Le vacanze pasquali rinviate e la perdita del tempo sacro dei riti di Pasqua

risurrezione di Gesù
La Resurrezione dipinto di Piero della Francesca

Chi si occupa di turismo pasquale in epoca di pandemia da Coronavirus si sente bloccato.

La selezione dei luoghi del Friuli Venezia Giulia che nel periodo pasquale rappresentano un’attrattiva per le caratteristiche paesaggistiche, storiche, naturalistiche non sta procedendo come ogni anno in questa stagione. Lo stesso vale per la proposta di itinerari enogastronomici. Infatti la nostra regione, ricca di un’interessante tradizione culinaria e di terreni adatti alla produzione di vini profumati, mantiene tutti i luoghi di ristorazione chiusi, per evitare il contagio. Pensare che siamo vicini a Pasqua e non sappiamo cosa fare.

Non può essere incoraggiato neppure il turismo locale, né i ciclisti amatoriali, che pure troverebbero la possibilità di imboccare sentieri tra le colline e la pianura. Pensiamo a quel bellissimo itinerario che, partendo da Cividale del Friuli, tocca Ipplis, Buttrio, Manzano, giù fino a Gorizia, e poi verso Trieste, con a fianco, per alcuni tratti, il Carso. Che volata in una bella giornata di primavera con in faccia un bel venticello ed un paesaggio variegato, tappezzato in parte di vigneti, che ti entra nel cuore! Via via spuntano campanili, s’intravedono castelli, ville antiche, e poi la sorpresa di un mare azzurro come non ce ne sono. Se si è a Trieste non è possibile non arrivare in bici fino al Castello di Miramare, scelto da Massimiliano d’Asburgo per la moglie Carlotta. Dicono che la poverina, perso il suo sposo in Messico, si aggirasse pazza e disperata fra le stanze, con sospiri che ancora si sentono. Ed il dolore è diventato leggenda.

Oggi l’emergenza Coronavirus vuole tutti a casa: automobilisti, ciclisti, pedoni e così la Pasqua come festa collettiva è bloccata.

Per tradizione la festa pasquale del Friuli Venezia Giulia richiamava anche un turismo interessato alle Sacre Rappresentazioni. Tra queste è nota la rappresentazione della Passione di Cristo , che si svolgeva Venerdì e Sabato Santo sulle colline di Ciconicco di Fagagna con personaggi in costume storico. Gli allestimenti scenici si adattavano a tematiche sacre, ripensate anche in chiave moderna.

Pasqua è una festa molto importante per la comunità cristiana ed assume un forte significato simbolico, ancor prima, per il popolo ebraico. Essa ricorda l’uscita degli ebrei dalla schiavitù dell’Egitto. Per il Cristianesimo la Pasqua è la risurrezione di Gesù dalla morte e passaggio ad una nuova alleanza con il Padre.

La Via Crucis della Sacra Rappresentazione riprende i temi della sofferenza di Gesù: l’arresto, la condanna a morte, la salita al calvario, il tradimento dei discepoli. Il sabato sera i fedeli si riuniscono per invocare il rinnovo della promessa di resurrezione. Prima della mezzanotte la chiesa resta al buio per evocare l’oscurità della morte di Cristo. Davanti alla chiesa il sacerdote accende un fuoco con cui poi si accendono sia il cero pasquale che le candele tenute in mano dai fedeli. A questo punto si dà il via alla processione del celebrante e dei fedeli che pongono le candele entro la chiesa, a fianco dell’altare. A mezzanotte c’è la rinascita, le luci si riaccendono e le campane suonano a festa. Il sacerdote celebra la messa, simbolo di rinascita e trionfo della vita sulla morte.

Il Lunedì dell’Angelo, cioè Pasquetta, è riservato alle uscite sui prati, per una colazione sull’erba che consente di godere la mite temperatura stagionale. Tra i panini farciti, le torte salate e gli arrosti affettati non potranno mancare le uova sode, dipinte secondo la tradizione, che si avvale di particolari erbe, le quali, legate alle uova, rilasciano in bollitura colori vivaci. Naturalmente esistono anche le più moderne calcomanie.

Le uova stesse sono simbolo di nuova vita e di un mondo capace di rigenerarsi dopo i rigori della stagione invernale.

Purtroppo l’isolamento della popolazione per la pandemia e la mancanza di contatto partecipativo fra le persone rendono quest’anno la Pasqua obsoleta. Ci si accorge come il nostro mondo, che davamo per scontato, si sia trasformato in un contesto silenzioso e fermo, per il quale si attende la ripartenza, la Resurrezione, ovvero la Pasqua.

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