Grado durante la Prima Guerra Mondiale

Grado durante la Prima Guerra Mondiale
M.A.S. (Motoscafo Armato Silurante)

Quando si pensa alla Prima Guerra Mondiale sul Fronte Orientale Italiano si pensa soprattutto alle battaglie dell’Isonzo, al Carso, alla presa di Gorizia, tuttavia anche Grado aveva una posizione strategica rilevante per il controllo dell’Alto Adriatico.

All’inizio del 1900, e ancor più alla vigilia del conflitto, Grado era spaccata in più fazioni: gli Irredentisti volevano fondersi con l’italia, gli Austriacanti erano legati a Vienna ed il prete era tra questi, mentre nei dibattiti pubblici si levavano anche le voci dei Liberali, Socialisti, Mazziniani e dei Cattolico-Popolari. Dal 16 Aprile 1914 il Comune fu affidato ad un Commissario, Olivo Ponton di Aiello del Friuli, rappresentante dei Cattolico-Popolari, a cui venne affiancata una Giunta filoaustriaca. Lo scoppio della Guerra era ormai imminente ed il 28 Giugno 1914 la Giunta si riunì per commentare l’assassinio di Sarajevo e decidere di raccogliere generi alimentari (come mais, patate ma anche legna da ardere…) da distribuire con la tessera, a prezzo di costo, alla popolazione.

L’autorità austriaca era così rappresentata: tre Gendarmi si occupavano della Pubblica Sicurezza, tre Finanzieri si trovavano a Porto Buso, c’erano quattro Guardie Comunali ed il Presidio Militare Territoriale aveva come sede l’Hotel Fonzari.

Già nel 1914 molti filoitaliani passavano nottetempo il confine, attraverso la laguna, per raggiungere Marano che era italiana ed evitare così rappresaglie e ritorsioni da parte austriaca.

Con l’entrata in Guerra dell’Italia, il 23 Maggio 1915, i Gendarmi austriaci lasciarono Grado dopo aver bruciato tutti i documenti e aver rimosso gli stemmi imperiali.

Il 24 Maggio comparvero all’orizzonte 4 navi italiane, mentre un cacciatorpediniere teneva sotto tiro le installazioni austriache di Porto Buso.

Il 26 Maggio la bandiera tricolore italiana venne issata sul campanile di Grado.

Il 2 Giugno arrivò a Grado il Comandante del Presidio Italiano, il Tenente Cantoni; successivamente la Giunta filoaustriaca venne sostituita da una nuova Giunta guidata, in veste di pro-sindaco, da Marchesini. Di lì a poco il Marchesini convocò il popolo gradesano al suono della campana per annunciare che l’Isola del Sole era di nuovo Italiana.

Intanto a Grado erano sbarcati 300 marinai comandati da Filippo Camperio, mentre al largo si era ormeggiata una corazzata.

Non vi sono documenti sul Presidio Marittimo di Grado, ma foto dell’epoca testimoniano la presenza di almeno un migliaio di Marinai schierati davanti alla pensione Il Fortino. Purtroppo i bassi fondali non consentivano ampi margini di manovra tuttavia erano stabilmente attraccate al molo dalle 4 alle 6 torpediniere. Inoltre erano presenti 2 motosiluranti, i famosi MAS (Motoscafo Armato Silurante), unità leggere spesso utilizzate per lanciare siluri contro le grandi navi da guerra. Il Comandante della difesa marittima di Grado era Alfredo Dentice di Frasso, che durante la guerra si era guadagnato prima una medaglia di bronzo e poi una d’argento. Fu lui a studiare l’utilizzo più opportuno dei MAS, assieme all’aiutante Luigi Rizzo, bello e audace, che diventò per i gradesi il loro campione ed eroe, meritandosi il titolo di Conte di Grado e di Premuda.