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L'altare ligneo di Giovanni Martini a Mortegliano

Custodito nel Duomo di Mortegliano, l'imponente altare ligneo di Giovanni Martini del 1526 segna il passaggio dal gotico al rinascimento scultoreo in FVG.

L'altare ligneo di Giovanni Martini a Mortegliano - Arte & Cultura in Friuli Venezia Giulia

Sessanta figure scolpite distribuite su quattro registri sovrapposti, un'altezza di quasi sei metri e un sistema costruttivo basato esclusivamente su incastri a coda di rondine. Assemblato in legno di pioppo e tiglio senza l'ausilio di alcuna chiodatura metallica, l'altare maggiore di Mortegliano richiese uno sforzo finanziario imponente: per la sua realizzazione, iniziata nel 1523 e conclusa nel 1526, la comunità locale sborsò all'artista Giovanni Martini l'astronomica cifra di 1.180 ducati veneti.

Oggi l'opera è collocata all'interno del Duomo dei Santi Pietro e Paolo — edificio noto a livello nazionale per ospitare il campanile più alto d'Italia, con i suoi 113,20 metri —, precisamente nella navata laterale, nello spazio compreso tra la cappella del Sacro Cuore e l'ingresso principale. Il manufatto segna lo spartiacque definitivo tra le rigidezze del gotico d'oltralpe e l'affermazione del linguaggio rinascimentale nella scultura lignea friulana.

Dalla pittura all'intaglio: l'evoluzione della bottega udinese

Giovanni Martini (1470-1535) proveniva da una dinastia di artisti di origine carnica. Figlio del pittore Martino Mioni e nipote del maestro quattrocentesco Domenico da Tolmezzo, iniziò la propria carriera maneggiando pennelli e pigmenti. Alla morte del padre e dello zio, si trovò a dover gestire l'operosa bottega di famiglia situata a Udine. Questa necessità logistica lo spinse ad abbandonare progressivamente i dipinti su tavola per specializzarsi nell'intaglio ligneo, disciplina in cui raggiunse esiti tecnici inediti per il territorio, applicando le volumetrie della pittura veneta contemporanea alla tridimensionalità del legno.

Un manifesto teologico in risposta a Martin Lutero

La struttura dell'altare si sviluppa dal basso verso l'alto, tracciando l'intera parabola terrena e celeste della Vergine Maria. Il registro inferiore si apre con la Pietà: Maria siede ai piedi della croce con il corpo di Cristo, fiancheggiata da Maria Maddalena, San Giovanni Evangelista, le Pie Donne, Nicodemo e Giuseppe d'Arimatea. Il livello superiore ospita la Dormitio Virginis, ovvero la morte terrena della madre di Cristo, seguita nel terzo registro dall'Assunzione. Al vertice del retablo trionfa l'Incoronazione, circondata dalle tre figure della Trinità.

Questa concentrazione massiccia di temi mariani risponde a precise dinamiche storiche. L'opera prese forma negli anni immediatamente successivi alla pubblicazione delle 95 tesi di Martin Lutero (1517), testo che contestava frontalmente il culto della Vergine e dei Santi. L'altare di Mortegliano si configura così come una rigorosa difesa dogmatica e territoriale, ribadendo visivamente la dottrina cattolica. L'apparato narrativo è inquadrato in una rigida intelaiatura architettonica: ai fianchi si stagliano figure di santi entro nicchie scandite da colonnette e, sopra la cimasa coronata da un arco a tutto sesto, vigila San Paolo, antico titolare della pieve locale, affiancato dai santi cavalieri Giorgio e Martino.

Traslochi, smembramenti e ricomposizioni nel Novecento

La struttura lignea ha subito una storia conservativa accidentata. Fino a metà Ottocento dominava l'abside della vecchia chiesa di San Paolo. Con il declino strutturale dell'edificio, nel 1864 l'altare fu smontato e trasferito nella chiesa parrocchiale della Santissima Trinità; durante le rudimentali operazioni di trasporto su carri, due sculture raffiguranti angeli andarono irrimediabilmente perdute.

Agli inizi del Novecento, per finanziare il cantiere del nuovo Duomo, i fabbricieri presero in considerazione la vendita del manufatto per fare cassa. L'alienazione fu sventata e nel 1935 l'ancona lignea trovò posto dietro l'altare maggiore del nuovo complesso architettonico. Solo negli anni Ottanta un lungo intervento di restauro ha permesso di consolidare il legno compromesso e di ricollocare le statue secondo lo schema gerarchico e narrativo originale, restituendo leggibilità all'opera.

Come arrivare e dintorni

Per raggiungere Mortegliano in automobile, il percorso più rapido prevede di viaggiare sull'autostrada A23 (Palmanova-Tarvisio) fino all'uscita di Udine Sud. Imboccando la Strada Regionale 353 (SR353) e procedendo in linea retta verso sud per 15 chilometri, si arriva direttamente al centro del paese. In alternativa, arrivando dall'autostrada A4 Torino-Trieste, si può uscire al casello di Palmanova e immettersi sulla SR252 in direzione ovest.

Il territorio limitrofo ospita due capisaldi dell'architettura regionale. A 12 chilometri verso est si entra nel perimetro difensivo di Palmanova, fortezza veneziana fondata nel 1593 e nota per la sua intatta pianta a stella a nove punte. Procedendo verso ovest per una quindicina di chilometri si raggiunge invece Passariano di Codroipo, dove sorge Villa Manin, l'imponente residenza dogale di campagna in cui Napoleone Bonaparte firmò il Trattato di Campoformido nel 1797.

Coordinate: 45.9442, 13.1706

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