La rievocazione storica "Tempora in Aquileia" ricostruisce il momento di transizione tra la presenza delle popolazioni celtiche autoctone e l'insediamento della colonia romana di diritto latino, avvenuto nel 181 a.C. per decisione del Senato romano. L'evento si distacca dalle narrazioni imperiali tardive per focalizzarsi sulla struttura sociale e militare della Repubblica, documentando la coesistenza e lo scontro tra la cultura mediterranea dei legionari e quella continentale dei Galli Carni.
Il culto di Beleno e il rito del fuoco
L'inaugurazione della manifestazione avviene con l'accensione del fuoco di Beleno presso l'accampamento celtico. Beleno, divinità solare di primaria importanza per i popoli indoeuropei dell'arco alpino, rappresenta la luce e la rigenerazione. Nel contesto aquileiese, il culto rimase così radicato che, in epoca imperiale, venne assimilato ad Apollo. La rievocazione ripropone il dialogo tra le delegazioni romane e i capi tribù locali, ripercorrendo i passaggi diplomatici e religiosi che precedettero la definitiva sottomissione del territorio.
Archeologia sperimentale: accampamenti e mercati
La struttura della rievocazione si divide in settori logistici basati sulla topografia archeologica della città:
- Area Celtica (Fondo Cal): Ricostruzione di capanne, officine per la lavorazione dei metalli e aree destinate alla cavalleria celtica.
- Area Romana (Fondo Pasqualis): Allestimento del castrum della Legio I Italica, con dimostrazioni di tattica manipolare, addestramento dei legionari e vita nelle tende.
- Mercato e Commercio (Via Popone e Via dei Patriarchi): Ricostruzione di un mercato repubblicano focalizzato su spezie, tessuti tinti con sostanze naturali e laboratori di mosaico e ceramica.
- Area dei Ludi (Piazza Patriarcato): Spazio dedicato ai combattimenti gladiatori (munera) e a discipline atletiche antiche come l'harpastum, antenato del rugby moderno.
Il rito del Sulcus Primigenius
Il momento tecnicamente più rilevante della kermesse è la riproposizione del sulcus primigenius. Seguendo il rituale etrusco adottato dai Romani, i consoli tracciano con un aratro trainato da buoi il solco sacro che delimita il pomerio, il confine inviolabile della città. Questo atto sancisce legalmente e religiosamente la nascita di Aquileia, definendo l'orientamento del cardo e del decumano che ancora oggi caratterizzano la maglia urbana e archeologica del sito.
Come arrivare e dintorni
Aquileia è situata nella bassa pianura friulana e si raggiunge percorrendo l'autostrada A4 (Venezia-Trieste) con uscita al casello di Palmanova. Da qui si imbocca la SR352 in direzione sud per circa 15 chilometri. Chi proviene da Grado può percorrere la medesima statale in direzione nord attraversando il ponte translagunare. La città offre una stratigrafia unica che comprende la Basilica Patriarcale, nota per il pavimento musivo del IV secolo, il foro romano e il porto fluviale. Nelle immediate vicinanze si trova la città stellata di Palmanova e la riserva naturale della Valle Cavanata.
Coordinate: 45.769412, 13.364854
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