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Cividale del Friuli e le valli del Natisone sono un’area del Friuli Venezia Giulia dalla ricchezza storica inestimabile. Scopritene con noi i momenti chiave, gli avvenimenti più importanti, i fatti e i protagonisti attraverso i seguenti approfondimenti espressamente dedicati.

Itinerari Grande Guerra Cividale
Durante la Grande Guerra 1915-1918, dopo lo sfondamento di Caporetto, si continua a combattere nelle Valli del Natisone con lo scopo, per gli Italiani, di arrestare l'avanzata del nemico verso la pianura. L'itinerario storico Cividale-Monte Matajur, in 4 tappe, parte da Cividale, dove gli Austro-Germanici arrivano il 27 Ottobre 1917,...
slavi nelle Valli del Natisone
Dopo la caduta del regno Longobardo non si hanno notizie sulle popolazioni slave come quelle tramandateci da Paolo Diacono, autore di una famosa storia dei Longobardi. Non si sa esattamente quando gli Slavi si stabilirono nelle Valli del Natisone. Alcuni storici sostengono che la loro colonizzazione fosse iniziata già in...
fossili neolitico cividale
La formazione geologica delle Valli del Natisone risale a 40-50 milioni di anni fa (Eocene) quando queste terre emersero dal mare che ricopriva tutta l'area. I numerosi fossili della cava di Vernasso, oltre alle rocce calcaree dei monti circostanti, consentono una buona ricostruzione della storia geologica delle valli. I giacimenti...
oreficeria longobarda
Le invasioni dei Visigoti, comandati da Alarico, nel 401, portarono lutti e distruzione nel territorio cividalese già occupato dai Romani. Nel 452 arrivarono i terribili Unni guidati da Attila, che saccheggiarono e devastarono Aquileia, dandola alle fiamme. La distruzione di questo importante centro romano contribuì a fare di Forum...
Caporetto testimonianze dal Friuli
Dopo la sconfitta di Caporetto, tutto l'esercito in rotta, nella zona compresa tra la Carnia e Gorizia, sembra confluire lungo le vie che conducono al Tagliamento. La folla è enorme perchè vengono ammassati i soldati, con i loro carriaggi, assieme ai civili con le loro masserizie. Piove, c'è fango...
battaglia di Castelmonte
I primi feriti della battaglia di Castelmonte giunsero a Jainich e a Tribil, portati dai soldati, la sera stessa del 27 Ottobre 1917. Furono soccorsi dalle donne e dalle ragazze dei due paesi. Dal bosco e dalle balze sopra Jalmicco tutta la notte si sentirono i gemiti dei feriti...
Castelmonte dopo Caporetto
Tra le vicende belliche della ritirata dopo Caporetto ci sono anche gli scontri armati di Castelmonte. Anche su questa altura la resistenza italiana fu aspra e ostinata. Le cause della sconfitta del 27 Ottobre da parte dei nostri sono da attribuire alla grande superiorità dell'artiglieria avversaria, che disponeva di...
brillamento Ponte di Cividale
Dopo la disfatta di Caporetto uno dei primi ponti a saltare è il Ponte del Diavolo per ritardare la veloce avanzata degli Austro-Tedeschi verso la pianura friulana. Il 24 Ottobre 1917 già parte del nostro fronte viene travolto e si calcola che le prime perdite italiane di questo giorno drammatico...
resistenza monte Purgessimo
La Battaglia di Cividale avvenuta il 27 Ottobre riveste un ruolo importante tra i combattimenti della ritirata dopo Caporetto. L'asse di sfondamento, su cui si stavano concentrando almeno tre Corpi d'Armata Austro-Tedeschi, era infatti in direzione Cividale. La linea della difesa italiana si estendeva da Montemaggiore a Monte Joanaz, Monte...
Cepletischis
Dopo Caporetto anche la ritirata degli Italiani nelle Valli del Natisone diventa drammatica a causa del piano strategico di Von Bellow. Questo generale era il Comandante della XIV Armata Austro-Tedesca e aveva progettato la conquista del Matajur grazie alle manovre convergenti della 12° Divisione e dell'Alpenkorps. Nelle giornate del 24...
Il 24 Ottobre 1917 l'armata Austro-Tedesca sfonda le linee italiane per 27 chilometri fino ad arrivare a Caporetto. Al Generale Cadorna giungono purtroppo notizie distorte. Egli crede che lo sfondamento sia dovuto ad una resa assurda da parte di alcune divisioni regie che avrebbero dato sfogo ad una specie...
cividale grande guerra
Mentre il Tenente Rommel, con il suo distaccamento di fucilieri tedeschi, si trova sulla vetta del Matajur riceve l'ordine dal Maggiore Sproesser, che comanda il grosso del battaglione da montagna, di raggiungere Masseris. La località si trova ad 800 m più in basso e i soldati, dopo giornate faticosissime, sono...
Occupazione dopo Caporetto
La piccola storia delle comunità friulane dà spesso un quando molto vivo di quanto è toccato dopo la disfatta di Caporetto e cioè l'occupazione: Remanzacco ne è un esempio. Il 27 Ottobre, il mattino, parte l'ultima tradotta che arriva ad Udine traboccante di profughi sfollati. Dopo lo sfondamento delle linee Italiane...
La disfatta di Caporetto
La Grande Guerra si abbatte con particolare violenza sul Friuli e sul Carso Isontino il cui territorio fu per anni un campo di battaglia che comportò perdite di uomini spaventose e distruzione di case, strade, villaggi, città. Le 12 battaglie sull'Isonzo si susseguirono tra l'Esercito Italiano  e quello Austoungarico per...
Filippo D'Alençon
Dopo Marquadro nel 1381 viene fatto Patriarca Filippo D'Alençon, un francese, nipote di Filippo di Valois e molto gradito a Urbano IV. Dunque dovrebbe essere avvantaggiato dalla protezione di un Re e di un Papa. Purtroppo, però, lo Stato Patriarcale non è più in auge come quando l'imperatore di Germania decideva...
Patriarchi Bertoldo e Bertrando
Fin dall'epoca degli Ottoni al cultura germanica era predominate in Friuli anche se erano presenti apporti Padani e Bizantini. La pala del Patriarca Pellegrino II (1194-1204), ad esempio, resta un capolavoro di oreficeria con influssi veneti e orientali. Essa è conservata nel Duomo di Cividale. Il Duomo di Venzone e di...
Patriarca Bertrando
Dopo la morte del Patriarca Pagano della Torre il Papa decise di nominare Patriarca un francese, attivo, coraggioso, valoroso in guerra anche se ultrasettantenne: il decano Bertrando de St. Ginnes. Questi passò subito all'opera con la riconquista di vari territori, tra cui Venzone. Sconfisse i Veneziani ad Osoppo, chiamò in...
luogo della morte di Bertrando
Il Patriarca Bertrando morì nel 1350 nelle campagne della Richinvelda. Per mano di chi? Sembra che i mandanti  fossero due importanti nobili, Alberto IV Conte di Gorizia ed Enrico suo fratello, ma con lo zampino della famiglia de Portis, cividalese. Il successivo Patriarca, Nicolò di Lussemburgo, fratello dell'imperatore Carlo IV,...
Carlo Magno
Il Re Longobardo Astolfo (749-756) apri un' imprudente stagione di scontri con il Papa, facendo incursioni nei territori romani di Stefano II. Pipino, Re dei Franchi, concluse un'alleanza con il Pontefice e per due volte varcò le Alpi costringendo il Re longobardo a rinchiudersi a Pavia. Alla morte di Astolfo, il...
cividale comune
Sulle origini del Comune di Cividale non si hanno notizie certe. Dal 1015 è documentato che i cittadini costituivano un "Corpo". A capo della città di Cividale stava un funzionario patriarcale che portava, secondo l'uso franco, il titolo di Visconte, più tardi fu chiamato Gastaldo secondo l'appellativo longobardo. Cividale dipendeva direttamente...
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