Inaugurato ufficialmente nel 1903, il Bagno Comunale "La Lanterna" — universalmente noto come Pedocìn — rappresenta l'unico caso superstite in Europa di stabilimento balneare urbano con separazione fisica tra uomini e donne. Non si tratta di un retaggio religioso, ma di una disposizione amministrativa di epoca asburgica nata per tutelare la decenza pubblica, trasformata nel tempo in una consuetudine sociale difesa dalla cittadinanza.
La genesi asburgica e l'evoluzione della barriera in muratura
Sotto l'amministrazione dell'Impero Austro-Ungarico, il Comune di Trieste decise di edificare una struttura balneare in pieno centro, lungo le Rive. Inizialmente, la divisione tra i due settori era garantita da un semplice steccato di legno, rimosso solo successivamente per fare posto a un muro di mattoni.
Nel 1959, la barriera venne abbattuta e ricostruita per ampliare la sezione femminile, storicamente la più frequentata. Oggi il muro è lungo 73 metri e alto circa 3, estendendosi dalla spiaggia fin dentro lo specchio d'acqua, impedendo la vista tra i due comparti ma non il passaggio vocale tra i bagnanti delle due aree.
L'etimologia del termine pedocìn tra igiene militare e mitilicoltura
Il nome ufficiale dello stabilimento deriva dal faro (la Lanterna) che sorge sul braccio del Molo Fratelli Bandiera. Tuttavia, il termine dialettale pedocìn (piccolo pidocchio o, per estensione, mitile) raccoglie diverse tesi storiografiche:
- Ipotesi sanitaria: Durante il regno di Francesco Giuseppe I, i soldati della guarnigione locale utilizzavano lo stabilimento nelle prime ore del pomeriggio per le operazioni di pulizia personale e rimozione dei parassiti.
- Ipotesi commerciale: In passato, lo specchio d'acqua antistante il molo era sede di allevamenti di cozze (chiamate appunto pedoci in triestino).
- Ipotesi logistica: Una storpiatura di ciodìn (piccolo chiodo), in riferimento ai ganci utilizzati dai frequentatori per appendere gli abiti prima dell'installazione delle moderne cabine.
Gestione comunale e accessibilità urbana
Situato al numero 3 di Molo Fratelli Bandiera, lo stabilimento è gestito direttamente dal Comune di Trieste. La sua posizione centrale lo rende un'infrastruttura di prossimità utilizzata da lavoratori e residenti delle Rive. L'accesso singolo ha il costo politico di 1 euro, con possibilità di abbonamenti stagionali. Le donne (e i bambini fino ai 12 anni) occupano il settore sinistro, mentre gli uomini quello destro. Il superamento del confine murario da parte di un adulto comporta l'intervento immediato del personale di sorveglianza, salvo permessi speciali per manutenzioni tecniche.
Cronoprogramma degli accessi e stagionalità
L'apertura dello stabilimento segue un calendario rigoroso legato alle ore di luce solare:
- Inverno (Novembre - Febbraio): Tutti i giorni dalle 9:00 alle 16:00. Chiusura totale nei giorni 8, 25, 26 dicembre, 1 e 6 gennaio.
- Marzo e Aprile: Dalle 9:00 alle 17:00.
- Maggio: Prima metà del mese 9:00–17:00; dal 15 maggio estensione 8:00–18:30.
- Alta stagione (Giugno - 15 Settembre): Apertura massima dalle 7:30 alle 19:30.
- Fine stagione (16 Settembre - Ottobre): Riduzione progressiva (8:00–18:30 a settembre; 9:00–17:00 a ottobre).
Informazioni di servizio
- Indirizzo: Molo Fratelli Bandiera 3, Trieste (TS)
- Contatto telefonico: 040 305922
- Servizi: Spogliatoi, docce, bar interno, infermeria.
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