Kleine Berlin 1943, Trieste la Piccola Berlino

Kleine Berlin 1943 - Trieste la Piccola Berlino
Kleine Berlin 1943, Trieste la Piccola Berlino

Rieccomi a voi, sono Graziella Casini Nicosanti, oggi vi parlerò del mio romanzo ambientato in un contesto storico molto difficile, che vi farà conoscere il complesso delle “Gallerie della Piccola Berlino ” attualmente ancora visitabili. La vicenda viene scandita dalla vita semplice del duro lavoro delle “mlekarice” le ” donne del latte “che vivevano sull’ Altipiano Carsico e che portavano ogni giorno il latte giù in città per rifornire le più importanti famiglie Ebree. Il filo conduttore come sempre nei miei romanzi è l’ amore. Questa volta nasce fra il partigiano Sasko (nome di battaglia Lupo) e Dunja. Allora vi chiederete come mai il libro inizia nel 2015 con una giovane coppia che eredita un vecchia casa in via Fabio Severo a Trieste? Trovando sette quadri strani della prozia che nascondono un segreto ! Cosa svelarvi ancora ?

Leggete il romanzo e avrete tutte le risposte ! BUONA LETTURA ! –  IN VENDITA LIBRERIA LUGLIO EDITORE – GALLERIA ROSSONI TRIESTE


TRATTO DAL ROMANZO capitolo 1 – LA CASA DELLA PROZIA EGLE – TRIESTE 2015

L’ attenzione di Desy fu richiamata da uno strano bagliore variopinto riflesso sul pavimento creato dai raggi di sole che illuminavano la finestra realizzata completamente con vetri colorati piombati fra loro con il ferro. Una luce come nelle antiche cattedrali illuminò in quel momento un angolo ben preciso del salotto, dove su un piccolo tavolino se ne stava in bella mostra un candelabro tutto impolverato a sette braccia sistemato sotto dei quadri appesi. La ragazza nel guardare meglio i quadri e prima di staccarli dalla parete, osservò con più attenzione che la loro sistemazione sul muro era alquanto inusuale e bizzarra. Pensò che la luce sembrava voler mettere in evidenza quella specifica zona della stanza Erano sette disegni realizzati con un semplice gessetto nero, posti sotto vetro con attorno un enorme paspartù fatto di cartoncino colore avorio, incorniciati da una sottile listarella di legno. Desy, dopo questa sua riflessione staccò il primo quadro per incartarlo e girandolo con grande sorpresa vide che il retro dell’ oggetto era pieno di scritte sia in italiano che tedesco realizzate con una perfetta calligrafia d’ altri tempi. Riprodotte sopra a delle linee trasversali che si diramavano tutte iniziando da una specie di disegno che rappresentava una galleria stilizzata messa in risalto in modo più evidente. Allora lei, molto stupita da questo fatto, prese un altro quadro per verificare se anche questo presentava qualcosa d’ insolito: il cartoncino dietro era zeppo di nomi e cognomi molti dei quali sfortunatamente illeggibili perché sbiaditi dal tempo. Sempre più stupita tolse il terzo quadro, il quarto fino ad arrivare al settimo. Levati tutti li girò sotto sopra, adagiandoli in fila sui cuscini del grande divano e si accorse che …

thumbnail Kleine Berlin
Thumbnail Kleine Berlin

TRATTO DAL ROMANZO capitolo 10 – TRIESTE TRASFORMATA IN UNA PICCOLA BERLINO

Odilio Lotario Globocnik, negli anni trenta era un esponente di spicco del nazismo carinziano. Già nel 1922 entra a far parte di un’ organizzazione paramilitare di estrema destra. Poi con l’ annessione dell’ Austria al Terzo Reich, Hitler lo nomina Gauleiter di Vienna, carica dalla quale verrà in seguito sospeso con l’ accusa di sfruttare la sua posizione per arricchirsi. Nel 1939, viene richiamato e nominato da Himmler capo della SS della polizia del distretto di Lublino. In questo suo soggiorno in Polonia numerosi furono i compiti che gli affidarono come il comando dell’ operazione Aktion Reinhaedt, nome in codice dato dai nazisti al progetto di sterminio degli Ebrei in Polonia all’organizzazione delle Selbstschutz, gruppi di autodifesa costituiti dai tedeschi e delle Ostindustrie, organizzazione che gestiva l’ impegno degli Ebrei nelle fabbriche di munizioni della SS e raccoglieva i beni dei deportati. (Notizie tratte dal web Friuli Occidentale articolo di Joanna Sondel – Cedarmas Università di Cracovia). Nel 1943, viene chiamato dal vecchio amico camerata austriaco Friedrich Rainer diventato comandante supremo del Litorale Adriatico a guidare i reparti di sicurezza della zona d’operazione, ed ad organizzare delle milizie etniche collaborazioniste impegnate nella lotta antipartigiana. Globocnik trasferito a Trieste si insediò in una villa di Via Romagna, requisita all’importante famiglia Ara di origine Ebrea, esattamente quella di Angelo Ara, direttore delle Assicurazioni Generali. Qui fece costruire un passaggio segreto sotterraneo che portava dalla sua abitazione direttamente al Tribunale. L’ingresso era posto all’interno del pozzo dal quale iniziava una scala a chiocciola, in questo modo l’ ufficiale nazista poteva percorrere il tratto di strada in tranquillità e giungere anche alle gallerie del rifugio antiaereo che aveva fatto costruire non solo per lui ma anche per tutti i tedeschi che erano in quella zona operativa. (Notizie tratte dal web: L’arca di Noè). Inoltre lungo la via Fabio Severo c’erano anche alcune gallerie utilizzate come rifugi antiaerei dai civili Italiani. Ben presto tutta la zona compresa fra via Fabio Severo, Piazza Oberdan e il Palazzo di Giustizia venne denominata la ” Piccola Berlino ” . La “Kleine Berlin” ancora oggi visibile è il più esteso complesso di gallerie sotterranee, risalenti alla seconda guerra mondiale a Trieste. Data la sua conformazione collinare la città e infatti percorsa da gallerie collocate praticamente al centro della città, alla base del colle di Scorcola. Per vedere questi spazi si entra attualmente dalla via Fabio Severo 11. Due sono i settori ben distinti ma comunicanti fra loro. Una parte era stata costruita dagli Italiani che era adibita per la popolazione e l’altra costruita dai militari tedeschi, di struttura diversa adibita anche a deposito e magazzino.

Un ringraziamento speciale per le foto pubblicate sul romanzo a Maurizio Radacich – Franco Gherlizza – Lucio Mircovich

Galleria Comunale
Galleria Comunale
Ingresso via Fabio Severo
Ingresso via Fabio Severo -Trieste
KB 203
KB 203
Graziella Casini Nicosanti
Graziella Casini Nicosanti, nasce a Trieste di origini romane. Unisce le sue molteplici attitudini artistiche: ideatrice d'importati eventi d'arte e di moda, scrittrice, fotografa, studiosa di antropologia, astrologia, feng shui alle più moderne e sofisticate tendenze di marketing, creando un "mix di cultura magica globale" che coinvolge con empatia tutte le persone che la incontrano. L'obiettivo primario dei suoi scritti è quello di promuovere il territorio di Trieste con una chiave di lettura insolita, composta da dalle vibrazioni invisibili d'energia date dalle parole stesse che portano la mente del lettore oltre la realtà.