Filippo D’Alençon e il Patriarca assassinato a Udine

Fine dello Stato Patriarcale di Aquileia

Filippo D'Alençon
Filippo D'Alençon

Dopo Marquadro nel 1381 viene fatto Patriarca Filippo D’Alençon, un francese, nipote di Filippo di Valois e molto gradito a Urbano IV. Dunque dovrebbe essere avvantaggiato dalla protezione di un Re e di un Papa.

Purtroppo, però, lo Stato Patriarcale non è più in auge come quando l’imperatore di Germania decideva la candidatura del presule e lo sosteneva durante il suo governo.

Già negli ultimi anni di Marquardo, ultimo grande Patriarca, la patria del Friuli era in grossa decadenza. Infatti il Patriarca aveva come nemica Venezia che voleva il controllo su Trieste e mirava ad incamerare il territorio friulano.

Questo conflitto, detto Guerra di Chioggia, aveva vista da una parte il patriarca alleato con il Re di Ungheria e con i Genovesi, dall’altra la Serenissima molto forte che alla fine era riuscita vittoriosa.

La personalità di Marquardo era stata l’ultima risorsa del patriarcato non più forte come un tempo. La sconfitta nella guerra con Venezia rappresentava infatti un brutto segnale del cambiamento degli equilibri.

Purtroppo il vuoto di potere e i vicini troppo forti crearono le condizioni per la fine del dominio temporale dei patriarchi di Aquileia. La Serenissima si sentiva minacciata dai Turchi, di conseguenza temeva che i suoi domini sulle coste verso oriente fossero a rischio e voleva espandere i suoi commerci, via terra, con l’Europa centrale, e cioè guardava al Friuli come retroterra appetibile.

Così l’anarchia, la bancarotta, le lotte intestine e gli appetiti esterni trascinarono in fondo il patriarcato di Aquileia.

La storia di Filippo d’Alençon è leggibile in questo quadro generale di decadenza e disinteresse verso la figura del Patriarca.

Gli udinesi erano già prevenuti contro Filippo e volevano eleggere come Patriarca Ludovico di Helfingstein.

Scoppia la rivalità fra Udine e Cividale perché Filippo si dimostra generoso verso la città longobarda trasportando in questa il Tribunale e la Zecca.

Siccome gli Udinesi e i Carnici non lo vogliono proprio il Papa li punisce con l’interdizione, che significa proibizione di celebrare i riti, di suonare le campane, di amministrare i Sacramenti. Insomma una cosa gravissima.

Intanto scoppi anche la peste, interpretata come una punizione inviata da Dio.

Sia Venezia, che la Regina d’Ungheria chiedono agli Udinesi di ubbidire al Papa e di accettare il Patriarca Filippo. Addirittura è il Patriarca di Grado, storico rivale di Aquileia, che interviene per quietare gli animi degli udinesi.

Inizia una guerra della durata di 7 anni tra i feudatari legati ad Udine ed i Cividalesi che sostengono il Patriarca durante la quale viene saccheggiata persino Aquileia.

Venezia sta dalla parte dei Savorgnan che sono diventati i più potenti in Udine e li iscrive tra la nobiltà lagunare. Filippo d’Alençon scomunica gli Udinesi ma non può risiedere da nessuna parte (la sua sede ufficiale sarebbe ai tempi Udine) e si rifugia a Treviso, presso i Carraresi, e poi a Suffumbergo. Nel 1387 Filippo, dopo altre traverse, rinuncia al Patriarcato.

Nel 1388 diventa Patriarca Giovanni di Moravia (Jan Sobieslav), protetto da Carlo IV (forse suo figlio naturale). Il suo programma è di riportare la pace e a tal fine rinnova le cariche militari e amministrative, insomma si sforza di fare alcune riforme popolari ma si scontra con i Savorgnan.

Decide di dare una dimostrazione di forza e a Udine fa decapitare un certo Andreotti, che si era dimostrato facinoroso nella precedente rivolta degli Udinesi.

A Udine si accende un tumulto e anche questo Patriarca deve rinchiudersi a Suffumbergo. Il Patriarca Jan, non cede ai Savorgnan, anzi fa uccidere uno di loro, Federico, ma i Savorgan si scatenano a fanno fuggire Jan Sobieslav che trova rifugio presso Elisabetta d’Ungheria.

Contro di lui vengono mandate ambascerie al Papa per farlo sostituire. Poi i Savorgnan sarebbero disposti a riaccoglierlo anche se è nota la tresca del Sobieslav con Elisabetta, matrigna dei Savorgnan.

Intanto i figli di Federico Savorgnan vengono izzati dalla madre Orsina contro il Patriarca  che si è macchiato del sangue del loro padre. Alla fine il Patriarca cade in un tranello della potente famiglia udinese e viene ucciso sulla porta del Castello di Udine.

Siamo nel 1394 ormai il complotto è evidente: i Savorgnan, alleati con i Veneziani, stanno preparando il terreno perché la Serenissima diventi la nuova padrona del Friuli incamerando le terre del patriarcato.

Dopo altre vicissitudini nel 1420 Venezia infatti entrerà vittoriosa ad Udine mettendo fine al dominio dell’antico patriarcato di Aquileia.