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Pinzano al Tagliamento: il guado, il Pordenone e l'Ossario

Pinzano al Tagliamento sorge dove il fiume si restringe. Esplora le opere del Pordenone a Valeriano, il ponte del 1906 e l'ossario militare tedesco.

Pinzano al Tagliamento: il guado, il Pordenone e l'Ossario - Borghi & Città in Friuli Venezia Giulia

Collocato a 160 metri di altitudine, nel punto esatto in cui il letto del fiume Tagliamento si restringe formando una gola incisa prima di aprirsi a ventaglio nell'alta pianura friulana, l'abitato di Pinzano al Tagliamento ha storicamente rappresentato uno snodo logistico e militare obbligato. La posizione dominante ha favorito l'insediamento sin dall'epoca medievale, lasciando in eredità un palinsesto architettonico che spazia dalle fondazioni feudali sul colle alle imponenti infrastrutture viarie e belliche del Novecento.

L'arte del Pordenone tra il capoluogo e Valeriano

Nel tessuto urbano del capoluogo, la parrocchiale di San Martino Vescovo, documentata fin dal 1294 e pesantemente riedificata nelle attuali forme settecentesche, conserva cicli pittorici ad affresco realizzati tra il 1528 e il 1535 da Giovanni Antonio de' Sacchis, detto il Pordenone.

La concentrazione delle opere del maestro si intensifica spostandosi nella vicina frazione di Valeriano. Qui sorge la chiesa di Santo Stefano, fondata nel 1492 con un impianto di transizione romanico-gotico (e ampiamente consolidata dopo il sisma del 1976), che custodisce il Trittico del Pordenone, considerata la sua prima opera accertata. A pochi metri di distanza, l'oratorio di Santa Maria dei Battuti, eretto nel XIV secolo dall'omonima confraternita laica, presenta una netta facciata quattrocentesca che immette in un'aula impreziosita dalla Natività affrescata dallo stesso De' Sacchis nel 1527.

La collina del castello e l'incompiuto mausoleo teutonico

Il rilievo che domina l'abitato ospita le fondamenta del Castello di Pinzano, attestato nei documenti a partire dal XII secolo. La fortezza subì continui rimaneggiamenti a causa dell'elevata sismicità dell'area prealpina e perse definitivamente la sua funzione amministrativa nella prima metà dell'Ottocento, quando i feudatari trasferirono la propria residenza nel sottostante Palazzo Savorgnan-Rizzolati, un solido edificio del Cinquecento. Le scosse telluriche del 1976 provocarono il crollo irreversibile delle sovrastrutture del castello, di cui oggi sopravvivono brani murari e basamenti consolidati.

Su un'altura adiacente emerge l'inconfondibile geometria austera dell'Ossario militare germanico. Concepito dal Terzo Reich alla fine degli anni Trenta per raccogliere i resti di circa trentamila soldati tedeschi e austro-ungarici caduti in Friuli durante la ritirata di Caporetto e i successivi scontri della Prima Guerra Mondiale, l'imponente edificio a gradoni concentrici in pietra calcarea non fu mai portato a termine. Lo scoppio del secondo conflitto mondiale e i successivi accordi per il trasferimento delle salme in altri cimiteri di guerra lasciarono la struttura nello stato di un massiccio scheletro architettonico incompiuto.

L'ingegneria sul Tagliamento e l'idraulica di Ampiano

Il superamento della stretta gola del Tagliamento trovò una soluzione definitiva solo nei primi anni del Novecento con un'opera ingegneristica di scala continentale. Il Ponte di Pinzano, completato nel 1906, rappresentava all'epoca della sua inaugurazione il viadotto in cemento armato a singola arcata più grande d'Europa, con i suoi 181 metri di luce. Fatto brillare dalle truppe italiane in ritirata nel 1917, ricostruito e poi spazzato via da una disastrosa piena alluvionale nel 1966, l'attraversamento attuale in calcestruzzo ricalca l'asse viario e il peso strategico di quello originario.

Sul fronte della tecnica preindustriale, nella frazione di Borgo Ampiano l'antica rete di rogge alimenta ancora oggi un mulino la cui attività è storicamente tracciabile fin dal Trecento, oggi integrato nel circuito museale delle Dolomiti friulane dell'Ecomuseo Lis Aganis per la didattica sulle forze idrauliche.

Carni di sussistenza e i dolci di San Martino

L'orografia e la storia agricola della pedemontana hanno strutturato una cucina di rigorosa conservazione. La gastronomia si basa sull'impiego dei derivati suini e dei prodotti di stoccaggio invernale come la brovada (rape sottoposte a macerazione nelle vinacce), il frico, il musetto e i formaggi d'alpeggio a lunga stagionatura come il Montasio. I ricettari familiari mantengono vive preparazioni di puro sostentamento calorico come la panade (pane raffermo bollito a lungo nel latte), il ridic cu las frices (radicchio di campo scottato con ciccioli e lardo fuso), la mule (crema rappresa a base di sangue suino) e la ricetta essenziale del lat e sâl cule polente. In condivisione stretta con il vicino comune di Clauzetto, Pinzano tramanda la complessa tecnica della balote: una sfera di polenta riempita di formaggio, cotta direttamente a contatto con la cenere e le braci del focolare e servita tradizionalmente con funghi.

Il baricentro temporale degli eventi locali cade nel mese di novembre con la sagra patronale di San Martino, accompagnata dalla produzione dei San Martini (biscotti massicci di pasta frolla modellati a foggia del santo cavaliere) e dall'organizzazione della marcia podistica collinare nota come Cjaminade pai cuei.

Come arrivare e dintorni

L'accesso viario a Pinzano al Tagliamento in automobile avviene risalendo l'asse stradale pordenonese. Provenendo dall'autostrada A28 (Portogruaro-Conegliano), è necessario utilizzare l'uscita di Cordenons e proseguire verso nord lungo la Strada Provinciale 53 in direzione Spilimbergo, per poi innestarsi sulla Strada Provinciale 1 fino alla rampa del ponte sul Tagliamento. Per chi proviene dal versante udinese, il tracciato più diretto prevede l'uso della Strada Regionale 464 fino a Spilimbergo, seguita dalla svolta verso i rilievi pinzanesi.

Il posizionamento baricentrico del paese permette di esplorare a sud il centro storico murato di Spilimbergo, sede della celebre Scuola Mosaicisti del Friuli. Superando il fiume verso est, si raggiunge in pochi chilometri l'abitato di Ragogna, sovrastato dall'antico castello fluviale e sede del museo dedicato ai combattimenti della Grande Guerra svoltisi sulla sponda opposta. Risalendo invece verso nord, nel comune di Forgaria nel Friuli, si estende la Riserva Naturale del Lago di Cornino, centro nevralgico internazionale per il progetto di ripopolamento e osservazione dell'avvoltoio grifone.

Coordinate: 46.1825, 12.9463

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