Nell'agosto del 1773, il quarantottenne Giacomo Casanova giunse nella Contea asburgica di Gorizia, affittando una stanza in una locanda del centro cittadino. L'intellettuale veneziano si trovava in uno stato di esilio prolungato, iniziato nel 1756 con la celebre evasione dal carcere dei Piombi. La sosta goriziana non fu dettata dal caso o da intenti ricreativi, bensì da una calcolata strategia geopolitica: avvicinarsi fisicamente ai confini della Serenissima per negoziare un salvacondotto con il Tribunale degli Inquisitori di Stato.
Il dossier di Manuzzi e la condanna del 1755
I motivi dell'allontanamento forzato di Casanova da Venezia affondavano le radici in un fascicolo compilato quasi vent'anni prima. L'11 novembre 1754, l'informatore dell'Inquisizione veneziana Giovanni Battista Manuzzi aveva redatto un rapporto di controspionaggio dettagliato sulle attività dell'indagato. Il documento lo profilava in termini severi: figlio di teatranti, ex seminarista ritiratosi dagli ordini, assiduo frequentatore di patrizi e giocatore d'azzardo professionista.
La colpa principale evidenziata da Manuzzi riguardava l'influenza psicologica e finanziaria esercitata sul nobile Zuanne Bragadin. Sfruttando l'esoterismo e finte divinazioni cabalistiche, Casanova si garantiva il sostentamento economico a spese dell'aristocrazia locale. Queste accuse di circonvenzione, unite al possesso di testi di magia e all'accertato libertinaggio, avevano giustificato l'arresto preventivo del luglio 1755, terminato l'anno successivo con la fuga dal Palazzo Ducale.
L'attività editoriale e la rete postale asburgica
Giunto a Gorizia, Casanova sfruttò la propria erudizione per inserirsi rapidamente nei salotti della nobiltà di stampo teresiano, intessendo relazioni con le influenti famiglie dei Cobenzl, dei Coronini e dei Torriani. L'assenza di liquidità venne parzialmente compensata dall'attività letteraria: proprio a Gorizia, avvalendosi dei torchi della stamperia locale di Valerio de' Valeri, redasse e pubblicò i primi volumi dell'Istoria delle turbolenze della Polonia, un'opera storiografica concepita per dimostrare la sua ortodossia intellettuale ai censori veneziani.
Parallelamente, si trasformò in un agente ufficioso per conto della madrepatria. Sfruttando le proprie connessioni diplomatiche nell'Impero Asburgico, propose ai magistrati veneziani una riforma logistica del servizio postale. Casanova progettò una linea di diligenze in grado di collegare direttamente la Repubblica di Venezia a Vienna, deviando il traffico merci e la corrispondenza attraverso il nodo di Gorizia per aggirare i dazi doganali dei territori limitrofi. L'operazione gli permise di dimostrare sul campo la propria lealtà verso le istituzioni lagunari.
Il salvacondotto e il rientro in Laguna
L'atteggiamento collaborativo e le informazioni fornite ai referenti veneziani sortirono l'effetto desiderato. Il 3 settembre 1774, gli Inquisitori di Stato firmarono il salvacondotto formale, revocando il bando di esilio ed estinguendo le pendenze giudiziarie. Pochi giorni dopo, Casanova abbandonò Gorizia per rientrare a Venezia, dove negli anni successivi avrebbe assunto il ruolo stipendiato di confidente e informatore segreto per quello stesso tribunale che lo aveva incarcerato due decenni prima.
Come arrivare e dintorni
Gorizia è raggiungibile in automobile percorrendo il raccordo autostradale A34, derivato dall'autostrada A4 Torino-Trieste all'altezza del nodo di Villesse. Procedendo fino al termine del tracciato autostradale, si accede direttamente alla viabilità urbana tramite lo svincolo di Gorizia-Sant'Andrea. Da qui, seguendo la direttrice di via Duca d'Aosta e via Vittorio Veneto, si penetra nel tessuto storico cittadino.
A pochi chilometri di distanza verso sud-ovest, costeggiando il corso del fiume Isonzo tramite la SR351, è possibile ispezionare Gradisca d'Isonzo, architettura militare fortificata costruita dai veneziani nel Quattrocento per contrastare le incursioni ottomane. Dirigendosi a nord sulla SR356, la viabilità risale i primi rilievi del Collio goriziano fino a raggiungere San Floriano del Collio, insediamento di primaria rilevanza vinicola dominato dal castello feudale dei conti Formentini.
Coordinate: 45.944400, 13.623600
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