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Tempietto Longobardo di Cividale: stucchi e storia UNESCO

L'Oratorio di Santa Maria in Valle a Cividale del Friuli, noto come Tempietto Longobardo, conserva altorilievi in stucco e affreschi dell'VIII secolo.

Tempietto Longobardo di Cividale: stucchi e storia UNESCO - Arte & Cultura in Friuli Venezia Giulia

Il complesso che l'UNESCO ha inserito nel 2011 nel Patrimonio Mondiale dell'Umanità sotto il nome di "Tempietto Longobardo" si porta dietro un duplice equivoco storiografico. Da un punto di vista architettonico non è un tempio, e l'apparato decorativo non appartiene alla tradizione artistica del popolo longobardo. La corretta dicitura storiografica è Oratorio di Santa Maria in Valle, ma il riferimento ai Longobardi inquadra l'epoca della fondazione e l'egida politica sotto la quale prese forma.

Edificato all'interno della Gastaldaga di Cividale nel terzo quarto dell'VIII secolo, l'edificio fungeva da cappella palatina della corte regia. La città, all'epoca denominata Civitas Austriae, era la capitale del primo ducato longobardo d'Italia. La committenza reale garantì l'impiego delle maestranze più qualificate del regno, capaci di fondere materiali di spoglio romani con la tecnica costruttiva alto-medievale e l'apparato decorativo greco-bizantino.

Da cappella regia di Astolfo a monastero di clausura

La struttura sorse nella seconda metà dell'VIII secolo sulle fondamenta della gastaldia, la sede del signore cittadino. L'iniziativa costruttiva viene comunemente ascritta ad Astolfo, duca del Friuli dal 744 al 749 e re dei Longobardi dal 749 al 756.

Nei decenni successivi l'oratorio venne inglobato nel Monastero di Santa Maria in Valle, un istituto di clausura fondato a metà del VII secolo e riservato alle monache benedettine. Dal 1511 il perimetro del complesso assunse la fisionomia attuale. Nel Settecento, perso il ruolo di cappella, la sala divenne l'aula capitolare delle monache. Solo alla fine del XVIII secolo il monastero cedette l'oratorio alla municipalità di Cividale, che aprì un varco sul costone del fiume Natisone per consentirne l'accesso pubblico, ufficializzato nel 1893. Dal 1841 al 1999 il resto del plesso fu gestito dalle Suore Orsoline.

Le volumetrie interne e i capitelli di spoglio romano

L'esterno dell'edificio si presenta con murature piatte animate esclusivamente da arcate cieche, celando la complessità dell'invaso spaziale interno.

La planimetria si sviluppa su due vani separati da un'iconostasi con plutei lisci:

  • L'aula per i fedeli, a pianta quasi quadrata e chiusa da una copertura a crociera.
  • L'area presbiteriale, tripartita e sormontata da tre volte a botte parallele.

Il rapporto dimensionale tra aula e presbiterio è di 3 a 5, con un netto slancio verticale. Le pareti dell'aula sono ritmate da nicchie sormontate da arconi. Gli architravi monolitici, retti da colonne binate con capitelli corinzi, sono elementi di spoglio prelevati da edifici di età romana, riadattati alla metrica altomedievale.

Le sei sante in stucco e l'influenza bizantina

La controfacciata occidentale custodisce l'apparato plastico originale dell'VIII secolo, considerato l'apice della scultura in stucco dell'alto Medioevo europeo.

La decorazione si articola su due registri sovrapposti:

  • Registro superiore: Sei figure femminili in altorilievo, modellate a grandezza quasi naturale. Presentano abiti dai panneggi complessi e rigidi, derivati dalla statuaria tardo-antica e bizantina. Le sculture, che reggono la corona di Cristo e la croce, sono state identificate dalla critica con le martiri Chiona, Irene, Agape e Sofia (pur senza unanime consenso). Sono divise in due triadi da una monofora cieca, il cui archivolto è ricamato con tralci di vite e grifoni.
  • Registro inferiore: Una lastra lunettata incornicia un affresco parietale che raffigura il Cristo Logos tra gli Arcangeli Michele e Gabriele, la porzione pittorica meno degradata dell'oratorio.

La frammentazione degli affreschi e il sarcofago di Piltrude

L'originaria stesura ad affresco del 760 circa è sopravvissuta solo per lacerti. Sulla parete settentrionale è ancora visibile la figura di Sant'Adriano, che denota una padronanza tecnica nell'uso della resa chiaroscurale. La maggior parte degli interventi pittorici bassomedievali è stata staccata nei secoli scorsi e traslata tra la sagrestia, il Museo Cristiano e il Museo Archeologico Nazionale. L'aula conserva invece in situ il coro ligneo trecentesco.

Addossato alla parete nord del presbiterio giace il cosiddetto sarcofago di Piltrude. La storiografia locale individua in questo monolite sepolcrale la tomba della prima badessa e probabile fondatrice del convento, sebbene la datazione del calcare sia ancora oggetto di indagine archeologica.

Il chiostro settecentesco e l'isolamento claustrale

L'accesso all'oratorio comprende l'attraversamento del complesso monastico. Il fulcro è il Chiostro, la cui planimetria forma un trapezio scaleno irregolare. Gli archi a tutto sesto, sostenuti da colonnine circolari in pietra, delineano un porticato affrescato nel 1795 da Francesco Colussi, che restituisce l'impronta claustrale dell'originaria destinazione d'uso.

Informazioni pratiche e orari di accesso

Il complesso si trova in Via Monastero Maggiore 34, a breve distanza a piedi da Piazza del Duomo, percorrendo la viabilità pedonale lungo la ripa del fiume Natisone.

Orari di apertura:

  • Aprile - Settembre: Lunedì-Venerdì 10:00-13:00 / 15:00-18:00. Sabato, domenica e festivi 10:00-18:00.
  • Ottobre - Marzo: Lunedì-Venerdì 10:00-13:00 / 14:00-17:00. Sabato, domenica e festivi 10:00-17:00.
  • Chiusure fisse: 1° gennaio, 1° maggio, 25 dicembre.

Tariffe d'ingresso:

  • Intero (Tempietto + Monastero): 4,00 € (Ridotto 3,00 €, Studenti 1,50 €).
  • Cumulativo (Tempietto + Museo Cristiano): 6,00 €.
  • Cumulativo Completo (Tempietto + Museo Cristiano + MAN): 9,00 € (Validità 48 ore).
  • Per i gruppi la prenotazione è vincolante.

Come arrivare e dintorni

Per raggiungere Cividale in automobile dalla rete viaria principale, è necessario percorrere l'autostrada A23 Palmanova-Udine-Tarvisio, imboccando l'uscita Udine Sud. Da qui, bisogna inserirsi sul raccordo tangenziale seguendo le indicazioni stradali per la Strada Statale 54 (SS54) in direzione est, che attraversa Moimacco e conduce direttamente alla viabilità perimetrale di Cividale.

Nel raggio di quindici chilometri a sud della città si incontra il comune di Prepotto, dominato dai declivi vitati dove storicamente si vinifica lo Schioppettino, e scendendo verso Corno di Rosazzo si incrocia la millenaria Abbazia di Rosazzo, importante presidio fortificato e religioso sorto a guardia della valle dello Judrio e della pianura orientale friulana.

Coordinate: 46.0945, 13.4338

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