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Bosco Romagno: il parco naturale tra Cividale, Prepotto e i Colli Orientali

53 ettari di bosco misto tra Cividale del Friuli, Prepotto e Corno di Rosazzo: sentieri, fauna, storia e picnic nel Parco Naturale Ricreativo del Bosco Romagno.

Bosco Romagno: il parco naturale tra Cividale, Prepotto e i Colli Orientali - Natura & Wildlife in Friuli Venezia Giulia

A pochi chilometri da Cividale del Friuli, incastonato tra le colline che producono lo Schioppettino e i vini più pregiati del Friuli, c'è un posto che molti friulani conoscono bene e che i visitatori raramente trovano nelle guide. Il Parco Naturale Ricreativo del Bosco Romagno è uno di quei luoghi che non hanno bisogno di grandi presentazioni: bastano dieci minuti al suo interno per capire perché chi lo conosce ci torna.

Il Parco Naturale Ricreativo del Bosco Romagno, di proprietà della Regione Friuli Venezia Giulia, si estende nel territorio dei comuni di Cividale del Friuli, Corno di Rosazzo e Prepotto — tre comuni dei Colli Orientali, in provincia di Udine. La superficie è di 53 ettari, con un dislivello di circa 60 metri, ed è solcato dalle acque del Rio Cornizza e del Rio del Bosco.

Il nome: gli Arimanni longobardi

Il nome Romagno non è una parola italiana né friulana — è longobarda. La parola Arimanno indicava il maschio adulto libero e dotato di dignità militare e civile. Gli Arimanni erano i guerrieri-contadini liberi del regno longobardo, che abitavano e difendevano questo territorio: uomini che avevano la terra come diritto e la protezione del bosco come dovere.

Quel nome sopravvive nel bosco che custodisce ancora oggi — radici che affondano nell'alto Medioevo, in un paesaggio che da allora è cambiato meno di quanto si pensi.

La flora e la fauna: 53 ettari di biodiversità

Il Bosco Romagno non è un bosco monospecifico — è un mosaico di essenze diverse che convivono in equilibrio. Cerro, quercia, faggio, acacia, carpino, tiglio, ciliegio, castagno, robinia e rovere formano una vegetazione che conferisce al bosco un carattere sempre mutevole secondo le stagioni.

La fauna è altrettanto ricca. Con un po' di fortuna è possibile scorgere caprioli, tassi, scoiattoli, ghiri e anche il gatto selvatico. Nei corsi d'acqua, molto puliti, si trovano il gambero di fiume e vari tipi di anfibi.

Un elemento da non perdere è il Cerro Gigante: con un'età di oltre 200 anni, ha una circonferenza di 3,50 metri e un'altezza di oltre 25 metri. Troneggia al limite della proprietà Costantini, già casa della poetessa friulana contemporanea Graziella Noacco, che tanto ha scritto sul "suo bosco".

I sentieri e i percorsi

Il parco ha tre ingressi: quello principale da Spessa — dove si trova anche il parcheggio — e due secondari a Craoretto e Gramogliano. I sentieri sono sterrati, pianeggianti per la maggior parte, ben segnalati con cartelli e mappe distribuite lungo il percorso.

Uno dei tracciati più frequentati parte dall'ingresso di Spessa: un anello di circa 4,5 km adatto alle famiglie, che attraversa radure e boschi misti di farnie e carpini. Lungo il percorso si raggiunge un belvedere affacciato sui vigneti di Prepotto e sulle colline cividalesi, ideale per una sosta panoramica. Per chi vuole un'escursione più ampia, l'anello completo da Craoretto è lungo circa 8 km con 150 metri di dislivello.

I sentieri vicino al Rio Cornizza sono particolarmente piacevoli, con numerosi punti picnic, barbecue e parchi giochi per bambini. Lungo i percorsi sono posizionate panchine in legno — alcune ricavate da alberi abbattuti dalla tempesta del 2017 — compresa una panchina book-sharing con libri da leggere sul posto, portare a casa o scambiare con altri.

La storia: la polveriera e la lapide di Porzûs

Il Bosco Romagno porta anche i segni della storia più dura. All'inizio della Seconda Guerra Mondiale il bosco fu sede di un'importante polveriera: percorrendo le stradine del parco si possono ancora notare gli slarghi dove erano collocati i depositi degli esplosivi.

All'ingresso principale di Spessa si trova una lapide che ricorda uno degli episodi più dolorosi della Resistenza italiana nel Friuli. Nel febbraio del 1945, diciassette partigiani della Brigata Osoppo furono prelevati dalle malghe di Porzûs da partigiani della Brigata Garibaldi e portati nei pressi del bosco. L'eccidio di Porzûs — una delle pagine più tragiche della guerra partigiana — ha lasciato qui una traccia permanente. La lapide merita un momento di silenzio.

Come arrivare e informazioni pratiche

Il Bosco Romagno si trova a meno di 5 chilometri dal centro storico di Cividale del Friuli, lungo via Fornalis. È accessibile tutto l'anno, gratuitamente.

In auto: da Cividale del Friuli, SR356 in direzione Cormons. A Spessa svoltare a sinistra seguendo le indicazioni per il Bosco. Parcheggio gratuito all'ingresso principale.

Con mezzi pubblici: la linea bus extraurbano E51 ha una fermata "Strada del Bosco Romagno". In alternativa, la ferrovia Udine-Cividale permette di raggiungere Cividale e proseguire in 20-30 minuti a piedi o in bicicletta.

Nelle vicinanze: l'Agriturismo Al Bosco Romagno (Strada di Spessa 21) è a pochi passi dall'ingresso — ottimo per un pranzo con prodotti locali prima o dopo la passeggiata.

Il momento migliore per visitare il Bosco Romagno? L'autunno — quando i vigneti circostanti si accendono di rosso e arancione, il bosco profuma di terra umida e foglie, e i colori cambiano a ogni curva del sentiero. Ma in realtà funziona in ogni stagione: in primavera con i fiori del sottobosco, d'estate nell'ombra fresca dei faggi, in inverno nel silenzio quasi assoluto di un bosco spoglio. Ogni visita è diversa.

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