La morte del Patriarca Bertrando alla Richinvelda

luogo della morte di Bertrando
morte del Patriarca Bertando

Il Patriarca Bertrando morì nel 1350 nelle campagne della Richinvelda. Per mano di chi? Sembra che i mandanti  fossero due importanti nobili, Alberto IV Conte di Gorizia ed Enrico suo fratello, ma con lo zampino della famiglia de Portis, cividalese.

Il successivo Patriarca, Nicolò di Lussemburgo, fratello dell’imperatore Carlo IV, si vendicò del delitto di Bertrando in modo sottile e crudele, così almeno viene riferito.

Il Patriarca Nicolò, aspettò un po’ di mesi, prima di dare inizio al suo progetto, poi preparò la punizione.

I corpi morti dei sicari materiali dell’uccisione di Bertrando furono trovati dai goriziani tra i merli della torre del gufo. I 2 disgraziati rispettivamente un Frangipane e un Villalta erano stati appesi ad un forca ed esposti in bella vista, in segno di monito.

Poi seguì la vendetta sugli altri responsabili del delitto del Patriarca Bertrando.

Qualcuno fu avvelenato, qualche altro sparì… insomma ad uno ad uno vennero eliminati dal mondo dei vivi.

Poi toccò ai Conti di Gorizia Alberto IV, Mainardo V ed Enrico III (che governavano insieme), di subire una serie di sfortunati eventi e ribellioni sobillate dal Patriarca.

Il Patriarca Nicolò a Cividale per vendicarsi

Si narra inoltre che nel 1356 il Patriarca Nicolò si recò a Cividale. Si sa che a Cividale esisteva un’antica residenza del Patriarca considerata per molti decenni la preferita dai suoi predecessori, prima che la residenza udinese la surclassasse.

L’atteggiamento di Nicolò a Cividale fu insperatamente magnanimo. vennero dati molti banchetti in onore dei cividalesi illustri, tra cui c’era anche il nobile de Portis.

Nicolò e il de Portis sembravano in rapporti amichevoli ma una sera, durante un ricevimento presso la sede patriarcale, iniziò un gioco: tutti gli ospiti furono invitati a raccontare la loro beffa più riuscita e si innescò una specie di gara per dare la palma alla storiella vincente.

Mentre alcuni si orientavano su scherzi d’alcova o su punizioni spiritose fatte alle spalle della servitù, il de Portis sollecitò Nicolò a raccontare la sua beffa. Il Patriarca Nicolò confessò al de Portis che proprio quella sera gli era stata data l’opportunità di preparare la beffa migliore.

Tale beffa era stata fatta proprio all’amico de Portis: il piatto detto ” cervella della Rinchinvelda” che il de Portis aveva appena gustato era stato confezionato con le cervella di sua madre.

Ecco la beffa della Rinchinvelda consumata a Cividale.