Personaggi famosi dell’antica Cividale: Paolo Diacono e Paolino d’Aquileia

Paolino d'Aquileia
Paolino d'Aquileia

Siamo agli inizi del VIII secolo, ed è un periodo molto positivo per il Ducato longobardo. Le ribellioni interne, come quella accesa dal Duca Lupo contro il Re Grimaldo, le invasioni degli Avari, le guerre con gli slavi sembrano cessare.

Anzi alcuni slavi, dediti alla pastorizia, si stanziano in modo pacifico al di qua del confine nella zona pianeggiante intorno a Cividale.

Inoltre i longobardi si convertono al cattolicesimo, ricusando l’arianesimo, e così l’ascesa al potere del duca Pemmone avviene in un clima di distensione. Tuttavia la particolare personalità di Pemmone ed il suo amore per la cultura contribuiscono ad avviare gli anni di maggior splendore per la Cividale longobarda, che conoscerà l’apogeo anche nel periodo successivo sotto la guida dei suoi figli: Rarchis e Astolfo.

Grazie a Pemmone viene fondata a Cividale una scuola di cultura latina, importante centro di riferimento accademico per i contemporanei, che accoglie tra le figure di spicco Paolo Diacono e Paolino, detto d’Aquileia, che diventerà patriarca.

Come sono i rapporti tra questi due grandi scrittori e pensatori? Non buoni.

Paolo Diacono

Paolo Diacono proviene da una nobile famiglia longobarda e nasce a Cividale. La sua formazione avviene alla corte del Re Ratchis, a Pavia. Poi diventa monaco a Montecassino, ove si trova anche subito dopo la caduta del regno longobardo ad opera di Carlo Magno, Re dei Franchi.

La fama di Paolo Diacono giunge alle orecchie di Re Carlo che lo vuole alla sua corte in Francia, ad Aquisgrana dove viene trattenuto dal 782 al 786. Il monaco alterna la vita di corte a viaggi nel regno Franco, soprattutto con lo scopo di visitare monasteri presso i  quali da il suo contributo culturale.

Paolo dedica poi gli ultimi anni della sua esistenza, trascorsi a Montecassino, alla stesura  dell’importante Historia Langobardorum. Si tratta di un’enorme opera storica, in 6 libri, che parte dallo spostamento di questo popolo dalla Scandinavia ed arriva al 744, anno della morte di Re Litutrando.

Altre opere importanti di Paolo Diacono sono: le Gesta episcoporum mettensium, la Vita Gregorii Papae e Homiliarum (una raccolta di prediche celebri dai tempi di Leone Magno a quelli di Beda), scritto molto apprezzato dal mondo ecclesiastico di allora.

Paolino d’Aquileia

Paolino d’Aquileia è conterraneo di Paolo Diacono. La sua formazione avviene probabilmente a Cividale, dove insegna grammatica. Successivamente  si sposta alla corte di Carlo Magno, ad Aquisgrada, dove incontra Paolo Diacono, ma tra i due non corre buon sangue e s’ignorano.

Carlo Magno, in segno di apprezzamento, nomina Paolino vescovo d’Aquileia , carica che il prelato mantenne dal 787 fino all’802, anno della sua morte.

La sua attività letteraria è principalmente indirizzata a tematiche teologiche e morali, come i 3 libri Contra Felicem e il Libellus Sacrosyllabus.