La Frite

la frite
La frite ( erbe mangerecce)

La Frite è una tipologia di nome ormai antico, quasi dimenticato perso nel lungo passaggio del tempo dal passato al presente. Il termine “la Frite”, fa parte di quelle antiche tradizioni carniche, infatti, indica l’unione di più erbe e germogli. Di solito venivano raccolti, per poterli utilizzare in cucina. Nell’insieme formano non solo un gustoso, ma addirittura un delicato contorno tutto proveniente dai sapori primaverili.

Sono primizie donate dalla natura nel momento in cui i campi rifioriscono e prendono vita. Un tempo più che cultura di erbe e germogli, rappresentavano una necessità. L’unico mezzo per garantire alimenti considerati vegetali freschi da portare in tavola. Ancor prima che l’orto rinvigorisse di prodotti.

Per la Frite quali germogli ed erbe utilizzare?

Tutto dipende dalla zona della Carnia, non tutto è uguale, man mano che cambia il paesaggio nella valle si muovono tradizioni e usanze. Per farvi comprendere l’immenso patrimonio culturale naturale che arricchisce queste terre, vi elenchiamo solo alcune delle tipiche erbe che fioriscono spontaneamente, quali:

Barba di becco (Jebe dal soreli), piantaggine (Lenghe di gjat), Pan e vin (Pan cuc – Acetosa), Silene (Sclopit), Tarassaco (Tale), Clematide (Urtiçon) Ortica dioica (Urtie) ecc.

Resta da rammentare, che la stessa identica piantina può prendere nomi diversi a seconda della zona che si attraversi.

Come preparare la Frite in cucina?

Vi proponiamo una ricetta semplice dove le piante e i germogli, lavate minuziosamente, si lasciano sgocciolare prima della cottura. Il procedimento successivo è facile. In una pentola lasciate soffriggere una cipolla in modo dolce, aggiungete le erbe, salando. Cuocete il tutto per 10 minuti circa, poi servitele come verdura cotta. Altra variabile potrebbe essere quella di arricchire con le erbe così preparate piatti di risotti e frittate.

Un’altra opzione potrebbe essere quella di lessare le piante e i germogli in pochissima acqua, cotti possono essere aggiunti all’impasto per creare gli gnocchi di ricotta oppure di patate. Possono essere utilizzate come ripieno per i tortellini, i cannelloni oppure i ravioli.