Usi e costumi dei conti di Gorizia nel XIII secolo

conti di Gorizia
costumi dei conti di Gorizia

Nel 1237 fu offerto un gran banchetto in onore del matrimonio tra il Conte di Gorizia, Mainardo III e Adelaide ultima erede del Conte del Tirolo.

Con questo sposalizio si rinforzò la posizione del Conte goriziano anche grazie al fatto che dopo 22 anni il figlio Mainardo IV si sposò con Elisabetta di Baviera, già sposata in precedenza con Corrado IV, quindi Regina-vedova e madre di Corradino di Svevia.

Il Feudo ne trasse grandi vantaggi anche per le terre portate in dote sia da Adelaide che dalla nuora Elisabetta.

La Contea si estendeva dall’Istria al Friuli alla Carinzia al Tirolo.

Il Castello di Gorizia, che dominava la città dall’alto, veniva ampliato e riempito di arredi preziosi di affreschi che abbellivano le stanze.

La vita di corte era piacevolmente scandita da divertimenti e regole sia riguardanti l’etichetta ed il galateo laico che il rituale religioso. La nobiltà organizzava giostre, tornei equestri, sagre popolari.

Per allietare le feste venivano chiamati musici, cantanti, suonatori ambulanti, cantastorie, giocolieri e mangiafuoco. Nelle feste religiose si svolgevano le processioni cui partecipava anche tutto il popolo che abitava i borghi.

Le lodi si cantavano in latino e provenzale, tuttavia si parlava abitualmente in tedesco, in slavo e in friulano.

Non dimentichiamo le partite di caccia che costituivano un divertimento per tutta la corte e che consentivano di riempire le cucine di carni adatte alla cottura per gli enormi spiedi sempre in funzione.

Nel contempo, tuttavia, c’erano continue lotte per il potere. Mainardo III firmò un trattato di pace con il Patriarca Gregorio di Montelongo a Cividale, il 12 Maggio 1252. Nell’Agosto di quell’anno il Conte assediò Greifenburg, ma l’8 Settembre fu sconfitto e suo suocero catturato.

Per la liberazione dei prigionieri il Conte dovette sborsare molto danaro oltre a cedere ville e castelli.

Lapace di Lieserhofen fu pesantissima per le ambizioni del Conte che dovette dare in ostaggio persino i giovani figli. Alla morte del suocero, Mainardo III di Gorizia ereditò una grossa parte del patrimonio tirolese e potè fregiarsi anche del titolo di Mainardo I del Tirolo.

Alla Morte di Mainardo la contea passò alla vedova Adelaide perché i suoi figli erano ancora prigionieri. Dei due, Mainardo fu liberato solo il 19 Febbraio 1259, dopo circa 6 anni di prigionia, mentre il fratello fu liberato solo nel 1261.

Mainardo IV, grazie al matrimonio con Elisabetta, vedova del Re Corrado IV, ebbe 6 figli, rafforzò il proprio prestigio e diventò Principe dell’Impero.

Desideroso di consolidare la sua posizione in Carinzia e in Tirolo s’impegnò molto in azioni diplomatiche ed in investimenti economici nella valle dell’Inn. In Friuli cercò un accordo con il Patriarca Gregorio di Montelongo e nel 1260, a Cividale, firmò un trattato che prevedeva per la chiesa Aquileiese il diritto, fino alla morte del Patriarca, di tenere il castello di Cormons e quello di Monfalcone.

In cambio Mainardo ottenne di essere investito di tutti i Feudi Friulani appartenuti al padre e la liberalizzazione del fratello ancora prigioniero.