Il paese che ha decorato l'Opéra di Parigi
Ci sono paesi che hanno dato al mondo un campione, e lo sanno. Sequals ha dato al mondo molto di più: un campione di boxe che ha conquistato il titolo mondiale dei pesi massimi, e un mosaicista che ha rivoluzionato l'arte decorativa europea e lasciato il suo segno nel teatro lirico più famoso di Parigi. Due storie straordinarie nate nella stessa alta pianura friulana tra il Meduna e il Cosa, a meno di quaranta chilometri da Pordenone.
Sequals è un comune di poco più di duemila abitanti, con il capoluogo e le frazioni di Lestans e Solimbergo. Non un borgo da cartolina, non un centro con grandi monumenti, ma un paese che chiunque sia curioso di storia dell'arte, dello sport o dell'emigrazione friulana dovrebbe conoscere.
Gian Domenico Facchina: il mosaicista dell'Opéra Garnier
Il nome di Gian Domenico Facchina (Sequals 1826, Parigi 1903) non è noto al grande pubblico italiano, eppure chi entra nell'Opéra Garnier di Parigi cammina letteralmente sul suo lavoro. Facchina è rinomato soprattutto per la decorazione dell'Opera di Parigi, inaugurata nel 1875, capace ancora oggi di creare tanto stupore in chi entra nel foyer del teatro.
La storia di Facchina è quella classica dell'emigrante friulano che parte con un mestiere in mano e costruisce qualcosa di grande. Nato a Sequals dove apprese le basi del mestiere, si formò a Trieste e Venezia lavorando al restauro dei mosaici della Basilica di San Marco. Poi la Francia: prima Montpellier, poi Parigi. Lì sviluppò una tecnica che cambiò la storia del mosaico: il metodo del rovescio su carta, che permetteva di prefabbricare intere superfici in laboratorio e poi installarle in cantiere in tempi molto più brevi. La tecnica del rovescio su carta fu determinante per il superamento di forme espressive conservatrici e per il rinnovamento formale dei mosaici dell'epoca.
Nel 1886 Facchina ricevette la croce di cavaliere della Legion d'Onore e la laurea honoris causa della Società centrale degli architetti francesi. Fu considerato il più famoso mosaicista del suo tempo. Morì a Parigi nel 1903 e fu sepolto al Père Lachaise. Sulla sua casa natale di Sequals campeggia ancora la lapide che il municipio volle collocare, con la scritta: "L'arte sua condusse a insuperati trionfi onorando nel mondo se stesso e la patria."
La casa natale di Facchina è visitabile dall'esterno nel centro di Sequals. La tecnica che inventò è ancora oggi insegnata alla Scuola Mosaicisti del Friuli di Spilimbergo, a pochi chilometri da qui: uno dei fili più lunghi e continui nella storia dell'artigianato artistico della regione.
Primo Carnera e Villa Carnera
Il secondo grande figlio di Sequals è Primo Carnera (1906-1967), pugile di statura fisica e umana straordinaria: 2,05 m di altezza, campione mondiale dei pesi massimi dal 1933 al 1934, nato in questo paese dalla famiglia più povera e diventato una delle figure sportive più note del Novecento. La sua storia, celebrata dal film "Il gigante" del 1959, è anche una storia di emigrazione, sfruttamento e riscatto.
La sua dimora, Villa Carnera, è oggi adibita a museo dedicato alla sua vita e carriera. Guanti, fotografie, trofei, documenti dell'epoca raccontano la parabola di questo ragazzo cresciuto in miseria che arrivò a combattere per il titolo mondiale al Madison Square Garden. Per orari e condizioni di visita aggiornate verificare presso il Comune di Sequals o la Pro Loco locale.
Ogni anno, intorno alla metà di luglio, Sequals ospita il Trofeo Primo Carnera, evento con incontri di boxe, iniziative culturali collaterali e la "Pedalata per Primo", percorso cicloturistico tra le vie del comune.
La Chiesa di Sant'Andrea e la Chiesetta di San Nicolò
Nel centro del capoluogo, la Chiesa di Sant'Andrea è la parrocchiale principale. All'interno conserva un fonte battesimale scolpito da Giovanni Antonio Pilacorte, il lapicida ticinese che ha lasciato opere in tutto il Friuli occidentale. Nota ancora più interessante: Facchina non si dimenticò della chiesa di Sant'Andrea a Sequals, per la quale eseguì a Parigi tutta la pavimentazione e provvide a sue spese a recapitarla e collocarla. Il pavimento della chiesa parrocchiale è dunque un mosaico parigino firmato dal più grande mosaicista dell'epoca, portato a Sequals come dono alla comunità di origine.
La Chiesetta di San Nicolò ha una facciata ottocentesca in stile barocco e un raffinato portale sempre di Pilacorte. Due opere dello stesso scultore nello stesso paese: un segno del ruolo che Sequals aveva nei circuiti artistici del Friuli quattro-cinquecentesco.
Il mosaico per le strade del paese
Camminare per Sequals significa leggere la storia dell'arte musiva locale negli spazi pubblici. Il Monumento dei Caduti in piazza Pellarin, la Fontana dei pesci in stile Art Déco, il cimitero: ogni elemento decorativo testimonia una tradizione che per generazioni ha portato gli artigiani di questo paese a lavorare in mezza Europa. Il sindaco di Sequals ha ricordato come la tradizione musiva sia stata centrale per l'economia locale, con botteghe familiari che già prima dell'Ottocento portavano il talento friulano in tutta Europa.
Lestans: Villa Savorgnan, gli affreschi di Amalteo e la raccolta archeologica
La frazione di Lestans, risalente alla colonizzazione romana del I-II secolo d.C., conserva il patrimonio artistico più ricco del comune. La Chiesa di Santa Maria Maggiore custodisce un pregevole ciclo di affreschi del pittore cinquecentesco Pomponio Amalteo, genero del Pordenone, uno degli artisti più prolifici del Rinascimento friulano.
Villa Savorgnan, risalente alla seconda metà del Cinquecento, è tutelata dall'Istituto Regionale per le Ville Venete. Dal 1991 ospita la raccolta archeologica locale, con materiali provenienti dal territorio tra il Meduna e il Tagliamento (comuni di Sequals, Meduno, Travesio e Pinzano al Tagliamento). Per chi si interessa alla preistoria e alla romanizzazione del Friuli occidentale è una tappa di sicuro interesse, considerata anche la scarsità di musei dedicati a questo tema nell'area.
A Lestans si trova anche il Museo Vecchi Mestieri e Civiltà Contadina, parte dell'associazione Lis Aganis Ecomuseo Regionale delle Dolomiti Friulane, con sede al secondo piano della SOMSI (Società Operaia di Mutuo Soccorso e Istruzione). L'esposizione comprende attrezzi del lavoro contadino e di professioni artigianali, oltre ad arredi di case e botteghe d'epoca. Un museo di comunità nel senso più pieno: costruito dalla gente, per raccontare la propria storia.
La Chiesetta di San Zenone, sull'omonimo colle, ha restituito interessanti rinvenimenti archeologici: un punto che raccorda la presenza romana con i secoli successivi.
Solimbergo: il castello e la chiesa
La frazione di Solimbergo, di origine altomedievale, offre due tappe per chi vuole completare il giro del comune. La chiesa dei Santi Nomi di Gesù e Maria è l'edificio religioso principale. Il Castello di Solimbergo, di cui si hanno notizie dalla fine del XII secolo, è uno dei siti castellani più studiati dal punto di vista archeologico nella pedemontana friulana. Oggi ne sopravvivono solo rovine, ma la posizione e il contesto paesaggistico fanno di questa tappa una sosta piacevole per chi percorre i sentieri della zona.
Il Biotopo Torbiera di Sequals
Nella località di Bosco Magredi, il Biotopo Torbiera di Sequals è un'area naturale protetta di circa 12 ettari caratterizzata da una ricchezza floristica e faunistica particolarmente significativa, con amfibi e rettili come specie di punta. Un angolo inaspettato nella pianura pedemontana, che permette di abbinare alla visita culturale del paese una passeggiata naturalistica di diverso carattere.
Come arrivare
Sequals dista 34 km da Pordenone e 38 da Udine. Da Pordenone si segue la Provinciale 31 verso Maniago, poi la Regionale 46 attraverso i Magredi verso est, superando il torrente Meduna. Da Udine la strada più diretta passa per Fagagna, Spilimbergo e il Tagliamento con la Regionale 464. In autobus, le linee ATAP 29R (Maniago-Spilimbergo via Sequals) e 51R (stesso percorso con proseguimento per Udine) collegano il paese ai principali centri della zona. La stazione ferroviaria più vicina è Pordenone.
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