Gorizia napoleonica e poi ancora austriaca

Carlo X di Borbone
santuario di Castagnovizza - Carlo X di Borbone

All’inizio del 1800 in europa vi era una notevole instabilità politica dovuta alle guerre napoleoniche.

Nel 1805, con la pace di Presburgo, l’austria rinuncia a Gorizia che viene occupata dai Francesi.

Nel 1813 finisce l’amministrazione Francese, nel 1814 c’è la caduta di Napoleone e Gorizia viene restituita agli Asburgo.

Nel 1816 lo stesso imperatore d’Austria, Francesco I giunge a Gorizia.

Dopo il 1813 la popolazione goriziana accoglie con giubilo il ritorno dell’Austria perché il periodo dell’occupazione Napoleonica aveva scontentato un po’ tutti anche a causa di un aumento delle tasse.

La Contea di Gorizia viene dunque ricomposta con alcune modificazioni rispetto al passato, e cioè l’acquisizione di Aquileia, Duino, Sesana e Monfalcone.

Va ricordato che il Friuli torna all’Austria come parte del territorio chiamato Lobardo-Veneto.

Nella prima metà dell’800 per un caso fortuito la storia di Gorizia s’incrocia nuovamente con la storia di Francia. Carlo X di Borbone, nel 1830, è costretto a fuggire da Parigi a causa dei moti rivoluzionari. Per il suo esilio sceglie di rifugiarsi nel Nord Europa, in Scozia e a Praga.

Purtroppo intanto è scoppiata un’epidemia di colera che induce Re Carlo a fuggire , però, il re Borbone arriva a Gorizia già contagiato dal colera e pochi giorni dopo la sua venuta presso Palazzo Coronini, dove aveva trovato ospitalità, muore.

Palazzo Coronini Camera reCarlo X gorizia
Camera da letto di Palazzo Coronini

Il resto della corte francese, e cioè il Duca di Angouleme e la duchessa Maria Teresa, figlia di Luigi XVI e di Maria Antonietta, continuano a vivere a Gorizia, ospiti degli Strassoldo.

Sia Carlo X che gli altri insigni personaggi francesi, dopo la morte, verranno sepolti nella cripta di Castagnovizza.

Un altro importante avvenimento di tipo economico che interessa Gorizia, nella prima metà dell’800, è l’istituzione del Monte di Pietà e della Cassa di Risparmio.

Si deve al Conte Giuseppe Thurn Valsassina l’esborso dell’ingente somma di 46.000 Fiorini per l’avvio di un’attività bancaria che avrebbe dovuto contrastare la pratica dell’usura.

Gorizia, verso la metà del diaciannovesimo secolo, si trova al centro di una serie di provvedimenti economici e burocratico-istituzionali che portano la città a uno sviluppo demografico ed economico incredibile.

Nel 1850 viene approvato lo Statuto della città e viene inaugurata la Camera di Commercio.

Con lo Statuto si crea la figura del podestà, che viene eletto ma necessita della conferma imperiale. Il Consiglio Comunale composto da 24 consiglieri, eletti secondo norme che suddividono gli elettori per censo.

In campo industriale ci sono le iniziative della famiglia Ritter, di origine tedesca, che promuove una serie di opifici per la filatura e tessitura del cotone.
Nel 1857 i goriziani vengono onorati dalla visita dell’Imperatore Francesco Giuseppe e della moglie Sissi.

Francesco Giuseppe d'Asburgo e la moglie Sissi
Francesco Giuseppe d’Asburgo e la moglie Sissi

Gorizia diventa la città austriaca più vantaggiosa in relazione ai traffici commerciali con le regioni limitrofe del Friuli, del Veneto e della Lombardia. Si incrementa anche il turismo e i cittadini dell’impero considerano Gorizia la Nizza Austriaca, per i bellissimi giardini, il buon clima e lo stile di vita rilassante.

Il libro scritto dal Barone Carl von Czoernig (1804-1889) che valorizza Gorizia e la sceglie come città ideale per un sereno pensionamento favorisce il trasferimento nella città Asburgica di illustri personaggi dell’Impero. Ciò consente la realizzazione di molte ville bellissime e un afflusso di danaro che incoraggia il turismo e la creazione di strutture alberghiere.