La leggenda del Ponte del Diavolo – Cividale del Friuli

ponte del diavolo leggenda
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Si racconta che nel Medioevo la popolazione di Cividale fosse molto preoccupata perchè nessun architetto riusciva a costruire un ponte che congiungesse le due sponde opposte del Natisone.

Un tale borgomastro, di cui si è perso il nome, ad un certo punto borbottò ” … se riuscissi a costruire questo ponte darei l’anima al diavolo” ed ecco spuntare il diavolo in persona con una bella proposta. “volete il vostro ponte bello e fatto per domani? lo farò io, ma voglio che la prima anima che passa su questo ponte sia mia”. Il patto fu fatto, firmato e sigillato. Mentre il diavolo, sicuro di sè, sprofondava nel suo regno sotterraneo per organizzare la mastodontica impresa, il borgomastro con un sorrisetto si fregava le mani assaporando una certa idea.

La notte fu tremenda: tuoni, fulmini, parolacce e risate agghiaccianti. Poi la città tremò per un gran tonfo: la madre del diavolo aveva gettato nel mezzo del fiume un enorme masso, trasportato nel suo grembiule.

Finalmente all’alba, nel silenzio, tutti i cividalesi si affacciarono alle finestre e sbucarono da ogni angolo per vedere cos’era successo. meraviglia! il ponte si ergeva bello e forte al di là di ogni aspettativa, ma sull’altra riva un essere nero, peloso, con le corna aspettava già con un sacco aperto la prima anima.

A quel punto tutte le campane delle chiese cominciarono a suonare. A quelle del Duomo seguivano quelle di San Francesco, poi di San Martino, di San Domenico e di tutte le altre chiese.

Dal duomo intanto erano usciti Prelati e Chierici assieme all’Esorcista, seguiti in processione dal popolo che cantava, inni sacri. Questa folla si era fermata all’inizio del ponte e stava ad aspettare con il fiato sospeso.

Ecco, in un batter d’occhio, saltar fuori qualcosa di irsuto e peloso che attraversando il ponte fini nel sacco del Diavolo. Era un gatto. Il Diavolo in preda alla collera per lo smacco avrebbe voluto distruggere il ponte che però era stato benedetto con l’Acqua Santa. Impotente, allora, Satana se la svignò ed andò a buttarsi nell’inferno da un luogo lontano, dietro Castelmonte, che ancor oggi è detto “Buco del Diavolo”.

Leggenda tratta dalla guida storico artistica di Cividale di G.Marloni e c.Mutinelli (1958)