La Grande Guerra: il Tenente Rommel alle porte di Cividale

Rommel
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Mentre il Tenente Rommel, con il suo distaccamento di fucilieri tedeschi, si trova sulla vetta del Matajur riceve l’ordine dal Maggiore Sproesser, che comanda il grosso del battaglione da montagna, di raggiungere Masseris.

La località si trova ad 800 m più in basso e i soldati, dopo giornate faticosissime, sono stanchi morti. Con loro ci sono i prigionieri Italiani della Brigata Salerno. Rommel nota la bellezza dei luoghi e nel suo racconto di guerra spesso ci sono osservazioni di apprezzamento per il territorio e per l’esercito del nemico, verso cui prova rispetto.

Scrive che Masseris è situato in una posizione molto amena. Poi descrive il clima trieste e silenzioso in cui si svolge la cena con gli ufficiali superiori prigionieri, da lui invitati secondo le regole militari, perchè ” il signori ufficiali sono troppo scossi dal destino toccato ad essi ed al loro fiero reggimento” e non mangiano nulla, né  proferiscono verbo.

Il 27 Ottobre 1917, prima dell’alba, il distaccamento Rommel sta marciando verso la Valle del Natisone in direzione di Cividale.

La conquista del Matajur da parte tedesca era avvenuta solo dopo 52 ore dall’inizio dell’offensiva presso Tolmino. Il 3 Novembre 1917 il Generale von Tutschek così valutava il successo dei fucilieri da montagna ” la conquista del monte Cucco, il possesso di Luico, lo sfondamento della posizione del Matajur a opera del distaccamento Rommel avviano l’irresistibile inseguimento su tutto il fronte”.

Rommel stesso scrive con orgoglio che i suoi uomini durante le 52 ore “bollenti” sono rimasti sempre impegnati in prima linea, così da rappresentare la punta d’attacco del Corpo Alpino. Hanno superato un dislivello di 2 KM e mezzo in salita e 800 m in discesa, portandosi in spalla le mitragliatrici pesanti. Hanno coperto un percorso di 18 Km in linea d’aria attraverso un validissimo sistema fortificato nemico.

Ora Rommel procede a cavallo. A Sanguarzo incontra il suo comandante del Battaglione da Montagna del Württemberg. Poi assieme al Tenente Streicher avanza tra le raffiche delle mitragliatrici mentre i fucilieri tedeschi sono impegnati nello scontro sul monte Purgessimo contro gli Italiani, che difendono con valore la loro posizione. A Est di Sanguarzo trova il Maggiore Sproesser. Rommel procede verso la periferia di Cividale e vede la città in fiamme.

Il Comando di Cividale, nel frattempo, aveva dato l’incarico al giovane Ufficiale Francesco Giorgi di far saltare i binari della stazione e il Ponte del Diavolo. Alle 15:45 i primi Imperiali entrano a Cividale. Poco dopo dal ponte sul Natisone si sente uno scoppio e volano schegge da tutte le parti.

Nello scontro a fuoco con il nemico il Giorgi rimane ferito e muore entro un mese. Gli verrà assegnata una medaglia d’argento postuma.

Intanto dopo varie ore di sosta Rommel lascia Cividale e si sposta verso Campeglio dove arriva a mezzanotte. Il 28 mattina riprende l’inseguimento dell’esercito in ritirata sptostandosi verso ovest sotto una pioggia torrenziale. La retroguardia Italiana gli sbarra la strada dalla riva destra del Torre, a Primulacco, sparando a raffica su ogni cosa che vede muoversi.

Il Tenente tedesco decide di fermarsi a Primulacco con la sua truppa, indebolita dalla fatica  dei giorni e delle notti appena trascorsi. L’obbiettivo del giorno successivo è avanzare facendo retrocedere il nemico senza dargli respiro.

Si arriverà al Piave dove le sorti della guerra cambieranno e l’Esercito Italiano riuscirà a sferrare una potente controffensiva.