Cramars mestiere carnico contro la miseria

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Cramars

Forse qualcuno avrà sentito parlare di Cramars, un antico e affascinante mestiere carnico, ormai estinto.

Si trattava di venditori ambulanti che valicavano a piedi i confini nazionali per recarsi in Austria, Baviera, Germania, Polonia e Ungheria per vendere spezie e stoffe, oltrepassando i confini attraverso il Passo Monte Croce Carnico o la Valle del But, ponti naturali tra il mondo mediterraneo e quello d’oltralpe. I Cramars trasportavano le merci dentro le crame o cràscigne, mobiletti in legno dotati di cassetti, dove venivano riposte le merci separate per tipologia, e trasportati sulla schiena grazie a dei spallacci. L’effetto era simile a degli zaini, il peso ovviamente era molto superiore.

Le spezie provenivano dai porti veneziani, mentre le stoffe erano direttamente prodotte dalle donne carniche in telai casalinghi.

Le prime notizie sui Cramars si hanno sin dai primi del 1600. Quello dei Cramars era un mestiere nato per trovare un’alternativa alle scarse risorse del suolo carnico, che non permetteva una grande produzione agricola.

I Cramars partivano alla fine della fienagione, con l’inizio della stagione fredda, e vagavano di paese in paese, affrontando i rigidi e lunghi inverni del nord, per rientrare solo con l’inizio dell’estate. In queste lunghe e sfibranti peregrinazioni, molti perdevano la vita a causa degli strapazzi, oppure travolti da valanghe, travolti dal crollo di ponti o fatiscenti passerelle di legno, o affogati nel tentativo di attraversare torrenti in piena, o scivolando in burroni mentre discendevano i valichi montani. Alcuni, più fortunati, riuscivano a fare fortuna e si costruirono delle belle case nel proprio paese d’origine o si trasferivano direttamente all’estero per avviare attività fisse, ottenendo apposite licenze di vendita.

Ogni Cramar batteva di anno in anno la stessa zona, conquistando la fiducia e la simpatia dei clienti, creandosi una propria affezionata clientela e tramandandosi di padre in figlio il mestiere e i segreti di questo commercio ambulante. All’estero, inoltre, trovavano una fitta rete organizzata a cui appoggiarsi in caso di bisogno.

Dei Cramars ai giorni nostri rimangono solo i segni distintivi. Nati come simboli di riconoscimento e garanzia, che venivano tramandati di generazione in generazione, diventavano il marchio distintivo della famiglia: venivano scolpiti nelle serrature degli usci o intagliati su attrezzi e mobili. Suggestivo il muro dietro l’altare della Madonna all’interno della Chiesa di Paluzza, dove sono ancora visibili numerosissimi graffiti di questi marchi, tracciati dai Cramars che prima di mettersi in viaggio, si fermavano nella chiesa per invocare protezione e assistenza.

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