Il tracciato curvilineo di via Mercatovecchio non è una scelta estetica, ma un preciso vincolo topografico: la strada ricalca l'andamento del fossato che un tempo cingeva la base del colle del castello, correndo originariamente tra la prima e la seconda cerchia muraria di Udine. La genesi di questo asse viario è datata 1220, quando il patriarca Bertoldo di Andechs concesse alla città il diritto di tenervi il mercato, trasformando di fatto un camminamento difensivo nel principale snodo dei traffici commerciali della regione.
Dalle esibizioni equestri agli assalti popolari del 1511
Nel corso dei secoli, il selciato ha ospitato istituzioni chiave come la Zecca Patriarcale e la Cancelleria della Patria del Friuli, fungendo da palcoscenico per gli eventi pubblici più rilevanti del patriarcato. Nel 1368, l'area fu teatro di una quintana organizzata dal patriarca Marquardo di Randeck in onore dell'imperatore Carlo IV, evento al quale assistette lo stesso Francesco Petrarca.
L'episodio storico più rilevante legato a questa strada risale tuttavia al giovedì grasso del 1511, durante la Crudel Zobia Grassa. Fu proprio lungo via Mercatovecchio che si consumarono gli scontri all'arma bianca, i saccheggi e le rappresaglie tra le fazioni aristocratiche degli Strumieri e quelle popolari filo-veneziane dei Zamberlani, capeggiate dal nobile Antonio Savorgnan.
Stratificazione architettonica: dal Rinascimento ai collaudi elettrici
All'intersezione sud con via Rialto si innalzano palazzo Sacchia e il complesso Lacchin-Del Fabbro. La facciata di palazzo Sacchia è una testimonianza dell'architettura civile cinquecentesca udinese, caratterizzata da bifore, trifore, finestre centinate e terrazzini angolari. Al piano terra dell'edificio si trovava lo storico Caffè del Commercio, dove nel 1896 l'inventore Arturo Malignani condusse alcuni dei primi collaudi pubblici in Italia per l'illuminazione a incandescenza, saturando l'edificio di lampade elettriche. Il confinante palazzo Lacchin-Del Fabbro presenta invece forme neorinascimentali, frutto dei lavori di riqualificazione dei primi del Novecento firmati dall'architetto Antonio Measso e ornati dallo scultore Enrico Miani.
Avanzando lungo la direttrice ovest si incontra il Palazzo del Monte di Pietà, istituto di credito creato per arginare l'usura. La sua struttura principale fu eretta intorno al 1596 e asseconda l'andamento semicircolare della via, riprendendo il modulo delle trifore già osservato nel vicino palazzo Sacchia e ospitando cicli di affreschi cinquecenteschi e seicenteschi di Francesco Floreani e Giulio Quaglio.
Al limite settentrionale della strada svetta un edificio di cinque piani, eretto intorno al 1550, comunemente identificato come Torre di Londra. Sprovvisto di elementi decorativi di pregio ma dotato di un terrazzino al secondo livello sorretto da tre pilastri lapidei, conserva incastonato nello spigolo della muratura un anello in ferro e pietra. Al suo interno veniva infissa l'asta della bandiera rossa che delimitava il traguardo per la corsa del palio equestre di San Lorenzo.
Come arrivare e dintorni
Per raggiungere via Mercatovecchio, situata nella zona pedonale centrale di Udine, chi viaggia in automobile deve percorrere l'autostrada A23 (Palmanova-Tarvisio). Uscendo ai caselli di Udine Sud o Udine Nord, ci si immette sulla rete delle tangenziali cittadine raccordate alla SS13 Pontebbana, seguendo la segnaletica per i parcheggi in struttura prossimi al centro, come l'interrato di Piazza Primo Maggio, distante trecento metri dall'inizio della via. Dal capoluogo friulano è facile esplorare altre realtà storiche del circondario: procedendo verso est lungo la SS54 si raggiunge Cividale del Friuli, l'antica Forum Iulii di epoca longobarda; dirigendosi invece verso nord-ovest tramite la SR464, si arriva al colle di San Daniele del Friuli, meta di interesse sia storiografico per l'antica Biblioteca Guarneriana, sia gastronomico per le tradizionali produzioni norcine.
Coordinate: 46.063717, 13.234850
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