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Miniera del Predil: mille anni di storia tra piombo e zinco

Dal Medioevo al 1991: la storia della miniera di Raibl a Cave del Predil, una delle più grandi d'Europa. Come visitarla oggi nel Parco Geominerario.

Miniera del Predil: mille anni di storia tra piombo e zinco - Storia in Friuli Venezia Giulia

Ci sono montagne che si guardano. E montagne che si scavano. Il Monte Re, sopra il piccolo paese di Cave del Predil a dieci chilometri da Tarvisio, appartiene alla seconda categoria da almeno mille anni. Forse di più. La sua roccia custodisce uno dei giacimenti di piombo e zinco più ricchi e longevi d'Europa — un tesoro minerale che ha plasmato il destino di un intero paese, chiamato con due nomi diversi a seconda di chi parlava: Raibl per i tedeschi e gli austriaci, Cave del Predil per gli italiani. Il nome italiano dice tutto: questo posto esiste perché c'è la miniera. E quando la miniera chiude, nel 1991, il paese-azienda di Cave del Predil deve reimparare a esistere.

Origini preromane e il primo documento scritto

Si pensa che il giacimento fosse conosciuto già in epoca preromana. Gli scheletri ritrovati in alcune gallerie alte circa un metro sono stati ricondotti agli antichi veneti: uomini di piccola statura, specializzati nell'arte mineraria, che si introducevano nei bassi cunicoli trascinando i materiali con una slitta legata al piede.

Il primo documento scritto che menziona il giacimento risale al 1007, anno in cui il Vescovo di Bamberga prese possesso dei territori che comprendevano la zona di Tarvisio. Nel 1320 il Re Federico il Bello degli Asburgo concesse a un gruppo di minatori l'utilizzo della miniera. Nel 1456 i tarvisiani ne chiedevano formalmente l'accesso al vescovo. E nel 1478 il villaggio di Raibl veniva distrutto dai Turchi in una delle loro scorrerie verso ovest — dettaglio che ricorda quanto questo angolo delle Alpi orientali fosse nel Quattrocento una frontiera viva e pericolosa.

Intorno al 1500 i titolari delle concessioni estrattive erano detti i "padroncini", con alle dipendenze un numero considerevole di operai. L'attività continuò con fasi alterne per secoli.

Il Settecento, gli Asburgo e la modernizzazione

Il vero salto di scala avvenne quando parte del giacimento passò sotto la direzione governativa di Vienna, verso la fine del Settecento. Nel 1871 la componente privata fu acquistata dai conti Henkel-Donnersmark, importante famiglia industriale della Slesia.

A fine Ottocento il giacimento acquistò importanza decisiva grazie all'autorizzazione a scavare a livelli inferiori rispetto a quelli originali. A Muda fu realizzata la prima centrale idrica per alimentare gli impianti minerari — e il villaggio di Raibl fu tra i primi dell'intera regione a sfruttare la luce elettrica. Nel 1883 gli abitanti di Cave erano 479; molti minatori provenienti da Bretto, Plezzo (oggi Bovec, in Slovenia) e Caporetto (Kobarid) facevano i pendolari, non trovando alloggio in paese.

Dal passaggio all'Italia alla Seconda Guerra Mondiale

Dopo la Prima Guerra Mondiale la miniera passò all'Italia e lo Stato la affidò in gestione alla Società Mineraria del Predil. Si avviò un piano di modernizzazione: fu costruita una teleferica per il trasporto del materiale fino alla stazione ferroviaria di Tarvisio. Dal 1931 al 1933 la miniera fu chiusa per scarsa redditività; nel 1933 lo Stato rinnovò la concessione fino al 1963.

Divenne allora direttore l'ingegner Nogara, figura determinante per il futuro del paese. Oltre a migliorare i processi estrattivi — introducendo tecniche di concentrazione del minerale con rese molto più elevate — Nogara promosse un ambizioso piano edilizio che trasformò Cave del Predil in un vero e proprio villaggio aziendale: mensa, foresteria, alloggi operai, servizi collettivi.

Durante la Seconda Guerra Mondiale la miniera visse una fase convulsa. Nogara assunse in miniera numerosi soldati sbandati facendoli passare per operai — una copertura che costò all'azienda le ritorsioni dei tedeschi contro i dirigenti sospetti, e i sabotaggi degli slavi contro le strutture. Con l'arrivo delle truppe alleate nel 1945 la situazione si normalizzò.

Il dopoguerra: la grande stagione estrattiva

Nel secondo dopoguerra la miniera fu completamente rinnovata. Nel 1956 la Società Mineraria del Predil fu rilevata dalla Società Pertusola; nel 1963 subentrò la Società Ammi Spa. Furono questi gli anni di massima produzione: nel 1970 erano impiegati 600 operai.

La vecchia miniera era composta da una rete di 120 km di gallerie distribuite su 19 livelli, con una profondità di 520 metri. Una delle gallerie — quella di Bretto — è passata alla storia per un'altra ragione: durante la Prima Guerra Mondiale fu utilizzata dagli austro-ungarici per far transitare centinaia di migliaia di soldati verso Caporetto senza essere visti dal nemico. La prima volta che un confine di Stato fu tracciato sottoterra.

Dal 1977 l'ENI si occupò del settore minerario; nel 1979 delegò la gestione alla Società Samim. La convenzione fu prorogata fino al 30 giugno 1991, quando ENI e la Regione Autonoma FVG dichiararono congiuntamente l'improduttività e la non convenienza estrattiva della miniera. La chiusura fu definitiva.

Il Parco Internazionale Geominerario di Raibl: come visitarlo oggi

Il Parco Internazionale Geominerario di Raibl si trova a Cave del Predil, a 900 metri sul livello del mare, tra il Monte Re, il Monte Cinque Punte e il Lago di Raibl, circondato da boschi di faggio e abete rosso. Parte delle gallerie è stata messa in sicurezza e aperta al pubblico come ecomuseo.

La visita guidata prevede l'utilizzo di un trenino a trazione elettrica oppure a piedi e dura circa un'ora. Le partenze per la miniera sono alle 9.45, 10.45, 11.45, 14.45, 15.45 e 16.45. All'interno la temperatura è costante a 6 gradi con umidità del 98%: indispensabili scarpe chiuse e un abbigliamento pesante anche d'estate.

Ingresso miniera + Museo della Tradizione Mineraria: intero 15 €, ridotto 10 €. Ingresso miniera + entrambi i musei (minerario e storico militare): intero 18 €, ridotto 12 €. Ingresso gratuito per bambini sotto i 12 anni accompagnati da un adulto pagante della stessa famiglia.

Orari: Orario estivo (1 maggio – 30 settembre): tutti i giorni, dalle 9.30 alle 13.00 e dalle 14.30 alle 18.30. Orario invernale (1 ottobre – 30 aprile): sabato, domenica, giorni festivi, dal 26 dicembre al 6 gennaio e durante la settimana di Pasqua, dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 14.00 alle 17.30. Nei giorni di chiusura sono possibili visite su prenotazione.

Contatti: Largo Mazzini 7, Cave del Predil, 33018 Tarvisio (UD) Tel. +39 0428 876536 Email: [email protected] Sito: www.museitarvisio.it

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