🎪 Eventi & Sagre·8 min di lettura

Feste in Friuli: il calendario che non ha mesi vuoti

Fuochi a gennaio, maschere a febbraio, medioevo d'estate, sagre d'autunno: le feste del Friuli Venezia Giulia mese per mese, e dove trovarle tutte.

Feste in Friuli: il calendario che non ha mesi vuoti - Eventi & Sagre in Friuli Venezia Giulia

Chi monta e smonta feste per mestiere lo sa prima degli altri: in Friuli non esiste il mese in cui non c'è niente da fare. Si finisce di smontare le luminarie dei presepi e bisogna già tagliare la legna per i fuochi dell'Epifania. Si sbaracca il campo medievale di agosto e arriva la telefonata per la sagra di settembre.

Per chi guarda da fuori, invece, il Friuli sembra avere due stagioni buone: l'estate del mare e l'inverno della neve. È un equivoco che costa parecchio, perché le cose più singolari di questa regione capitano fuori da quei due periodi.

Questo è il giro dell'anno come lo vive chi ci abita, con le settimane in cui vale la pena esserci.

Gennaio: la regione brucia l'anno vecchio

Fra il 5 e il 6 gennaio decine di paesi accendono il pignarûl, la catasta costruita attorno a una pertica centrale, con in cima un fantoccio che rappresenta l'anno appena finito. Il nome cambia di valle in valle: pan e vin verso Pordenone, capan nella pedemontana occidentale, e ancora foghera, fogaron, boreon. A Tarcento il fuoco dell'edizione più recente è durato dal 4 al 6 gennaio, con una fiaccolata che sale al colle guidata dal Vecchio Venerando.

Lo stesso 6 gennaio, dentro due duomi a poca distanza, si celebrano due messe che non esistono altrove: a Cividale un diacono benedice i fedeli con una spada di 109 centimetri, a Gemona il sindaco porta all'altare un tallero d'argento asburgico.

Il mese si chiude in cucina: a Martignacco il Purcit in Ostarie dura dal 30 gennaio all'8 febbraio, con le dimostrazioni di arte norcina. Nello stesso periodo, il 17, cade Sant'Antonio Abate, il santo dei fuochi e degli animali, che in Friuli ha tradizioni sue.

Febbraio e marzo: le maschere delle valli

Il carnevale friulano non ha una data fissa e non ha nemmeno un solo nome. Nelle Valli del Natisone si chiama Pust e a Montefosca porta in strada i blumari, vestiti di bianco, con tre campanacci sulla schiena e un albero di carta in testa: corrono un numero dispari di giri e la prova è non cadere mai, perché il bianco denuncia chi è caduto.

Il carnevale di Sappada si chiama Plodar Vosenòcht e si racconta in tedesco arcaico. Il carnevale di Muggia, sul golfo, ha compagnie organizzate e una tradizione veneziana. In Val Resia le te lipe bile maškire portano cappelli con più di cento fiori di carta crespa. Quattro carnevali, quattro mondi linguistici, la stessa settimana.

Marzo porta la prima grande processione dell'anno: a Gorizia, per Sant'Ilario e San Taziano, i busti dei patroni escono in corteo per dieci giorni.

Da aprile a maggio: le porte che si aprono

Aprile a Gorizia significa Festa della Contea, che nell'ultima edizione ha occupato la città dal 25 al 29. È il mese in cui il calendario si sposta verso la Pasqua, e a Erto la Sacra Rappresentazione del Venerdì Santo mette in scena la passione nel paese che porta ancora il nome del Vajont.

Maggio è il mese in cui il Friuli apre le cantine: l'ultimo fine settimana, nel Collio, i produttori aprono le porte per degustazioni e passeggiate fra i vigneti. In Carnia, intanto, è la stagione della Frite, la frittata di erbe selvatiche che si fa solo finché le erbe sono giovani.

L'estate: il medioevo esce dai castelli

Da giugno ad agosto il Friuli diventa un campo di rievocazioni storiche, e non sono pochi figuranti in costume: sono manifestazioni che occupano interi centri storici per giorni.

A giugno Tempora in Aquileia riporta la città romana nella città romana. Lo stesso mese, a Bertiolo, si celebra la Pezzata Rossa, la razza bovina friulana, mentre a Duino Aurisina Mare e Vitovska mette insieme il vino carsico e la costa. A fine giugno San Daniele del Friuli celebra il suo prosciutto, e il 24 è San Giovanni, con i fuochi e le erbe della notte più corta.

Luglio porta il Mittelfest a Cividale, il festival che mette in scena la Mitteleuropa nella città dei longobardi, e a Muggia la Malvasia in Porto.

Agosto è il mese più fitto. A Cividale il Palio di San Donato si corre dal 21 al 23, con la staffetta e la gara dell'anello: è la versione estiva della stessa città che a gennaio celebra la Messa dello Spadone, e molti figuranti sono gli stessi. A Spilimbergo la Macia rievoca l'unità di misura medievale della città, dal 13 al 16. A Gemona torna il Tempus est Jocundum, l'investitura medievale. E a Morsano al Tagliamento la Festa dell'Oca dura più di due settimane.

Settembre e ottobre: i castelli e il vento

Settembre è il mese dei tornei: la Giostra dei Castelli a Torre di Pordenone occupa il terzo fine settimana, e a Valvasone il Medioevo prende il borgo dal 3 al 6.

Ottobre ha un appuntamento che si vede dallo spazio: la seconda domenica, nel golfo di Trieste, si corre la Barcolana, la regata più partecipata al mondo, con migliaia di vele davanti a Miramare. Non è una festa di paese, ma per la città è esattamente quello.

Novembre e dicembre: i santi, i diavoli, i presepi

L'11 novembre è San Martino, e in Friuli non è una ricorrenza da calendario: a Latisana c'è la fiera con le bancarelle, a Zoppola la festa patronale. È il momento in cui si assaggia il vino nuovo e si chiude la stagione agricola.

Poi arriva dicembre, e la regione si divide in due. Il 5, in Val Canale, scendono i Krampus: figure cornute con pellicce e campanacci che percorrono le strade di Tarvisio la notte prima di San Nicolò, e a Tarvisio e Pontebba il rito ha anche il suo falò. Il resto del mese è più quieto: i mercatini di Sauris, i presepi di Sutrio scolpiti nel legno, quello di Corgnolo a Porpetto con le sue centinaia di statue.

Dove sono scritte tutte

Il problema di un calendario così non è trovarne una: è saperle tutte. Le feste friulane sono centinaia, molte le organizza una pro loco che non ha un sito, e i calendari che girano in rete restano spesso fermi a edizioni già passate.

Le abbiamo raccolte in un posto solo. La pagina che raduna le feste del Friuli Venezia Giulia regione per regione ne elenca oltre cinquanta con la scheda di ognuna, divise per famiglia: venticinque fra folklore e rievocazioni storiche, quattordici sagre ed enogastronomia, nove feste patronali, i festival, i mercatini di Natale. Ogni scheda dice dove si tiene, che cosa succede e quando si è svolta l'ultima edizione di cui si ha notizia, con la fonte accanto.

Scorrerla serve soprattutto a incontrare quelle che nessuno va a cercare, perché non si sa che esistano. A Monrupino le Nozze Carsiche celebrano un matrimonio vero con il rito tradizionale sloveno del Carso. A Mortegliano il Palio dei Turchi si corre all'anello, sorretto dalla sagoma di un turco. A Sacile la Sagra degli Osei conserva il mercato degli uccelli. A Romans d'Isonzo si rimonta un villaggio longobardo, a Palmanova si rievoca la piazzaforte in armi del 1615, a Gorizia il festival Lenghis porta in scena le sette lingue minoritarie del confine. E a Dignano la sagra del frico si tiene insieme a un raduno di Vespe, che è il genere di accostamento che qui non stupisce nessuno.

Accanto alle singole feste ci sono le pagine delle ricorrenze: che cosa si fa in Friuli a Natale, a Capodanno, all'Epifania, a Carnevale, a Pasqua e Pasquetta, a Ognissanti, per San Martino, per San Giovanni, per Sant'Antonio Abate. Sono dieci pagine, una per ogni momento dell'anno in cui la regione cambia abitudini. Il magazine che le raccoglie fa lo stesso lavoro per tutte le regioni italiane, e serve anche a capire quanto il Friuli assomigli poco al resto del paese: le maschere delle valli slovene, i riti germanici della Val Canale e le liturgie aquileiesi non hanno equivalenti altrove.

Come ci si organizza

Tre cose che vale la pena sapere prima di mettersi in macchina.

Le date si confermano sempre. Le rievocazioni storiche e le sagre seguono calendari che cambiano di anno in anno, spesso decisi dal comitato in primavera. La fonte che non sbaglia è la pro loco del paese o il comune, non il primo calendario che si trova cercando.

I borghi piccoli si riempiono. Per le feste di paese — la Macia, il Medioevo di Valvasone, la Festa dell'Oca — il parcheggio è quello che è. Chi arriva presto trova posto vicino al centro; gli altri camminano.

L'inverno vuole le scarpe giuste. I fuochi dell'Epifania si accendono su prati e colline, spesso con il ghiaccio, e le strade di accesso sono strette. Vale anche per i carnevali delle valli, che si corrono su mulattiere e sterrati.

Il resto lo decide la stagione in cui si arriva. Chi viene in gennaio vedrà cose che in agosto non esistono, e viceversa: è l'unico modo in cui questo calendario si lascia guardare per intero, cioè tornando.

💬

I commenti tornano presto

Stiamo migrando il sistema di commenti. Torneranno disponibili a breve.