Palazzo Plenario-Pitteri

Palazzo Plenario-Pitteri
Palazzo Plenario-Pitteri

Progettato nel 1780 e realizzato dall’architetto Ulderico Moro, Palazzo Plenario-Pitteri è uno splendido esempio di architettura rococò e neoclassica.

Situato nella magnifica piazza Unità d’Italia di Trieste, il palazzo fu edificato su commissione di Domenico Plenario, un mercante ricco dell’epoca ed è ubicati a sinistra del Palazzo del Municipio. In seguito fu messo in vendita e nel 1801 fu acquistato da Giovanni Iovovitz che ne fu proprietario fino al 1834, anno in cui passò nelle mani di Leopoldo Pitteri. L’attuale denominazione è dovuta al fatto che il Pitteri lo tenne in suo possesso per moltissimi anni.

Sin dall’inizio Palazzo Plenario-Pitteri rappresentò un punto di riferimento per i cittadini, attorno al quale ruotavano molti interessi. Nel 1810 Domenico Rossetti fondò la prima sede dell’associazione denominata Società di Minerva nel piano terra dell’edificio: la società promuove ancora oggi numerose iniziative artistiche e culturali. Sempre nei locali del pianterreno venne aperta la Locanda Grande che diventò Caffè Flora nel XIX secolo.

Il locale, che era molto frequentato all’epoca, cambiò ancora denominazione e dopo il 1918 si chiamò Caffè Nazionale, ma ancora altri nomi si sono succeduti nel corso degli anni.
L’edificio fu ristrutturato nel 1937 ma riguardarono solo il pianoterra, mentre nel 1982 gli architetti Celli e Tognon eseguirono ulteriori modifiche al palazzo senza però alterarne la facciata.

L’impronta di Palazzo Plenario-Pitteri è infatti ancora quella di una volta, con le parti centrali prospicienti e il basamento del pianoterra rivestito con bugnato liscio decorato con fasce orizzontali. La struttura si sviluppa in cinque piani ed è caratterizzata da una nicchia blu situata nell’ingresso principale, dal balcone del primo piano in stile neoclassico e dai timpani sopra le finestre in stile rococò.

Anche nei piani superiori e nel piano mezzano è evidente l’influenza del tardo barocco e del rococò: lo dimostrano rispettivamente le cornici delle finestre e quelle delle aperture, stupendamente decorate e che conferiscono al palazzo quella particolare eleganza e quella modernità che da sempre lo ha contraddistinto.

La perfetta armonia degli stili ha dato alla struttura un’eleganza naturale e nessun ordine è stato sovracaricato. Per questo Palazzo Plenario-Pitteri è stato ed è ancora oggi una vera attrazione della città di Trieste e non passa assolutamente inosservato. Infatti, ogni anno è meta di numerosissimi visitatori che rimangono affascinati dalle linee sobrie ma raffinate dell’esterno dell’edificio e dalle meraviglie che custodisce all’interno.

Inoltre, secondo l’opinione di molti nobili dell’epoca, Palazzo Plenario-Pitteri è un magnifico esempio di architettura moderna che ha arricchito con la sua presenza la già eccezionale pizza dell’Unità, donandole una caratteristica unica e proiettata verso il cambiamento che era già in atto all’epoca.

Il palazzo fu anche residenza per molte persone e pare ospitasse, in uno dei suoi appartamenti, anche l’architetto Moro, colui che lo aveva progettato. Ma oltre a lui, il palazzo è stato anche dimora preferita di un altro personaggio famoso: si tratta di Lelio Luttazzi, il famoso musicista che negli ultimi anni della sua vita ritornò nella sua città nativa.