Castello di Villalta: cenni storici

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castello di Villalta
Il castello di Villalta (Ud)

Il castello di Villalta è situato in una zona centrale del Friuli Venezia Giulia, il cui paesaggio collinare è stato modellato da un antico ghiacciaio alimentato dai fiumi Tagliamento e Fella. Questo ghiacciaio, nei suoi spostamenti verso la valle, trasportava enormi quantità di detriti. All’epoca del suo ritiro, che risale a circa 20 mila anni fa, si sono formati gli attuali rilievi montagnosi che costituiscono il fascino delle colline moreniche friulane. Esse sono disposte secondo archi che ricordano la forma di un anfiteatro, da cui il nome di anfiteatro morenico.

In questa zona, oltre al castello di Villalta, si trovano il castello di Fagagna ridotto a rovina, quello di Colloredo di Montalbano e quello di Cassacco.

Vale la pena di seguire un itinerario tra i colli per visitare queste affascinanti costruzioni che ci riportano alla storia medievale del Friuli ed alle sue tormentate lotte tra i feudatari, soprattutto nell’epoca in cui le nobili famiglie appartenevano o alla fazione guelfa o a quella ghibellina.

Il castello di Villalta, per la sua splendida posizione e per lo stato di conservazione, resta uno dei più importanti manieri della regione. Per una visita è opportuno prenotarsi, dopo aver consultato il sito www.castellodivillalta.it, perché la costruzione non è aperta al pubblico.

Il complesso ha un impianto medievale costituito da torri, mastio, camminamento di ronda. La famiglia dei Villalta, nella persona di Heinricus, viene citata in un documento del XII secolo come proprietaria. I nobili di Villalta costituivano un ramo della nota famiglia di Caporiacco, di parte ghibellina. Nel ‘300 il mastio fu distrutto e ricostruito a causa delle lotte feudali. Nel ‘500 subentrarono nella proprietà i potenti Della Torre, che avevano dato al patriarcato di Aquileia ben tre presuli. All’epoca il castello subì un’importante restauro conservativo e venne arricchito dall’ala rinascimentale. Al castello di Villalta viene anche attribuita la presenza di un fantasma: si tratta di una giovane nobildonna rapita prima del matrimonio che si aggira sconsolata tra le stanze.

Anche questa costruzione, nel 1511, in occasione della nota rivolta contadina, fu assalita dall’armata dei villici, sostenuti da Antonio Savorgnan che, in un primo tempo, era schierato, con l’appoggio tacito di Venezia, contro i nobili feudatari che difendevano i loro privilegi medievali; in un secondo momento era passato all’Austria e si era rifugiato a Villach (Austria). Qui era stato raggiunto dai sicari della Serenissima che mal aveva digerito il tradimento ed aveva deciso di farlo uccidere.

All’interno del castello vi sono dei saloni affrescati: il salone dei patriarchi, la sala del Tasso, il salone imperiale e la sala degli alberi genealogici. Inoltre la cucina, che riflette il tipico stile friulano, ha ispirato lo scrittore Ippolito Nievo nel suo racconto sull’immaginario castello di Fratta.

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