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Francesco Chiarottini: Affreschi a Cividale

Il pittore e scenografo Francesco Chiarottini impreziosì i palazzi nobiliari di Cividale del Friuli con illusioni prospettiche e rovine neoclassiche.

Francesco Chiarottini: Affreschi a Cividale - Arte & Cultura in Friuli Venezia Giulia

Rimasto orfano in giovane età, il cividalese Francesco Chiarottini (1748-1796) trovò la sua affermazione pittorica allontanandosi dalla provincia friulana per formarsi nei cantieri di Venezia e Roma, prima di rientrare in patria e trasformare i saloni nobiliari in veri e propri set teatrali bidimensionali. Protetto dai Conti Pontotti, che per primi ne intuirono il talento, l'artista divenne il massimo esponente della pittura e della scenografia del Settecento a Cividale del Friuli.

Dalla bottega veneziana ai circoli romani

Il percorso di Chiarottini prese le distanze dalle committenze strettamente locali grazie al trasferimento a Venezia. In laguna studiò sotto la guida di Girolamo Mengozzi Colonna, Domenico Maggiotto e Jacopo Guarana, sviluppando una netta predilezione per le vedute prospettiche e l'impianto scenografico. Prese a modello le architetture dipinte di Pietro Gaspari, Antonio Visentini e Francesco Battaglioli, tutti debitori della lezione spaziale del Canaletto e di Marco Ricci.

Nel 1780 il pittore si recò a Roma, dove strinse amicizia con lo scultore Antonio Canova. L'ambiente romano gli permise di assimilare l'estetica delle rovine e del capriccio architettonico, analizzando da vicino le opere di Giovanni Paolo Pannini, Giambattista Piranesi e del francese Hubert Robert. I successi professionali furono rapidi: tra il 1787 e il 1788 si affermò nella capitale pontificia come scenografo teatrale, realizzando allestimenti di tale impatto da essere riprodotti in raccolte di incisioni. Divenuto membro delle accademie di Firenze e Bologna, nel 1795 ricevette persino un formale invito dalla corte imperiale di Russia.

I teatri dipinti nelle dimore friulane

Una grave malattia gli impedì di raggiungere San Pietroburgo, costringendolo a rientrare in Friuli fin dal 1788. Nonostante il declino fisico, negli ultimi anni di vita produsse intensi cicli decorativi a Udine, Gorizia, Tolmezzo e Buttrio.

A Cividale, l'artista lasciò il suo testamento visivo intervenendo su diversi edifici privati di rilievo, lavorando all'interno di Palazzo de Puppi, Palazzo de Portis e Villa Foramitti-Moro. Il vertice della sua produzione locale coincide con il ciclo di affreschi del salone di Palazzo Pontotti-Brosadola. In questo spazio, Chiarottini sfruttò le sue competenze di scenografo per sfondare visivamente le pareti della stanza, dipingendo finte architetture, colonne trompe-l'Å“il e ampie vedute su paesaggi esotici, alterando drasticamente la percezione volumetrica dell'ambiente.

Il lascito grafico a Udine

La parabola di Chiarottini si interruppe nel 1796, con la morte sopraggiunta a soli quarantotto anni. Oltre ai grandi cicli ad affresco, l'artista ha lasciato una rigorosa produzione grafica. Spiccano i 38 disegni a seppia, originariamente custoditi nel Palazzo de Puppi di Cividale e oggi integrati nelle collezioni del Gabinetto Disegni e Stampe dei Civici Musei del Castello di Udine, fondamentali per studiare il suo metodo progettuale.

Come arrivare e dintorni

Per raggiungere Cividale del Friuli in automobile, è necessario percorrere l'autostrada A23 Palmanova-Tarvisio, uscire al casello di Udine Sud e immettersi sulla tangenziale in direzione est. Da qui, si imbocca la Strada Statale 54 (SS54) del Friuli che conduce in linea retta all'ingresso della cittadina. A pochi chilometri a est si trova San Pietro al Natisone, baricentro geografico e culturale per esplorare le Valli del Natisone, mentre a sud si incontra il comune di Prepotto, territorio agricolo noto per la coltivazione del vitigno autoctono Schioppettino.

Coordinate: 46.0943, 13.4326

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