Trieste segreta, Miya l’amore del Barone Pasquale Revoltella

TIMAVO
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Dopo aver studiato e ricercato minuziosamente per due anni la vita di Pasquale Revoltella e aver letto tutto quello che si poteva e non poteva leggere, come ben saprete ho deciso di scrivere il romanzo ” La leggenda del barone Pasquale Revoltella “. Nel libro però ho volutamente tralasciato di raccontare alcuni particolari avvolti nel mistero  che forse avrebbero ofuscato il grande ricordo di quest’uomo che aveva donato  alla città di Trieste tutti i suoi beni ancora oggi visitabili: PALAZZO REVOLTELLA, – VILLA REVOLTELLA E IL SUO PARCO.   Tuttavia, tenendo sempre  presente il periodo storico in cui lui è vissuto e i metodi d’ apprendimento e ricerca dell’ epoca, questa mia decisione  non sminuisce certo il fatto che lui stesso era un appassionato studioso del mondo ” esoterico “.  Quindi vi chiederete chi in realtà sia Miya ? Oppure sarebbe meglio dire cosa rappresenta questa avvolgente figura di ragazza dalla bellezza inalterata dal tempo dalle origini greche ? Che sia semplicemente la spiegazione razionale della filosofia della metempsicosi ?

pag.88 Miya sussurando si rivolse a Pasquale: ” Sento che sei disperato e che hai molto sofferto in questi anni che non ci siamo visti.  Non abbatterti però le cose attorno a noi non sono come tutti gli altri credono. Per confortarti ti voglio raccontare un pensiero che ho sentito un giorno in Grecia durante una lezione tenuta ai suoi discepoli da mio padre Pitagora, sulla Tetrakis, valenza esoterica del numero 1O simbolo mistico dell’ immortalità. Il maestro spiegava che tutti i corpi sono costituiti da una materia e un’antimateria e che erano destinati a trasferirsi con il tempo in altri esseri, per molte vite fino a raggiungere la perfezione eterna. Su questo concetto si basa il fondamento della trasmigrazione dell’ anima. Ed è proprio nel numero dieci secondo la scuola pitagorica che si racchiude il segreto del passaggio delle particelle elementari alle antiparticelle al magma del plasma e all’ antiplasma, alla terra e all’ antiterra, con la relativa velocità necessaria per la disgregazione ed io, in questo pensiero filosofico, rappresento l’ unione fra questi due mondi simbolo dell’eternità. Non essere triste quindi, perchè il nostro amore s’intreccia in un destino scritto da secoli”.

Forse sono dei concetti troppo complessi da spiegare così brevemente ma se tutto il mio romanzo attinge la sua forza sulla metempsicosi e facile comprendere come il Barone e Miya incontrano alle FOCI DEL TIMAVO ( Comune di Duino-Aurisina ) i mitici Argonauti.

Dovete sapere che qui il FIUME TIMAVO dopo aver attraversato la Slovenia e il Carso per circa 90 km fra i quali 40 km sottoterra ricompare in superfice per sfociare nel Golfo di Trieste a SAN GIOVANNI IN TUBA. Vari documenti attestano il passaggio degli argonauti guidati da Giasone di ritorno dalla Colchide dopo aver recuperato il Vello d’oro.

pag. 63 capitolo Il sogno e gli Argonauti

Pasquale aveva iniziato a parlare con Giasione chiedendogli informazioni sull’ avventuroso viaggio e sul valore simbolico che aveva il vello d’oro. Lui gli confessò che in realtà il superamento delle varie prove che avevano dovuto affrontare durante il percorso erano in verità delle tappe iniziatiche progressive che sarebbero finite solo quando avrebbero compreso il vero significato spirituale della vita.

Se volete sapere di più  … Libreria Luglio Editore Galleria Rossoni Corso Italia – TRIESTE.

Con questo terzo articolo concludo la triologia dedicata alla ” La leggenda del barone Pasquale Revoltella “