Fondato da Giulio Cesare a metà del I secolo a.C. con il nome di Forum Iulii (da cui deriverà per crasi il toponimo "Friuli"), il nucleo urbano di Cividale assume un'importanza storiografica cruciale nel 568 d.C., quando il re Alboino ne fa la capitale del primo ducato longobardo in Italia. Il tracciato cittadino odierno, inserito dal 2011 nei patrimoni UNESCO, è percorribile in un'unica giornata seguendo un asse stratigrafico che risale dalle infrastrutture sul fiume Natisone per giungere ai complessi religiosi di fondazione altomedievale.
L'infrastruttura sul Natisone e l'Ipogeo Celtico
L'accesso orientale al centro storico sfrutta il Ponte del Diavolo, un'infrastruttura a due arcate in pietra asimmetriche che scarica il peso su un macigno centrale incastonato nel letto del fiume. L'opera originaria fu edificata a partire dal 1442 sotto la direzione di Iacopo Dagolino, per essere poi ricostruita con le medesime geometrie in seguito ai brillamenti strategici ordinati durante la rotta di Caporetto del 1917. L'altezza di 22 metri sul pelo dell'acqua garantisce una lettura verticale della gola fluviale.
Sulla sponda destra, in Via Monastero Maggiore, si cela un sistema di cavità scavate direttamente nel conglomerato calcareo locale, noto impropriamente come Ipogeo Celtico. Vi si accede tramite una scalinata ad alta pendenza. Il sito ipogeo si sviluppa su tre rami sotterranei, caratterizzati da sedili sbozzati nella roccia e da tre mascheroni apotropaici. La datazione e l'utilizzo rimangono al centro del dibattito archeologico: le tracce stratigrafiche suggeriscono un possibile riadattamento di una funzione funeraria preromana in un impiego carcerario durante l'età imperiale.
Piazza del Duomo, oreficeria e scultura liutprandea
Il baricentro architettonico si sposta in Piazza del Duomo. La Cattedrale di Santa Maria Assunta, la cui facciata riflette i dettami del gotico veneto (edificata tra il XV e il XVI secolo dopo un collasso strutturale), domina lo slargo. L'altare maggiore custodisce la Pala di Pellegrino II (1195-1204), un capolavoro dell'oreficeria romanica costituito da 123 lastre d'argento sbalzato e dorato. Le navate laterali ospitano un crocefisso ligneo duecentesco e le tele del 1546 ad opera di Pomponio Amalteo.
Dal portale posteriore si accede al Museo Cristiano, fulcro dell'indagine storiografica cittadina. L'esposizione raccoglie i reperti dell'VIII secolo che testimoniano l'apice dell'arte longobarda nel periodo del sovrano Liutprando: il Battistero del Patriarca Callisto, a base ottagonale, e l'Ara del duca Ratchis, monolite in marmo di Aurisina arricchito da bassorilievi bidimensionali originariamente policromi. L'intero perimetro della piazza è cintato dalle moli del Palazzo Comunale e del Palazzo dei Provveditori Veneti, quest'ultimo edificato nel 1565 su progetto di Andrea Palladio e attuale sede del Museo Archeologico Nazionale.
Il Tempietto Longobardo e l'impianto urbano medievale
Abbandonando l'area del Duomo verso il corso del fiume, il Monastero di Santa Maria in Valle ingloba l'Oratorio di Santa Maria in Valle, formalmente noto come Tempietto Longobardo. Questa architettura della metà dell'VIII secolo espone un apparato plastico di stucchi ad altorilievo, raffiguranti sei sante a grandezza naturale. L'opera rappresenta l'esito tecnico della fusione tra i moduli decorativi siriaco-bizantini e la volumetria germanica altomedievale.
Il tracciato pedonale riconduce verso Piazza Paolo Diacono, intitolata allo storico autore locale della Historia Langobardorum. Il quadrilatero urbano, perimetrato dai portici ribassati di chiara impronta mercantile tardo-medievale, ospita il mercato cittadino e le rivendite focalizzate sui crudi stagionati di San Daniele e sulla produzione vitivinicola dei vicini Colli Orientali. Da notare, sugli intonaci esterni della piazza, gli affreschi e le decorazioni novecentesche di Leone e Pio Morandini.
Come arrivare e dintorni
Cividale del Friuli si raggiunge in automobile tramite la direttrice autostradale A23 (Palmanova-Tarvisio), impegnando l'uscita di Udine Sud. Da qui è necessario immettersi sulla Strada Statale 54 (SS54) del Friuli procedendo in direzione est; si percorrono circa 17 chilometri tagliando la pianura alluvionale fino a incrociare le prime propaggini collinari.
A breve distanza dal perimetro cittadino, deviando verso nord-ovest attraverso la viabilità provinciale, si interseca l'abitato di Faedis, nucleo logistico per l'ispezione dei complessi fortificati medievali in rovina (come il Castello di Zucco e il Castello di Cuccagna). Scegliendo invece di risalire l'alveo del Natisone mantenendo la SS54, si fa ingresso nei territori montani del comune di Pulfero, base orografica ideale per esplorare le architetture sotterranee e le difese militari del vicino massiccio del Kolovrat.
Coordinate: 46.0922, 13.4312
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