📜 Storia · 3 min di lettura

La comunità ebraica di Cividale e la lapide dell'Arsenale

Dal 1273 la presenza ebraica a Cividale del Friuli ha lasciato tracce architettoniche rilevantissime, dall'antica Giudecca al Monte di Pietà pubblico.

La comunità ebraica di Cividale e la lapide dell'Arsenale - Storia in Friuli Venezia Giulia

Nel 1273, il patriarca aquileiese Raimondo della Torre avallò la concessione di una condotta che permise al primo nucleo documentato di Ebrei di stabilirsi a Cividale del Friuli, ponendoli sotto la giurisdizione e la tutela armata della famiglia feudale dei de' Portis. Iniziò così una stratificazione demografica ed economica che avrebbe segnato il tessuto urbano della città ducale fino al XVIII secolo.

La Giudecca, il cimitero e la sinagoga interrotta

Il fulcro della residenzialità ebraica a Cividale si concentrò nella Giudecca, un settore urbano situato a ridosso della seconda cinta muraria, nell'area oggi solcata da via Montenero (asse viario tracciato successivamente in epoca napoleonica). Adiacente alla chiesa di San Giovanni in Xenodochio, e comunicante con l'esterno tramite una postierla ricavata nelle mura romane, sorgeva il cimitero ebraico.

La stabilità della comunità spinse, nel 1321, all'avvio dei lavori per l'edificazione di una sinagoga. Il cantiere fu tuttavia interrotto per ordine diretto del patriarca Bertrando di San Genesio, a seguito di denunce per atti di presunta blasfemia e oltraggio alla religione cristiana mosse contro gli Ebrei. La struttura rimase incompiuta e le sue murature vennero definitivamente inglobate nel 1519 all'interno delle pertinenze del vicino Monastero.

Il Monte di Pietà in Piazza del Mercato

La reazione istituzionale al prestito su pegno gestito dalla comunità ebraica si concretizzò nel 1494. Padre Sisto, predicatore del convento di San Giorgio in Vado, ottenne dalle autorità cittadine il permesso di fondare un Monte di Pietà nell'angolo sud-est di Piazza del Mercato (oggi Piazza Paolo Diacono).

Inizialmente limitato a un complesso di abitazioni di proprietà comunale, l'istituto si espanse nei secoli successivi acquisendo immobili adiacenti, tra cui Casa Governa nel 1692 e, nel 1761, Casa Boschetti. L'attuale assetto architettonico del palazzo risale proprio ai lavori di accorpamento del 1761: la struttura si sviluppa su tre livelli, con le facciate sud ed est ritmate da finestre con cornici lapidee. L'ingresso meridionale, inquadrato da un portale in pietra rossa e piasentina, è simmetrico rispetto all'asse centrale, affiancato da aperture divise da semicolonne. Sul primo pianerottolo dello scalone monumentale interno è ancora murata una lapide dedicatoria a Giusto de Pace, uno dei principali finanziatori civici dell'istituzione.

L'anomalia cronologica della lapide dell'Arsenale

Nel 1465, nei pressi della porta di Borgo San Pietro — struttura nota come "Arsenale Veneto" poiché la Serenissima la convertì in deposito di artiglierie, archibugi e mortai — venne rinvenuta un'epigrafe ebraica che divenne oggetto di un profondo dibattito storiografico.

La traduzione del reperto indicava la datazione della posa al 20 di Chislev "dell'anno 225 del millennio corrente", sostenendo di aver rintracciato un'altra lapide antica risalente al "quarto millennio". La lettura letterale fissava l'origine della comunità cividalese all'anno 3156 dalla Creazione del Mondo, corrispondente al 604 a.C.

La storiografia contemporanea attribuisce questa anomalia a un errore di decifrazione, che avrebbe confuso il computo ebraico leggendo 3156 invece di 5156 (equivalente al 1395 d.C., datazione pienamente coerente con la documentazione archivistica). Un'ipotesi alternativa suggerisce che l'epigrafe potesse essere un falso storico, retrodatato deliberatamente dalla comunità per certificare la propria presenza in Friuli prima dell'anno zero, nel tentativo di scagionarsi dall'accusa teologica di deicidio.

In epoca contemporanea, le tracce del culto ebraico a Cividale riemersero in modo del tutto eccezionale durante la Prima Guerra Mondiale, quando le autorità militari italiane requisirono il Teatro Adelaide Ristori, concedendone l'uso temporaneo come sinagoga per le truppe ebraiche in servizio al fronte.

Come arrivare e dintorni

Cividale del Friuli si raggiunge in automobile tramite l'autostrada A23 Palmanova-Tarvisio. Svincolando al casello di Udine Sud, è necessario immettersi sulla tangenziale est di Udine e imboccare la Strada Statale 54 (SS54), procedendo in direzione est per circa 17 chilometri fino a raggiungere i perimetri murari della città ducale.

Il territorio circostante, segnato dai rilievi dei Colli Orientali, permette di ispezionare il borgo di Premariacco, dove l'azione erosiva del fiume Natisone scava profonde forre calcaree. Procedendo verso nord-ovest, il limitrofo comune di Faedis conserva i ruderi del Castello di Zucco e del Castello di Cucagna, antiche fortificazioni di origine patriarcale abbarbicate alle pendici prealpine.

Coordinate: 46.093110, 13.431289

💬

I commenti tornano presto

Stiamo migrando il sistema di commenti. Torneranno disponibili a breve.