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Aquileia: guida archeologica tra Basilica e Foro Romano

Guida tecnica ad Aquileia: dai 760 mq di mosaico paleocristiano della Basilica al Foro Romano. Orari, dettagli del Museo Nazionale e il Cimitero degli Eroi.

Aquileia: guida archeologica tra Basilica e Foro Romano - Storia in Friuli Venezia Giulia

Fondata nel 181 a.C. come colonia di diritto latino, Aquileia nacque con una funzione strategica precisa: servire da baluardo difensivo contro l'avanzata dei Galli Transalpini e come testa di ponte per l'espansione romana verso il Danubio. Con una popolazione che in epoca imperiale raggiunse i 100.000 abitanti, la città divenne uno dei porti fluviali più rilevanti dell'Adriatico, collegato al mare tramite il fiume Natissa, la cui ampiezza raggiungeva all'epoca i 48 metri.

Visitare Aquileia oggi significa analizzare i resti di una metropoli che fu il cardine tra l'Europa centrale e il Mediterraneo, concentrando l'itinerario in circa sei ore di osservazione diretta.

La teologia impressa nel mosaico del IV secolo

Il fulcro dell'area è la Basilica di Santa Maria Assunta, la cui edificazione iniziò subito dopo l'editto di Costantino del 313 d.C. per volontà del vescovo Teodoro. La struttura attuale, sebbene presenti rifacimenti romanici e gotici, poggia sulle fondamenta di un complesso teodoriano del IV secolo.

La pavimentazione musiva interna, estesa per oltre 760 metri quadrati, è la più vasta del mondo cristiano occidentale. Non si tratta di una semplice decorazione, ma di un complesso palinsesto teologico: tra le scene bibliche spicca il ciclo di Giona, simbolo della resurrezione, e la lotta tra il gallo (la luce) e la tartaruga (le tenebre). All'esterno svetta il campanile a pianta quadrata dell'XI secolo, costruito dal patriarca Poppone riutilizzando blocchi lapidei provenienti dall'anfiteatro romano.

Immediatamente dietro l'abside si trova il Cimitero degli Eroi. Qui giacciono le salme di dieci dei undici militi ignoti tra i quali Maria Bergamas scelse, il 28 ottobre 1921, il corpo destinato all'Altare della Patria a Roma. Le croci in pietra, avvolte dai cipressi, testimoniano il ruolo della città durante il primo conflitto mondiale.

L'asse viario della Julia Augusta e il polo museale

Uscendo dal complesso basilicale, l'itinerario segue la direttrice della Via Julia Augusta. Lungo questo asse si sviluppa l'area archeologica del Foro Romano, centro della vita politica e commerciale del II secolo d.C. I resti del colonnato del portico e della basilica civile permettono di ricostruire l'ampiezza dell'antica piazza.

A breve distanza, il Museo Archeologico Nazionale ospita una delle collezioni di epoca romana più importanti del Nord Italia. L'allestimento si articola su tre piani e include:

  • Una galleria di ritrattistica imperiale di eccezionale realismo.
  • La sezione dedicata ai vetri aquileiesi, famosi per la tecnica della soffiatura.
  • Una collezione di ambre e gemme incise che documentano il lusso della classe mercantile locale.

Archeologia industriale e paleocristiana: dal Molo alla Monastero

Il percorso prosegue verso il Porto Fluviale, dove sono ancora visibili le banchine in pietra d'Istria e i sistemi di ormeggio delle imbarcazioni che risalivano il Natissa. Proseguendo verso Piazza Monastero, si raggiunge il Museo Paleocristiano. Edificato sui resti di una basilica del IV secolo, il museo conserva la struttura di un ex magazzino agricolo (benedettino) e custodisce le iscrizioni lapidee dei primi secoli del cristianesimo e i mosaici della cosiddetta "Basilica del Fondo Tullio".

Ricette storiografiche: la cucina dei 2000 anni

Alcuni ristoratori locali partecipano alla rassegna "A tavola con gli antichi romani". I menù sono elaborati sulla base del De Re Coquinaria di Apicio, utilizzando ingredienti tipici della cucina imperiale come il garum (salsa di pesce fermentato), il mosto cotto e le spezie mediorientali, offrendo un'analisi sensoriale delle abitudini alimentari di epoca romana.

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