La ritirata di Caporetto e la difesa del Forte di Monte Festa

battaglia di monte festa

Dopo la tragica sconfitta di Caporetto inizia per i friulani un’altra tragedia: quella della ritirata. Le strade del cividalese si riempiono di soldati Italiani, sbandati, in macia verso il Piave senza un piano preciso.

Anche molti civili confusi, ma certi di non voler cadere in mano al nemico Austro-Tedesco, racattano le loro cose e si mettono in viaggio alla meglio, nonostante le strade tutte infangate.

Si viene a creare in breve in caos di profughi e militari. Qualcuno porta con sé in una cesta della galline, un’altro attacca al suo carro, trainato da un bue, un grosso maiale. Intanto gli invasori avanzano e si portano via dai cortili friulani mucche, cavalli oltre a vino, farina e quanto trovano per sfamarsi.

Arrivano nei paesi, svaligiano i negozi, sfondano le porte e si fermano anche nelle case di qualcuno per mangiargli la polenta. Il parroco di Remanzacco, Don Dri, viene aggredito, percosso, gli strappano via l’orologio e la catena.

Anche le truppe italiane stanziate in Carnia devono ripiegare velocemente per raggiungere la nuova linea di difesa.

Il Forte di Monte Festa, nei pressi del Lago di Cavazzo, rimane isolato, ma il 26 Ottobre riceve ordini dall’alto di mettersi in stato di efficenza: deve cioè combattere ad oltranza per rallentare l’avanzata degli Austro-Tedeschi e permettere ai nostri le operazioni di ripiegamento. Infatti si doveva guadagnare tempo attraverso tutta una serie di azioni mirate come quella di far saltare i ponti. Tra le innumerevoli battaglie di questa drammatica difesa va ricordata la battaglia di Monte Festa, combattuta da un pugno di uomini disperati, non sufficientemente attrezzati ma mossi da un grande senso di responsabilità e guidati dal capitano Riccardo Winderling.

Tra il mese di Ottobre e di Novembre 1917 i soldati di Monte Festa riescono a bloccare le truppe nemiche scese dalla Val Fella, impedendo loro di raggiungere Tolmezzo.

Grazie a queste azioni l’esercito Italiano, in rotta dall’alta Carnia, ha la possibilità di riparare lungo la destra del fiume Tagliamento e raggiungere il Piave. Qui ci sarà ovviamente una riorganizzazione di uomini e di mezzi per preparare la controffensiva.

Non dimentichiamoci inoltre di quella marea di civili che, anche in Carnia, scappa verso varie regioni italiane in attesa degli eventi.

Il Capitano Wilderling, assieme ai suoi uomini, verrà insignito della medaglia d’argento al valore .

C’è sulla battaglia di Monte Festa un bel romanzo storico scritto da:

Emanuele Facchin

Pubblicato nel 2012 da La nuova Base Editrice

Consigliamo di leggere.