La genesi del castello di Colloredo di Monte Albano risale al 1302, quando il patriarca Ottobono de' Razzi concesse a Guglielmo di Waldsee, visdomino di Venzone, l'autorizzazione a edificare un castrum su un rilievo collinare strategico. Nato come struttura difensiva, il complesso si è evoluto nei secoli in una residenza signorile di tipo castellano, diventando celebre nel XIX secolo come dimora dello scrittore Ippolito Nievo, che tra queste mura compose Le Confessioni d'un italiano.
Il Mastio e la stratificazione difensiva
Il mastio, nucleo originario situato sulla sommità del colle, ha subito danni strutturali gravissimi durante il sisma del 1976. Architettonicamente, la sezione basamentale presentava murature in pietre grossolanamente squadrate a faccia vista, tipiche delle fortificazioni pre-moderne antecedenti all'introduzione del muro a scarpa. Tra il XIV e il XVI secolo, il mastio fu integrato in un sistema difensivo più ampio, protetto da una duplice cerchia di fossati e mura perimetrali dotate di cammini di ronda e feritoie. Gli appartamenti interni ospitavano sale d'armi e alloggi per gli armigeri, decorati nell'Ottocento con scene di battaglie napoleoniche, oggi in gran parte perdute o oggetto di restauro.
L'Ala Ovest e le grottesche di Giovanni da Udine
L'ala Ovest rappresenta la fase di transizione verso il palazzo residenziale. Ricostruita dopo il 1976, ospita uno dei tesori artistici più rilevanti del Friuli: lo studio decorato da Giovanni da Udine nella prima metà del Cinquecento. Allievo di Raffaello, l'artista introdusse qui lo stile delle "grottesche", recuperato dagli scavi della Domus Aurea. Sebbene il sisma abbia polverizzato gran parte delle decorazioni, i frammenti superstiti sono stati ricollocati nella sede originaria. L'ala presenta una regolarità geometrica tipica del tardo Rinascimento, con allineamenti simmetrici delle bucature e appartamenti a sviluppo orizzontale.
Il Corpo di Guardia e l'Ala Nievo
Il cosiddetto Corpo di Guardia è stato ampliato nel XVII secolo con l'aggiunta di una scala monumentale e della cappella dedicata a San Carlo Borromeo. Quest'ultima è rilevante per la porta in legno scolpito, considerata tra le massime espressioni della scultura lignea friulana del Seicento. Il castello comprende inoltre la "Torre Porta", anticamente dotata di ponte levatoio e meccanismi di sollevamento, e la "Casa Rossa", edificio ad uso logistico-abitativo con murature di spessore ridotto, testimonianza dell'epoca in cui la funzione difensiva del sito era ormai decaduta.
L'Ala Est e le strutture medievali superstiti
L'ala Est conserva le tracce più evidenti dell'impianto medievale sopravvissute alle trasformazioni barocche e ai crolli orogenetici. Sebbene la destinazione d'uso originaria oscilli tra la residenza minore e la produzione agricola (magazzini e cantine), le tecniche costruttive delle murature esterne indicano una continuità stilistica con le prime fasi di espansione del castello.
Come arrivare e dintorni
Il castello di Colloredo di Monte Albano si raggiunge percorrendo l'autostrada A23 (Palmanova-Tarvisio) fino all'uscita di Udine Nord, proseguendo poi lungo la SP10 e seguendo le indicazioni per Colloredo. In alternativa, per chi proviene da ovest, è possibile utilizzare la SS464 che collega Spilimbergo a Udine. Il castello è inserito nel distretto dei "Castelli di Arcane" e della "Comunità Collinare del Friuli". Nelle immediate vicinanze si trovano i borghi di Fagagna, noto per l'oasi delle cicogne e il castello di Villalta, e San Daniele del Friuli, rilevante per il Duomo di San Michele Arcangelo e la storica Biblioteca Guarneriana, la più antica del Friuli.
Coordinate: 46.165463, 13.136815
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