopra presidia il bacino superiore della Val Tramontina, un corridoio orografico inciso dal sistema fluviale del torrente Meduna all'interno del massiccio delle Prealpi Carniche. L'architettura del fondovalle riflette una storicità composita: accanto a volumetrie civili seicentesche come Palazzo Zatti, il tessuto edilizio ospita una Chiesa Valdese attiva dal 1880, testimonianza dell'emigrazione di ritorno di scalpellini e fornaciai locali dalla Francia.
L'assetto urbano è stato oggetto, a partire dal 2007, di una massiccia operazione di arte pubblica. Una serie di venti murales, distribuiti tra il capoluogo e le frazioni di Maleon e Chievolis, documenta a livello iconografico gli antichi mestieri praticati all'interno degli stessi stabili che fanno da supporto alle pitture. Sulla facciata del municipio è inoltre tracciata la "mappa di comunità", un rilievo toponomastico realizzato in collaborazione con l'Ecomuseo Lis Aganis che fissa spazialmente le aree di socializzazione rurale pre-industriale (come gli antichi lavatoi e i siti di accensione dei fuochi epifanici).
Il sistema museale: l'Acqua e la paleontologia
Il Parco Naturale delle Dolomiti Friulane amministra a Tramonti di Sopra un Centro Visite tematico, inaugurato nel 2008 e dedicato interamente all'idrologia. L'esposizione didattica permanente ("Acqua: natura, patrimonio, energia") esplora la gestione della risorsa idrica e le tecniche per la produzione di energia idroelettrica. Affianca questa struttura il Museo dei Fossili, sezione distaccata dell'ente museale di Pordenone, che cataloga e mostra i reperti paleontologici rinvenuti negli strati carbonatici della Val Tramontina e dell'adiacente Val Meduna.
L'idrografia alpina: dai bacini artificiali alle Pozze Smeraldine
Il paesaggio della vallata è fortemente ingegnerizzato. Scendendo verso valle si incontra il Lago di Tramonti (o Lago di Redona), un bacino di ritenuta idroelettrica la cui diga fu terminata nel 1952. Risalendo invece verso l'alta valle, lungo il sentiero che parte dalla borgata abbandonata di Frassaneit, si raggiunge la complessa architettura a cupola della diga del Lago del Ciul, bacino artificiale incastonato in una stretta forra calcarea.
Il segmento non regimentato del corso d'acqua offre uno dei fenomeni geologici più rilevanti dell'area prealpina: le Pozze Smeraldine. L'erosione meccanica operata dal torrente Meduna sulle rocce dolomitiche ha scavato profonde marmitte naturali, riempite da acque di colore verde intenso dovute all'alta concentrazione di minerali in sospensione e alla ridotta penetrazione solare nel canyon.
Gli endemismi e l'Aquila di Frascola
L'escursionismo in quota permette l'osservazione di due specificità ambientali. Il primo è una formazione geomorfologica naturale nota come l'Aquila di Frascola: una parete rocciosa che, se osservata dal sentiero per Frassaneit, mima l'apertura alare di un rapace. Il secondo è di natura strettamente botanica. Tra aprile e maggio, nel microclima della frazione di Chievolis, si documenta la fioritura della Daphne blagayana, un piccolo arbusto dai fiori bianchi a fioritura raggruppata. Questa essenza balcanica rappresenta in quest'area l'unica stazione di crescita spontanea isolata accertata in Italia.
Conservazione della carne: la Pitina IGP e il Formai dal Cit
La rigida economia di sussistenza montana ha generato pratiche di norcineria e caseificazione anomale rispetto al resto della regione. Il prodotto di punta è la pitina (recentemente insignita del marchio IGP), originaria proprio della frazione di Frassaneit. A differenza dei tradizionali salumi friulani, non è un insaccato: si tratta di una polpetta di carni povere (tradizionalmente montone, pecora, camoscio o capriolo) mescolate ad aglio e pepe, compattata meccanicamente, infarinata nella farina di mais per contenere l'umidità e infine sottoposta a faticatura a freddo nei casoni.
A livello lattiero-caseario, la necessità di recuperare i ritagli imperfetti dei formaggi di malga (strissulis) ha portato alla creazione del formai dal cit. I residui caseari vengono sminuzzati e reimpastati con panna di affioramento e spezie, per poi essere stipati in appositi vasi di pietra (il cit, per l'appunto) per la fermentazione controllata.
Come arrivare e dintorni
Per raggiungere Tramonti di Sopra provenendo dalla pianura pordenonese, la direttrice stradale logica sfrutta l'uscita autostradale di Pordenone sull'Autostrada A28. Da qui ci si immette sulla Strada Regionale 251 (SR251) procedendo verso nord in direzione Maniago. Superato il capoluogo pedemontano, è necessario innestarsi sulla Strada Regionale 552 (SR552) del Passo Rest, che risale l'intera vallata giungendo all'abitato di Tramonti.
L'assetto stradale della SR552 prosegue a monte del paese fino a superare il valico alpino del Passo Rest (1060 m), che collega la provincia di Pordenone alla regione della Carnia scendendo con tornanti geometrici verso Ampezzo. Ridiscesi verso la pedemontana, a sud dell'imbocco della vallata si estende il comune di Meduno, noto per la conservazione delle antiche pratiche agricole e per il decollo sportivo di parapendii dalle alture del Monte Valinis.
Coordinate: 46.3129, 12.7937
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