Porta romana e Porta Brossana – Cividale del Friuli

Porta romana a Cividale del Friuli
porta romana

Procedendo lungo Via Monastero Maggiore, superata a sinistra la casa artigiana medievale – detta anche dell’orefice – si giunge alla porta cosiddetta “romana”, la prima che conduce all’interno di Borgo Brossana.

La prima cinta muraria

La porta “romana” viene chiamata così perché, nonostante le numerose modifiche che subì nel corso sta porta dei secoli, nell’impianto rimane la porta orientale della prima (e più antica) cinta muraria di Forum Iulii, quando la città era ancora solo un piccolo insediamento di coloni romani: le mura si estendevano dalla sponda destra del Natisone e sud-est fino a metà dell’attuale piazza Paolo Diacono a nord, mentre a ovest comprendevano l’attuale convitto Paolo Diacono. Questa cinta muraria fu abbattuta durante il periodo della Pax Augustea(ossia il I secolo dC) per lasciare che l’insediamento si sviluppasse verso nord-ovest.

Porta Romana

La costruzione della porta romana può assomigliare ad una specie di torre a quattro piani, il primo dei quali è però interamente occupato da una notevole e ampia apertura ad arco a tutto sesto, incorniciata in pietra.

Ai piani superiori si giunge per mezzo dell’edificio adiacente, a nord, che venne costruito molto tempo dopo (attorno al XVIII secolo, periodo in cui vennero di fatto eretti questi tre piani sostenuti dal grande arco). Le finestre di questi piani non sono regolari: tranne la forma rettangolare, non condividono niente: dimensioni, proporzioni, nemmeno l’orientamento. Sono comunque tutte incorniciate con delle architravi in pietra lavorata.

La seconda cinta muraria

A causa delle minacce delle invasioni dei popoli germanici (come i Quadi o i Marcomanni) del 167, l’anno successivo si rivelò necessario costruire una nuova cerchia muraria per proteggere Cividale del Friuli. Ma la città nel frattempo si era estesa verso nord-ovest – a sud-est c’era infatti il Natisone che limitava le possibilità – dunque la seconda cerchia di mura arrivava fino alla porta di Borgo San Pietro (in seguito denominata “Arsenale Veneto”) a ovest, e alla chiesa di San Silvestro e Valentino a nord. Queste mura, dallo spessore di circa 2,50 metri, probabilmente furono iniziate nel 168 e completate qualche anno più tardi.

Porta Brossana

Questa porta corrisponde alla porta orientale della seconda cinta muraria, ed è più elaborata di quella romana. La facciata occidentale – rivolta verso il centro della città – è dotata, al piano terra, di tre archi in mattoni a sesto ribassato: al primo piano di due aperture ad arco a tutto sesto incorniciate in cotto e una bifora con colonnine in pietra; al secondo piano, di altre due aperture a sesto acuto, ma incorniciate con mattoni a vista.

A est invece la facciata è costruita in ciottoli, pietre squadrate e mattoni. Il piano terra è dominato dall’arco a tutto sesto che consente il passaggio; al primo piano si trova una bifora con colonnine in pietra, al secondo delle aperture a sesto ribassato.

Porta Brossana è anche chiamata Porta Patriarcale: dopo l’invasione degli Avari che devastarono Cividale nel 610, di Forum Iulii rimasero in piedi praticamente solo le mura di cinta; i Longobardi, che poco dopo si insediarono nella città, si concentrarono prevalentemente nella zona orientale – in corrispondenza, dunque, di Borgo Brossana – perché più strategicamente difendibile.