C'è un arco di cemento armato, lungo 200 metri e alto oltre trent'anni di storia, che svetta nel quartiere Rizzi di Udine come una firma sul cielo. Chi arriva alla periferia nord del capoluogo friulano in un pomeriggio di partita sente prima di tutto l'atmosfera: il brusio dei tifosi bianconeri, il profumo di qualcosa che frigge ai chioschi, il mosaico di seggiolini multicolore visibile da lontano attraverso le aperture delle tribune. Quello che si trova davanti non è solo un impianto sportivo. È lo Stadio Friuli, oggi noto come Bluenergy Stadium, e la sua storia racconta cinquant'anni di calcio, sismi, trasformazioni architettoniche e una tenacia che è diventata simbolo dell'intera regione.
Le origini: un cantiere aperto sul dolore
La storia dello stadio nasce prima del terremoto, non dopo — contrariamente a quanto si ripete spesso. L'idea è del sindaco Angelo Candolini, che già nei primi anni Settanta vuole per Udine un impianto degno della Serie A, in sostituzione del vecchio Stadio Moretti che aveva ospitato per decenni le partite casalinghe dell'Udinese. Il progetto è affidato agli architetti Giuliano Parmigiani e Lorenzo Giacomuzzi Moore, che si ispirano a due strutture avveniristiche dell'epoca: lo Stadio Olimpico di Monaco di Baviera e il Gateway Arch di St. Louis. Da questi due modelli nasce l'elemento che ancora oggi rende unico l'impianto: l'arco di cemento armato della tribuna principale, 200 metri di campata e 31,30 metri di altezza.
I lavori procedono quando il Friuli viene devastato dal sisma del 6 maggio 1976. La città è a pezzi, eppure la tribuna è quasi pronta. L'inaugurazione avviene il 26 settembre 1976, in occasione della partita di Serie C Udinese-Seregno, con 15.000 spettatori. Solo la tribuna coperta è agibile; il resto del perimetro è ancora circondato da un terrapieno. Durante la gara, una forte scossa di assestamento fa tremare l'arco, ma quasi nessuno tra il pubblico se ne accorge. Quella resistenza silenziosa colpisce la giunta comunale: il 3 marzo 1978 l'impianto viene ufficialmente battezzato Stadio Friuli, nome scelto non per celebrare la ricostruzione post-sisma ma come riconoscimento alla tenacia mostrata dalla struttura — e per estensione da una regione intera — nei mesi più duri.
Il Cosmo e i Mondiali: gli anni del primato
Negli anni Ottanta lo stadio si completa con la posa degli spalti in cemento armato nelle curve e nei distinti. Il 1984 porta però il colpo di scena tecnologico che farà parlare tutta Europa: il maxischermo Cosmo, voluto dall'allora presidente del club Lamberto Mazza. Con le sue dimensioni di 8 metri d'altezza per 9,45 di lunghezza, il tabellone è all'epoca il terzo più grande al mondo in uno stadio, dopo quelli del Coliseum di Los Angeles e del Veterans Stadium di Filadelfia. Costa circa 5 miliardi di lire ed è talmente avanzato che supera indenne i successivi anni di gestione, fino a quando un contenzioso societario ne causa lo spegnimento nel 1991.
Nel frattempo lo Stadio Friuli si prepara a debuttare sul palcoscenico mondiale. Per i Mondiali di Italia '90 l'impianto viene ammodernato — nuovi parcheggi, impianto luci, seggiolini nei distinti — con un investimento di circa 5 miliardi di lire finanziati interamente dal club, senza attingere ai fondi pubblici stanziati per l'occasione (che vanno invece allo Stadio Nereo Rocco di Trieste). Lo stadio ospita tre partite del Girone E: Uruguay-Spagna e le due sfide della Corea del Sud. Udine entra nella storia del calcio internazionale.
Ma non solo calcio. Il Friuli multifunzionale è una vocazione che affiora fin dall'inizio: l'impianto ospita partite di rugby, tra cui quella tra Italia e Sudafrica, e concerti memorabili. Il più celebre rimane quello di Bruce Springsteen nel 2009, durante il quale il rocker del New Jersey scambia battute in dialetto friulano con il pubblico — un momento entrato nel folklore locale. Sulla pista d'atletica a 8 corsie, invece, si svolgeranno in tutto appena tre eventi prima della sua definitiva rimozione.
Il secondo stadio: la Dacia Arena nasce sulle ceneri del Friuli
Nel 2012 il Comune di Udine pubblica un bando per la concessione e il rifacimento dello stadio. La famiglia Pozzo, proprietaria dell'Udinese dal 1986, risponde con un progetto radicale e vince la gara. Il club si aggiudica il diritto di superficie per 99 anni e si impegna a costruire a proprie spese un impianto completamente nuovo.
I lavori vengono realizzati a lotti tra il 2013 e il 2016 per permettere all'Udinese di continuare a giocare in città. Il risultato è una trasformazione quasi totale: le curve e i distinti vengono demoliti e ricostruiti a ridosso del campo, eliminando la pista di atletica e avvicinando il pubblico al gioco secondo il modello inglese. Solo la tribuna principale con il suo arco storico viene preservata, diventando l'anima visibile del nuovo impianto. I circa 25.132 posti omologati sono tutti coperti e dotati di seggiolino. La facciata esterna è rivestita da 10.000 losanghe d'acciaio che riflettono la luce — da qui il soprannome affettuoso "il Diamante".
La nuova arena apre ufficialmente il 17 gennaio 2016 con la partita Udinese-Juventus (sconfitta per 4-0, battesimo scomodo ma indimenticabile). L'investimento totale si aggira attorno ai 50 milioni di euro, interamente privati. È il primo stadio costruito ex novo da un club in Italia, un modello poi seguito da Juventus, Cagliari e Atalanta.
Dai naming rights alla sostenibilità: il Bluenergy Stadium
La questione del nome ha acceso polemiche e dibattiti locali per anni. Dal 2016 al 2023 l'impianto porta il nome commerciale di Dacia Arena, in virtù del contratto di naming rights con il marchio automobilistico rumeno sponsor principale dell'Udinese. Il sindaco Pietro Fontanini aveva pubblicamente chiesto il ritorno al nome Friuli, citando il valore storico dell'impianto e il legame con il terremoto. Nel 2023 il contratto passa all'azienda energetica locale Bluenergy, e lo stadio assume il nome attuale di Bluenergy Stadium — anche se per tutti, tifosi e friulani, resterà sempre semplicemente lo Stadio Friuli.
Il cambio di partner non è solo commerciale. Bluenergy ha dotato il tetto dell'impianto di 2.409 pannelli fotovoltaici, rendendo lo stadio in gran parte autosufficiente dal punto di vista energetico. Il risparmio certificato supera le 5.000 tonnellate di CO2. Nel 2023 il Brand Finance Football Sustainability Index classifica il Bluenergy Stadium come il quarto stadio più ecosostenibile al mondo e il primo in Italia. Un riconoscimento che trasforma un impianto di provincia in un riferimento continentale.
Il 13 agosto 2025 la parabola internazionale dello stadio raggiunge il suo apice: Udine ospita la Supercoppa UEFA tra Paris Saint-Germain e Tottenham Hotspur, con la vittoria ai rigori del club francese. La scelta della UEFA non è casuale: il Bluenergy Stadium viene selezionato come palcoscenico europeo proprio per i suoi standard di eccellenza in termini di sostenibilità, esperienza del tifoso e infrastrutture.
Stadio 2.0: il futuro è già approvato
Il progetto non si ferma qui. A dicembre 2024 il Consiglio Comunale di Udine ha approvato il piano Stadio 2.0, che trasformerà l'area attorno all'impianto in un hub multifunzionale aperto tutto l'anno. Sono previsti spazi commerciali e ristorazione, un centro fitness con piscina, un hotel e — elemento di grande significato regionale — il Museo dello Sport del Friuli Venezia Giulia. L'obiettivo è fare del Bluenergy Stadium un motore di sviluppo economico e turistico per la città e per l'intera regione, non solo nelle domeniche di campionato.
Come arrivare allo stadio
Lo Stadio Friuli / Bluenergy Stadium si trova nel quartiere Rizzi, a circa 4 km dal centro di Udine e a poco più di 2,5 km dalla stazione ferroviaria. L'indirizzo è Via della Vecchia Ceramica 4.
In auto l'accesso è agevole: il parcheggio esterno può accogliere circa 5.000 vetture e il deflusso post-partita è tradizionalmente scorrevole. In autobus, la linea 9 collega lo stadio con la stazione FS e il centro città in circa venti minuti; la fermata di riferimento è Via Mainiero.
I biglietti per le partite dell'Udinese si acquistano sul sito ufficiale del club (udinese.it) o presso l'Udinese Store in sede. Per le sfide contro le big — Juventus, Inter, Milan — è consigliato acquistare con largo anticipo. Per concerti ed eventi speciali i canali di vendita variano: verificare sempre il sito dello stadio per informazioni aggiornate su disponibilità e prezzi.
Uno stadio nato su una terra che tremava, cresciuto con lei, trasformato in avanguardia europea. Il Bluenergy Stadium non è solo la casa dell'Udinese: è uno dei luoghi in cui il Friuli ha deciso, una volta di più, di guardare avanti.
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