Dichiarata Monumento Nazionale nel 1965 con decreto ministeriale, Venzone rappresenta l'unico esempio di borgo fortificato trecentesco conservato in Friuli-Venezia Giulia. La sua struttura urbana, cinta da una doppia cerchia muraria e lambita dal torrente Venzonassa e dal fiume Tagliamento, ha affrontato il momento più critico della sua storia il 6 maggio e il 15 settembre 1976. In quelle date, le scosse dell'Orcolat rasero al suolo gran parte del centro storico, rendendo il comune il simbolo mondiale della ricostruzione scientifica.
Il riconoscimento televisivo come "Borgo dei Borghi 2017" ha ufficializzato a livello nazionale un processo di recupero architettonico conclusosi anni prima, basato sulla ricollocazione numerata di ogni singola pietra originaria.
L'anastilosi e la ricostruzione del Duomo di Sant'Andrea
La ricostruzione di Venzone non è stata una riedificazione ex novo, ma un'operazione di anastilosi. Ogni frammento del Duomo di Sant'Andrea, crollato sotto la forza del sisma, è stato catalogato, numerato e riposizionato nella sua collocazione originale del XIV secolo. Questo metodo ha permesso di restituire alla comunità una struttura che rispetta rigorosamente le proporzioni e le volumetrie medievali, integrando le lacune con materiali compatibili ma distinguibili.
L'abitato si inserisce nel contesto del Parco Naturale delle Prealpi Giulie, un'area protetta che segna il passaggio geologico tra la pianura friulana e le asprezze delle Alpi Carniche. Il paesaggio circostante è dominato dai ghiaioni del Tagliamento, il re dei fiumi alpini, che proprio qui mostra una delle sue sezioni più ampie.
Le mummie di Venzone e la biologia del sottosuolo
Nella cripta del Battistero di San Michele, situata di fronte al Duomo, sono conservate le celebri mummie di Venzone. La loro mummificazione non è dipesa da interventi antropici, ma da un processo naturale causato dalla presenza nel sottosuolo della Hypha bombicina. Questo fungo ha la proprietà di disidratare i tessuti organici in tempi rapidissimi, bloccando i processi di decomposizione. Le prime mummie furono rinvenute nel 1647 durante lo spostamento di alcuni sarcofagi all'interno della chiesa.
Cinematografia e tradizioni: la zucca e la Grande Guerra
Il rigore architettonico di Venzone attirò nel 1959 il regista Mario Monicelli, che scelse Piazza Municipio e i vicoli circostanti come set per gran parte del film "La Grande Guerra", interpretato da Alberto Sordi e Vittorio Gassman. La loggia del Palazzo Comunale, in stile gotico-fiorito, divenne l'elemento visivo centrale di molte sequenze della pellicola.
Tra le manifestazioni storiche, la Festa della Zucca di fine ottobre ripropone annualmente un cerimoniale legato a un'antica beffa subita da un artigiano locale. L'evento prevede la rievocazione di mestieri medievali, con la partecipazione di armigeri, giullari e musici, ed è l'occasione per analizzare la produzione agricola locale legata alle cucurbitacee, utilizzate storicamente per la conservazione di liquidi e farine nelle valli alpine.
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