Arrivando a Tricesimo da Udine percorrendo la statale Pontebbana, a un certo punto si nota sulla destra una serie di colli boscosi che si alzano dolcemente dalla pianura. Su uno di essi, visibile tra gli alberi, si scorge la sagoma di un castello con torri e mura merlate: il castello medievale di Tricesimo, in località Fraelacco. Non è uno dei castelli più celebri del Friuli, e forse è proprio per questo che conserva qualcosa di autentico — una storia stratificata, tormentata, che rispecchia secoli di conflitti tra il Patriarcato di Aquileia, i Conti di Gorizia, Venezia e Napoleone.
Per arrivarci si imbocca una strada alberata che sale serpeggiando fino alla sommità del colle. La vista che si apre dall'alto è una delle più belle del Friuli collinare: la pianura udinese si distende in ogni direzione, con Udine riconoscibile in lontananza e, nelle giornate limpide, le Alpi Carniche che chiudono l'orizzonte a nord. Una posizione che non fu scelta per ragioni estetiche.
Dalle origini romane al castello medievale
Di antichissima origine, il paese di Tricesimo deve il suo nome alla locuzione latina ad tricesimum lapidem, cioè "alla trentesima pietra miliare da Aquileia". Il colle su cui sorge il castello era già frequentato in epoca preromana e romana: la posizione strategica all'incrocio tra la strada che da Aquileia porta al Norico e la strada bariglaria proveniente da Gradisca d'Isonzo favorì nei secoli l'afflusso di popolazione, gli scambi e i commerci.
La struttura difensiva medievale fu costruita su questo stesso colle, probabilmente sui resti di una precedente fortificazione romana posta a guardia del passaggio. Del castello di Tricesimo si hanno le prime notizie certe a partire dal XIII secolo: secondo un documento dell'anno 1253, l'edificio risulta abitato dalla nobilissima Famiglia di Tricesimo. Alla guarnigione, che nel castello aveva la sua sede, erano affidati tutti i compiti di carattere militare: controllo della strada, riscossione dei pedaggi, difesa del territorio.
Patriarcato, Conti di Gorizia e Repubblica di Venezia
Il castello di Tricesimo fu al centro delle stesse tensioni che agitavano tutto il Friuli medievale: la rivalità perpetua tra il Patriarcato di Aquileia e i Conti di Gorizia. Verso la fine del XIII secolo il castello fu acquistato dai signori Della Torre, che ne fecero un feudo sottomesso al Patriarcato. Dai primi anni del XIV secolo vennero progressivamente rafforzate le difese perimetrali, così da opporre adeguata resistenza agli assalti. Gli attacchi venivano portati principalmente dai soldati dei Conti di Gorizia.
Nel 1332 il Patriarca Pagano della Torre ordinò una nuova e più massiccia fortificazione del castello, che aveva perso solidità nel corso degli anni di assedi e conflitti. Un investimento che testimoniava quanto il controllo di questo colle lungo la Pontebbana fosse considerato strategicamente essenziale.
Nel 1420 il Friuli cadde sotto il dominio della Repubblica Serenissima di Venezia, e Tricesimo venne retta da un Capitano che risiedeva nel castello — il quale tuttavia continuò ad essere dato in feudo a famiglie di nobili friulani tra cui i Prampero, i Prastignano e i Castellerio.
Il 27 febbraio 1511, in piena rivolta della Crudel Zobia Grassa, anche il castello di Tricesimo non fu risparmiato: il castello fu oggetto di saccheggio da parte dei contadini in rivolta.
Dal castello militare alla villa nobiliare: i Montegnacco e i Valentinis
Con il tramonto delle guerre feudali il castello iniziò la sua lenta trasformazione da presidio militare a residenza di campagna. Nel 1521 il maniero fu acquistato dai di Montegnacco, proprietari dei vicini castelli di Cassacco e di Montegnacco, che lo tennero fino al 1627, anno in cui lo cedettero ai nobili Valentinis di Udine. Fu trasformato dai conti Valentinis, nel Settecento, in un'elegante villa. I segni di questa doppia anima — castello medievale e residenza rinascimentale — sono ancora leggibili nell'architettura attuale: la cinta muraria con i merli guelfi, le feritoie e le sei torri mantengono il carattere difensivo originale, mentre il palazzo interno, con le bifore ad arco tondo e i grandi saloni con travi del Cinquecento, le volte e i caminetti monumentali, riflette il gusto aristocratico del XVII-XVIII secolo.
Napoleone e le cinte abbattute
L'episodio napoleonico merita una menzione a sé, perché lasciò un segno non solo sul castello ma sulla topografia di tutta la zona. Attorno al castello giravano tre cinte di mura, che furono abbattute per ordine di Napoleone quando passò di qui diretto in Austria attraverso il passo di Tarvisio, allo scopo di non lasciare dietro di sé punti di pericolosa resistenza. In quella occasione egli diede ordine di realizzare una via rettilinea tra Udine e Tricesimo, tuttora chiamata lo stradone, che, innestandosi sulla statale Pontebbana, evita tortuosi giri all'interno di piccoli paesi.
Quella strada esiste ancora. Ogni volta che si percorre "lo stradone" si viaggia su una via progettata da Napoleone per motivi militari — una piccola traccia dell'occupazione francese impressa nel paesaggio friulano.
Dal 1948 a oggi: il Castello della Madonna
Nel 1948 il castello fu acquistato dalla Curia di Udine per essere destinato al culto, ma principalmente utilizzato per il ritiro e gli esercizi spirituali. Prese il nome di Castello della Madonna e divenne Casa Diocesana di Esercizi Spirituali, funzione che mantiene ancora oggi sotto la cura delle Suore Francescane.
Il Santuario della Madonna Missionaria, inaugurato nel 1953, rende omaggio alla statua che all'indomani della Seconda Guerra Mondiale fu portata in pellegrinaggio per tutto il Friuli, ricevendo la devota acclamazione delle popolazioni ancora stordite dagli orrori della guerra. La statua era originariamente custodita nel castello; il notevole afflusso di fedeli in cerca di conforto spinse alla costruzione di un luogo di culto dedicato. Il santuario, progettato dall'architetto Pietro Zanini, si trova proprio di fronte al castello, sull'altura che domina il paese.
Dopo il terremoto del 1976, che colpì duramente tutto il Friuli, il castello subì un importante restauro promosso dalla Soprintendenza.
Come visitare il castello di Tricesimo
Il castello è visitabile solo dall'esterno durante le ore diurne, percorrendo liberamente il perimetro delle mura con le sei torri e ammirando la cinta medievale. La strada alberata che porta all'ingresso è già di per sé una passeggiata piacevole.
Per una visita all'interno — i saloni con le travi originali del Cinquecento, le volte, i caminetti monumentali — è necessario contattare in anticipo le Suore Francescane che vi risiedono:
Tel. 0432 851117 oppure 0432 881227
La visita al complesso si completa naturalmente con il vicino Santuario della Madonna Missionaria, dove si trova l'altare degli emigranti, eretto in ricordo dei tanti friulani che nel Novecento furono costretti a partire per cercare lavoro in Australia, Venezuela e Germania. Una memoria collettiva che tocca molte famiglie friulane ancora oggi.
Come arrivare: Tricesimo si trova a circa 10 km da Udine lungo la SS13 Pontebbana. Per chi arriva in auto dall'autostrada A23, uscita Udine Nord, seguire le indicazioni per Tavagnacco e Tricesimo. Il castello è in località Fraelacco: si imbocca la strada a destra salendo verso il colle. Parcheggio disponibile nei pressi del santuario.
Sul colle di Fraelacco si sovrappongono secoli: la pietra miliare romana contata da Aquileia, la torre del Patriarca che resiste agli assalti goriziani, le cinte abbattute da Napoleone, le suore francescane che oggi aprono i saloni cinquecenteschi ai visitatori su richiesta. Il castello di Tricesimo non è un museo: è un luogo che vive ancora, con una continuità rara che vale da sola la deviazione dalla Pontebbana.
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