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Riserva Naturale Foce dell'Isonzo: l'Isola della Cona

Istituita nel 1996, la Riserva Naturale della Foce dell'Isonzo protegge 2400 ettari di zone umide a Staranzano, con ampi percorsi di birdwatching.

Riserva Naturale Foce dell'Isonzo: l'Isola della Cona - Natura & Wildlife in Friuli Venezia Giulia

Fino alla metà degli anni '90, l'area dell'Isola della Cona era una vasta estensione agricola derivata dalle bonifiche del primo Novecento. Tra il 1993 e il 1996, un massiccio intervento di ingegneria naturalistica ha invertito il processo, riallagando i terreni agricoli per ricreare una palude d'acqua dolce. Oggi la Riserva Naturale della Foce dell'Isonzo tutela 2400 ettari di ecosistemi umidi distribuiti a cavallo dei territori comunali di Staranzano, San Canzian d'Isonzo, Fiumicello Villa Vicentina e Grado, posizionandosi geograficamente come l'area umida più orientale dell'intera Pianura Padana.

Avifauna, anfibi e le dinamiche di ripopolamento fluviale

La riconversione degli habitat ha generato un ripopolamento biologico intensivo, trasformando i ripristini in una stazione di sosta e nidificazione cruciale lungo le rotte migratorie europee. Il simbolo istituzionale dell'ente parco è il chiurlo maggiore, ma le stazioni di inanellamento registrano costantemente oltre trecento specie tra migratori, stanziali e svernanti.

I capanni di osservazione mimetizzati tra i canneti permettono di tracciare la presenza di anseriformi svernanti (fischioni, oche, alzavole) e specie estivanti come gruccioni, cavalieri d'Italia ed edredoni. Sopra i cieli della palude è frequente individuare il falco di palude, identificabile durante le fasi di perlustrazione a bassa quota per la caratteristica postura delle ali tenute a diedro, ovvero "a V", per sfruttare le correnti termiche sulle canne.

La componente anfibia e rettiliana annovera esemplari vulnerabili, come la rana di Lataste e la testuggine palustre europea (Emys orbicularis), che vive e si accoppia nelle secche melmose di superficie. L'alveo terminale dell'Isonzo è inoltre al centro di studi per la conservazione dello storione cobice (Acipenser naccarii), specie anadroma in passato decimata dalla pesca commerciale per l'alto valore delle sue carni e oggi rigorosamente protetta.

Pascolamento ecologico: i cavalli della Camargue e il rifugio

La gestione del manto erboso all'interno dell'Isola della Cona è affidata al pascolamento brado di una mandria di cavalli di razza Camargue. Questi equini grigi sono stati introdotti per le loro specifiche capacità di adattamento agli ambienti salmastri: nutrendosi di specie igrofile, prevengono l'eccessiva proliferazione del canneto e mantengono aperti i "chiari" d'acqua necessari alla sosta dell'avifauna. Le stalle della riserva operano anche come centro ippico, offrendo percorsi guidati a cavallo per l'esplorazione dei pascoli golenali limitrofi al fiume.

La logistica interna si articola attorno al centro visite, che ospita il rifugio escursionistico Isola della Cona, dotato di foresteria con camerate e uso cucina, e il punto di ristoro "Il Pettirosso". Le vetrate della struttura consentono l'osservazione diretta dei recinti di acclimatazione circostanti. Per perlustrare la rete di canali secondari, l'ente gestore pianifica regolarmente discese su imbarcazioni a fondo piatto e canoe canadesi, mantenendo corridoi di navigazione obbligati per limitare l'impatto acustico sui siti di nidificazione.

Come arrivare e dintorni

Per raggiungere la riserva in automobile, l'infrastruttura di riferimento è l'Autostrada A4 Torino-Trieste, utilizzando l'uscita al casello di Redipuglia-Monfalcone Ovest. Dal casello, si procede immettendosi sulla Strada Statale 14 (SS14) in direzione Venezia/Cervignano fino all'abitato di Staranzano. Dal centro del paese si seguono le deviazioni stradali lungo la Strada Provinciale 19 (SP19 - Via della Cona) che terminano direttamente nel parcheggio d'accesso del centro visite dell'Isola della Cona.

L'oasi è inserita nel bacino storico della Bassa Friulana. Pochi chilometri a est del parcheggio si trova l'abitato di San Canzian d'Isonzo, rilevante per gli scavi della sua pieve paleocristiana. Procedendo verso ovest e superato l'alveo dell'Isonzo, la viabilità intercetta Aquileia, antico scalo fluviale romano e fulcro dell'archeologia regionale, mentre a sud la viabilità raccorda l'entroterra agricolo con le lagune e le reti di canali del comune di Grado.

Coordinate: 45.753333, 13.541389

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