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Il Pust: riti e maschere delle Valli del Natisone

Guida al Pust, il carnevale delle Valli del Natisone: dai Blumarji di Montefosca alle maschere di Rodda e Mersino. Tradizioni e simbolismi slavo-locali.

Il Pust: riti e maschere delle Valli del Natisone - Eventi & Sagre in Friuli Venezia Giulia

Nelle Valli del Natisone (Nediške doline), il Carnevale è identificato dal termine sloveno Pust. Più che una ricorrenza ludica, il Pust rappresenta un complesso rito di espulsione dell'inverno e propiziazione del ciclo agricolo, basato sulla contrapposizione tra il caos e la quiete. Storicamente, la fine del carnevale coincideva con la purificazione domestica: l'imbiancatura delle cucine annerite dai fogolârs segnava il passaggio netto verso il nuovo anno agrario.

Morfologia e comportamento dei Pustje

La maschera centrale è il Pust, un figurante ricoperto da frange multicolori di carta o stoffa che nascondono pesanti campanacci in bronzo. I Pustje agiscono in gruppi, muovendosi con passi ritmici per produrre un frastuono costante, funzionale al risveglio della terra. Elemento distintivo della loro attrezzatura sono le Kliešče, tenaglie estensibili in legno utilizzate per interagire in modo dirompente con l'ambiente urbano: spostare arredi esterni, sottrarre calzature o scompaginare la disposizione degli oggetti nei cortili.

Tipologie e varianti locali del Pust

Ogni frazione delle Valli conserva varianti specifiche delle maschere, documentando una frammentazione rituale che riflette l'isolamento storico dei singoli borghi:

  • Rodda: Il corteo è aperto dalla contrapposizione dualistica tra l'Arcangelo Michele e il Diavolo (Hudič). Quest'ultimo, incatenato e armato di forca, simboleggia la forza distruttiva e imprevedibile che attenta all'ordine comunitario.
  • Mersino: Prevalgono i travestimenti zoomorfi. Le figure del Gallo e della Gallina giganti, pur mantenendo la copertura a frange dei Pustje, richiamano la simbologia della fertilità avicola.
  • Montefosca e i Blumarji: Il rito assume qui un carattere di iniziazione. I Blumarji, giovani vestiti di bianco con alti copricapi fioriti e bastoni, devono correre intorno al paese per un numero di giri pari ai partecipanti (rigorosamente in numero dispari). Il bastone percosso al suolo funge da stimolo per la rinascita vegetativa.
  • Stregna e Montemaggiore: A Stregna si utilizzano maschere facciali in latta e compare il Pustiak, spirito maligno dai colori complementari. A Montemaggiore sfilano Te liepe (le belle), caratterizzate da ampi cappelli ornati da centinaia di fiori di carta velina.

La questua e la sfilata di fondovalle

Il meccanismo operativo del Pust è la questua casa per casa. Il corteo, accompagnato dalla fisarmonica diatonica, porta il caos cerimoniale all'interno delle proprietà private in cambio di offerte in cibo o bevande. Questo scambio sancisce il rafforzamento dei legami di vicinato. Per un'osservazione comparativa di tutte le tipologie mascherate, la sfilata collettiva di San Pietro al Natisone rappresenta il momento di sintesi in cui i gruppi dei diversi comuni (Savogna, Grimacco, Drenchia, Stregna, Pulfero) convergono lungo la direttrice principale della valle.

Come arrivare e dintorni

Le Valli del Natisone sono raggiungibili percorrendo la SS54 del Friuli da Udine in direzione Cividale del Friuli, proseguendo poi verso San Pietro al Natisone. Le frazioni montane come Montefosca o Montemaggiore richiedono l'utilizzo di viabilità provinciale secondaria caratterizzata da pendenze significative. Il territorio è limitrofo alla Slovenia (valichi di Stupizza e Polava) e offre siti di rilievo storico come la Grotta di San Giovanni d'Antro e il Santuario di Castelmonte. La zona è inoltre nota per la produzione della Gubana, il dolce tipico delle festività locali a base di pasta lievitata e frutta secca.

Coordinate: 46.128452, 13.486124

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