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Le tradizioni di Tarvisio: Krampus, Maja, Praitel e Schipp-Schapp

Le tradizioni di Tarvisio tutto l'anno: i Krampus del 5 dicembre, la Perchta Baba, il Praitel pasquale, la Maja e lo Schipp-Schapp. Guida completa.

Le tradizioni di Tarvisio: Krampus, Maja, Praitel e Schipp-Schapp - Eventi & Sagre in Friuli Venezia Giulia

Tarvisio sta dove l'Italia finisce e l'Austria e la Slovenia cominciano, e questo si vede in tutto: nell'architettura, nella cucina, nella lingua che si sente per strada. Ma si vede soprattutto nelle tradizioni. Quelle che Tarvisio celebra ogni anno non sono state inventate per i turisti: vengono da secoli di convivenza tra culture alpine, slave e latine, e conservano elementi che in molte altre parti d'Europa sono scomparsi da generazioni.

Chi arriva da Austria o Baviera riconosce qualcosa di familiare in quasi ogni rito. Chi arriva dall'Italia resta spesso spiazzato. In entrambi i casi, vale la pena conoscerle prima di trovarsi per caso in mezzo a una sfilata di Krampus senza capire cosa sta succedendo.


5 gennaio: la Perchta Baba e la fuga degli spiriti

La sera del 5 gennaio a Tarvisio succedono due cose contemporaneamente. La prima è quella che succede in tutta Italia: le befane arrivano in Piazza Unità con le gerle piene di dolci per i bambini. La seconda è quella che succede solo qui, a Camporosso, ed è molto più antica.

All'imbrunire si radunano lungo la strada principale otto o dieci ragazzi tra i dieci e i sedici anni, ognuno con un campanaccio. Quando sono tutti pronti, cominciano a correre verso l'estremità del paese suonando più forte che possono. Non è un gioco: è un rito con un preciso significato. I campanacci servono ad allontanare la Perchta Baba, uno spirito femminile malefico del folklore alpino germanico che nella notte dell'Epifania sarebbe in giro per i villaggi.

La Perchta è una figura complessa, che appare in molte varianti lungo tutto l'arco alpino austro-tedesco: a volte protegge, a volte punisce, sempre nella notte di passaggio tra il vecchio e il nuovo anno. A Camporosso questa tradizione è sempre più rara, ma non è ancora scomparsa del tutto.


Pasqua: il Praitel e la benedizione dei cibi

La settimana pasquale nel tarvisiano segue un ritmo di riti sovrapposti, alcuni cristiani e alcuni molto più antichi.

La Domenica delle Palme a Camporosso e Coccau non si porta l'ulivo in chiesa. Si porta il Praitel: un bastone lungo decorato con rami di ginepro, betulla e salice, sul quale sono appesi mele, uova dipinte a colori, brezel dolci e salati e biscotti fatti in casa. Dopo la benedizione il Praitel viene piantato nei campi come augurio per il raccolto. È un rito di fertilità che precede il Cristianesimo e che la liturgia pasquale ha assorbito senza eliminarlo.

Dopo il Gloria del giovedì santo le campane tacciono fino al Sabato Santo, sostituite dalle raganelle suonate dai ragazzi del paese per le strade. In diversi paesi della Valcanale viene allestito il Santo Sepolcro, con scene della Crocifissione dipinte su quinte di legno e il corpo di Gesù adagiato in un sepolcro ricostruito.

Il Sabato Santo porta la benedizione dei cibi pasquali, uno dei momenti più sentiti dell'anno: prosciutto, kren (rafano), uova sode, pane dolce Reindling o Putica o Schartl, salsicce e lingua. Ogni famiglia porta il proprio cesto e torna a casa con il sapore del sacro sopra ogni cosa.


Corpus Domini: la Maja sale in piazza

La Maja — o Maibaum in tedesco, albero di maggio — è uno dei simboli più antichi della primavera alpina, diffuso in tutto l'arco alpino germanofono. A Tarvisio è ancora viva a Camporosso e Coccau, dove viene innalzata alla vigilia del Corpus Domini.

La Maja è un tronco di abete scortecciato, alto e dritto. Prima di arrivare in piazza viene portato in processione per le vie del paese. Una volta posizionato, sulla cima viene innestata una punta d'abete fresca con una corona di rami, il Kranz, riccamente ornata. Erigere un tronco di quelle dimensioni con le sole forze degli uomini del paese richiede coordinazione, pazienza e una tecnica che si impara da bambini guardando i più vecchi. Quando la Maja è dritta e ferma, i festeggiamenti possono cominciare.


5 dicembre: San Nicolò e i Krampus

Questa è la tradizione di Tarvisio più conosciuta fuori dalla regione, e anche quella che più spesso sorprende chi arriva impreparato.

La sera del 5 dicembre san Nicolò percorre la via centrale del paese trainando il suo carretto. Al suo seguito ci sono i Krampus: figure che indossano maschere mostruose con corna di diversi colori, sono avvolti in pelli e pellicce, hanno bocche dentate con la lingua rossa che pende fuori. Si muovono in modo agitato, emettono suoni gutturali, fanno risuonare i campanacci. Preannunciano il loro arrivo con il rumore — e quando arrivano in piazza, smettono di essere al seguito di san Nicolò e cominciano a rincorrere i presenti, soprattutto i ragazzi, per frustarli con i rami secchi e farli inginocchiare a recitare preghiere.

Non è teatro. È un rito con radici precristiane legato alla cacciata degli spiriti invernali, che il ciclo di san Nicolò ha inglobato senza snaturare. Chi arriva dall'Austria riconosce la tradizione immediatamente: i Perchten e i Krampus sono parte del calendario alpino germanofono da prima che esistesse il turismo.

La stessa sera i bambini aspettano san Nicolò a casa propria. Lui porta con sé il libro delle azioni buone e cattive, e sulla base di quello distribuisce dolci ai bambini meritevoli e carbone dolce ai birichini. I Krampus di pane dolce — una specialità inventata negli anni Venti dal panettiere tarvisiano Alfredo Svetina — si trovano ancora oggi nelle panetterie del paese.


28 dicembre: lo Schipp-Schapp

Il 28 dicembre è la festa dei Santi Innocenti, e a Tarvisio si celebra con un rito che altrove è quasi scomparso: lo Schipp-Schapp (o Scip Sciap).

I bambini prendono un rametto di pino o abete e vanno a frustare gli adulti, recitando una filastrocca in sloveno e tedesco: "Schipp-Schapp, a lungo vivete, sani restate, volentieri date, Schipp-Schapp e ogni bene per il nuovo anno". Il nome è onomatopeico: imita il rumore del rametto nell'aria. In memoria della strage degli Innocenti ordinata da Erode, i bambini "puniscono" gli adulti, e gli adulti li ricompensano con delle monete. È un rito di buon augurio per l'anno che viene, con quella logica rovesciata che appartiene ai grandi momenti di passaggio del calendario.


Quando venire a Tarvisio per le tradizioni

Il calendario delle tradizioni copre quasi tutto l'anno:

5 gennaio — Befana e Perchta Baba a Camporosso. Serata in piazza con distribuzione di dolci ai bambini.

Domenica delle Palme — Praitel a Camporosso e Coccau. Settimana Pasquale con raganelle, Santo Sepolcro e benedizione dei cibi.

Corpus Domini — Innalzamento della Maja a Camporosso. Data variabile, in genere tra maggio e giugno.

5 dicembre — Sfilata di San Nicolò e Krampus. È l'evento più spettacolare dell'anno e quello che richiama più visitatori da fuori regione. Arrivare nel pomeriggio per trovare posto in piazza.

28 dicembre — Schipp-Schapp nelle case e per le vie del paese.

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