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Grotta Nuova di Villanova: geologia dell'Alta Val Torre

Analisi geologica e percorsi della Grotta Nuova di Villanova a Lusevera. Dettagli sul contatto tra calcare e flysch, orari e logistica stradale dell'Alta Val Torre.

Grotta Nuova di Villanova: geologia dell'Alta Val Torre - Natura & Wildlife in Friuli Venezia Giulia

Il 12 novembre 1925, un gruppo di abitanti di Villanova delle Grotte individuò una fessura nel terreno che avrebbe rivelato uno dei complessi carsici più rilevanti delle Prealpi Giulie occidentali. Situata nel comune di Lusevera, a una quota di circa 600 metri s.l.m., la Grotta Nuova di Villanova si distingue per una peculiarità geologica rara: si è formata lungo la linea di contatto tra i calcari del Mesozoico e il flysch (una formazione sedimentaria composta da alternanze di marne e arenarie). Questa sovrapposizione ha permesso lo sviluppo di fenomeni carsici complessi, alimentati dalle acque che filtrano dai massicci dei monti Musi.

Il sistema ipogeo, che si estende per circa 9 chilometri, è il risultato di millenni di erosione meccanica e chimica che hanno modellato gallerie a diversi livelli altimetrici.

La genesi geomorfologica tra calcare e flysch

A differenza delle classiche grotte carsiche formate esclusivamente in roccia calcarea, la Grotta Nuova presenta pareti che mostrano chiaramente la stratificazione del flysch, responsabile di una morfologia meno regolare e più dinamica. Le sale interne sono caratterizzate da un'intensa attività di deposizione calcarea che ha generato stalattiti, stalagmiti e colate di notevoli dimensioni.

L'assetto idrologico è ancora attivo; il torrente sotterraneo continua a modellare i livelli inferiori, mentre i rami superiori, ormai fossili, sono accessibili tramite percorsi attrezzati. All'interno della cavità la temperatura rimane costante tutto l'anno a circa 11 °C, con un'umidità prossima al 100%.

I nove chilometri di labirinto ipogeo e la fauna del Pleistocene

Il percorso visitabile si articola in diverse sezioni che permettono di osservare la sala del Laghetto e la sala della Grande Frana. In quest'ultima è stata collocata una ricostruzione scientifica dell'orso delle caverne (Ursus spelaeus), specie i cui resti fossili sono stati frequentemente rinvenuti nelle cavità dell'Alta Val Torre, a testimonianza della frequentazione animale durante il Pleistocene.

L'offerta di visita è suddivisa in tre tipologie:

  • Percorso Turistico: un tracciato di circa 1,5 km, illuminato e dotato di passerelle, adatto alla fruizione non specialistica.
  • Percorso Storico: ripercorre i primi tratti esplorati nel 1925, mantenendo un assetto più vicino a quello originario.
  • Visita Speleologica: riservata a utenti dotati di attrezzatura specifica, permette di raggiungere i settori più profondi e tecnicamente complessi del sistema.

L'Abisso di Vigant e la produzione enologica di Nimis

A breve distanza da Lusevera, nel comune di Nimis, si trova l'Abisso di Vigant. Si tratta di una cavità verticale imponente, con un pozzo d'accesso profondo che funge da inghiottitoio per le acque superficiali. La zona di Nimis è inoltre lo snodo fondamentale per la produzione del Ramandolo D.o.c.g., un vino bianco dolce ricavato da uve Verduzzo friulano coltivate su terrazzamenti scoscesi.

La gastronomia locale è strettamente legata all'economia montana: i menu si concentrano sul frico (tortino di formaggi locali e patate), polenta e vini rossi strutturati come il Refosco e il Cjavalgjan. Tra le produzioni dolciarie di Nimis spiccano gli Uessuz, biscotti secchi tradizionali.

La valle è caratterizzata da una forte identità culturale legata alla minoranza linguistica slovena; il nome locale di Lusevera è infatti Bardo, e il dialetto sloveno arcaico è tuttora parlato e tutelato in tutta l'Alta Val Torre.

Come arrivare e dintorni

In automobile, da Udine procedere verso nord lungo la SS13 Pontebbana fino a Tarcento. Da qui imboccare la SR646 in direzione di Lusevera e seguire le indicazioni locali per la frazione di Villanova delle Grotte. Da Gorizia, il percorso prevede la risalita verso Cividale del Friuli e successivamente verso Tarcento.

Nelle immediate vicinanze meritano una sosta tecnica i comuni di Tarcento, noto come la "Perla del Friuli" per le sue ville Liberty e il fiume Torre, e Nimis, per la visita alle cantine del Ramandolo e all'Abisso di Vigant. Verso est, il territorio si collega alle Valli del Natisone attraverso i passi prealpini.

Coordinate: 46.2572, 13.2683

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